Pagani/Agro. Altri 7 imputati, trattasi di imprenditori, a giudizio nel processo stralcio per delle truffe all’erario con delle indebite compensazioni: si aggiungono agli altri 34 finiti alla sbarra nel 2025 con accuse contestate a vario titolo di indebita compensazione e truffa. Si tratta di imprenditori per la maggior parte finiti nella rete della giustizia a seguito dell’indagine madre: indagati a Napoli, per competenza territoriale sono ora finiti davanti ai giudici del Tribunale nocerino. E con gli altri imputati rispondono anche di reati come il falso e la sostituzione di persona. Il processo potrebbe essere accorpato all’altro che si sta celebrando davanti ai giudici del Tribunale di Nocera Inferiore. Stando alle accuse da parte della procura partenopea (con atti passati ai colleghi di Nocera Inferiore), secondo quanto previsto dal decreto legislativo 74 del 2000, partite dopo accertamenti dell’Agenzia delle Entrate insieme alla sezione di polizia giudiziaria della Guardia di Finanza di Nocera, ognuno dei singoli imputati (residenti a Pagani e Sarno) non avrebbe versato determinate cifre allo Stato, utilizzando in compensazione crediti non spettanti. Gli imputati, presentando modelli di pagamento F24 tramite servizi di internet banking, messi a disposizione dagli intermediari della riscossione convenzionati con l’Agenzia delle Entrate, e contenenti l’attestazione di crediti inesistenti nei confronti dell’erario, riuscivano a compensare quasi integramente i rispettivi debiti tributari. In questo modo, l’ente statale cadeva in errore e riconosceva l’operazione, cancellando i ruoli e revocando i conseguenti provvedimenti di accertamento. Le indagini condotte dai finanzieri della compagnia di Nocera Inferiore avevano permesso d’individuare alcune persone che avevano messo in atto una vera e propria frode fiscale al servizio di imprese compiacenti. Secondo gli investigatori, il raggiro consisteva nella creazione di false compensazioni tributarie utilizzate per ridurre i debiti in maniera illecita. Gli accertamenti avevano messo in luce un meccanismo semplice da applicare, ma molto insidioso.








