Sesso nel centro massaggi, condannata segretaria - Le Cronache
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Sesso nel centro massaggi, condannata segretaria

Sesso nel centro massaggi, condannata segretaria

Prostituzione nei centri massaggi gestiti da marito e moglie a Scafati e Salerno: èp definitiva a un anno e 8 mesi la condanna per la segretaria che sconta un anno e 8 mesi (pena sospesa e senza menzione sul casellario giudiziario). come stabilito Tutti e 4 gli imputati (per altri 3 si procede separatamente dopo una condanna di 3 anni di reclusione ciascuno) erano accusati di sfruttamento della prostituzione. In primo grado erano state comminate pene più leggere rispetto alla richiesta della procura nocerina con il pm Federica Miraglia. Un esposto partito da Scafati e arrivato fino a Salerno aveva portato sotto la lente della procura nocerina i presunti responsabili di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Avrebbero in gestione centri massaggi dove al loro interno l’attività principale sarebbe quella del sesso. Inchiesta affidata ai finanzieri della Compagnia di Scafati che prima delle festività natalizie 2024 avevano dato seguito al decreto di perquisizione dei locali attenzionati e al sequestro dei dispositivi informatici dei presunti responsabili. Era stato posto sotto sequestro anche del denaro contante, cifra vicina ai 3mila euro, custodito in una cassaforte e cifra ritenuta provento dell’attività di prostituzione. L’indagine era stata avviata a febbraio 2024 a Scafati e Salerno dove sono ubicati due centri massaggi, all’interno dei quali sarebbero state offerte anche (e soprattutto) prestazioni di natura sessuale. La fitta clientela sarebbe stata attirata da annunci inseriti su internet e pagine web. L’attività di Salerno si trova nella zona del Carmine, all’atto del blitz di gennaio di quest’anno era chiusa per ristrutturazione. Il cittadino scafatese aveva segnalato presenze sospette all’interno di un centro massaggi. Un via vai che aveva spinto le fiamme gialle a svolgere servizi di osservazione e pedinamenti, con una prima informativa inviata alla procura di Nocera Inferiore per le determinazioni del caso. Dopo l’esposto, arrivato via pec, i riscontri sarebbero avvenuti attraverso telecamere nascoste, utili a riprendere le attività del centro scafatese, installate nei luoghi del sesso. Da lì la scoperta, ulteriore, di un altro centro a Salerno, dove si sarebbe praticata la medesima attività illecita. I prezzi, stabiliti da marito, moglie e complice, seguivano quelli che vengono puntualmente indicati sui siti specializzati, in rete, a partire dai 100 euro più extra a secondo dei gusti della clientela proveniente da ogni angolo della provincia e dal capoluogo. Ora la condanna definitiva per il primo dei 4 imputati.