FISCIANO. Dopo nove anni intensi, vissuti tra fede, relazioni, sfide e crescita comunitaria, Padre Marcello Tamburo, ieri mattina, dopo la celebrazione eucaristica nella “sua” chiesa di San Bartolomeo Apostolo in Penta, ha salutato la Comunità Parrocchiale di Penta – Orignano, che lo aveva accolto nel settembre del 2017. Un momento carico di emozione, partecipazione e affetto, accompagnato da parole sincere che hanno raccontato la profondità di un ministero vissuto con dedizione. Ora Padre Marcello si prepara a una nuova tappa del suo percorso: Roma, quartiere Tor Sapienza, dove proseguirà e completerà gli studi di bioetica, vivendo la sua missione pastorale in una parrocchia moderna situata vicino alla congrega dei Padri Vincenziani, accanto a un compagno di studi dei tempi del seminario. Nel suo intervento, Padre Marcello ha voluto condividere pensieri profondi, talvolta accompagnati da richiami affettuosi, espressi con la franchezza che lo ha sempre contraddistinto. Parole che hanno toccato la comunità, invitandola a guardare avanti con maturità e spirito di unità. “L’amicizia e la lealtà sono valori preziosi: quando vengono meno, qualcosa non funziona. Non c’è bisogno che lo dica agli altri, lo dico a me stesso per primo. La fede non è presenzialismo: non è esserci solo in un momento dell’anno. La fede è cammino, è responsabilità, è continuità”. “Dio ci ricorda che i miei pensieri non sono i vostri pensieri. Non posso immaginare che una parrocchia debba funzionare come dico io o come dice qualcun altro. I sacerdoti non vengono scelti dalla gente: è l’Arcivescovo che li invia, con criteri che guardano al bene della comunità”. E ancora: “In questi nove anni ho ricevuto tante lettere, messaggi, osservazioni. Talvolta anche un po’ “vivaci”. Ma il mio compito era questo: servire la comunità, accompagnarla, e preparare il terreno per chi verrà dopo. Al mio posto è stato designato don Antonio Cerasuolo, arriverà giovedì, e sarà lui a guidarvi nel nuovo cammino. Vi chiedo una cosa: preparate la sua accoglienza con serenità. Evitate divisioni, discussioni, telefonate inutili, piccoli sotterfugi. Non danno una bella immagine del paese e non aiutano nessuno. La divisione non porta frutti: ve lo dico con il cuore”. Padre Marcello ha raccontato che la decisione di proseguire gli studi non è improvvisata, ma frutto di una riflessione lunga: “Il Vescovo mi aveva proposto altre parrocchie, anche vicine alla mia famiglia. Ma da anni custodivo in cantina le mie cose, pronte per essere trasferite: sapevo che, terminato il mandato, avrei dovuto completare gli studi di bioetica iniziati tempo fa. A Roma non immaginate cardinali o monsignori: sarò in una borgata semplice, accanto ai Padri Vincenziani, in una chiesa moderna. Lì continuerò la mia pastorale e i miei studi”. Un invito finale, semplice e sincero: “Quando passerete per Roma, venite a trovarmi. Le porte saranno sempre aperte”. Al termine della celebrazione, dall’altare è arrivato un messaggio corale della comunità, affidato a un portavoce che ha espresso gratitudine per il servizio, la presenza e l’impegno di Padre Marcello in questi nove anni. Un ringraziamento rilanciato anche da un giovane ministrante, che ha parlato a nome di tutti i fedeli, sottolineando l’affetto, la stima e la riconoscenza della comunità verso il sacerdote che ha accompagnato tante famiglie nel loro cammino di fede in questi nove intensi anni. Mario Rinaldi







