«Ora basta! Solo in una città come Salerno, si poteva assistere a una tarantella come quella del Grand Hotel». A dirlo la consigliera comunale di opposizione, eletta in quota Fratelli d’Italia, Ersilia Trotta. «Preso dalla smania di far capire che è tornato lo “sceriffo” oggi si mandano i vigili con l’ordinanza di chiusura alla vigilia di Ferragosto. Nessuna dilazione, nessun piano di rientro. Soprattutto nessun interesse per i dipendenti, completa indifferenza per un centinaio di famiglie sul lastrico – ha aggiunto la consigliera Trotta – Lui deve dimostrare di essere un duro. Il tutto nel silenzio del consiglio comunale e soprattutto dei sindacati assenti e vili quando si tratta di andare contro De Luca». La consigliera Trotta ha annunciato di aver presentato, nei giorni scorsi, una richiesta di accesso ai dati delle proprietà comunali per capire a chi siano state assegnate, in particolare a quali associazioni, con quali canoni e se questi vengono pagati e se siano state attivate procedure contro gli evasori. «Perché ora davvero basta. Se questi dati non mi dovessero essere forniti mi rivolgerò prima al Presidente del Consiglio comunale poi, nel caso, al Prefetto di Salerno – ha aggiunto l’esponente di Fratelli d’Italia – Così capiremo se lo sceriffo ci vede bene o se ci vede solo dove vuole vedere lui. Perché queste sceriffate a senso unico devono finire. Sono e sarò al fianco dei lavoratori del Grand Hotel che non devono pagare per colpe non loro, per guerre che passano sopra le loro teste». Parla invece di «regolamento di conti» il consigliere di Forza Italia, Sarel Malan, annunciando di aver effettuato verifiche nelle scorse settimane, dalle quali «non sembrano emergere responsabilità o omissioni degli uffici comunali, che appaiono aver correttamente esercitato il proprio ruolo nelle attività amministrative di accertamento e recupero delle somme dovute». Per il consigliere di Forza Italia «resta invece aperta una questione tutta politica. Perché questa vicenda appare sempre più come un regolamento di conti. Ed è proprio questo l’aspetto che intendo approfondire». A tentare di chiarire i fatti è intervenuto il consigliere comunale di maggioranza Fabio Piccininno. «Il Grand Hotel Salerno risulta debitore nei confronti del Comune di Salerno per una somma di circa 9 milioni di euro, dovuta al mancato pagamento di tributi. A fronte di tale esposizione debitoria, il Comune ha invitato la società che gestisce il Grand Hotel Salerno a regolarizzare la propria posizione. Dinanzi al silenzio della società e al perdurare del grave inadempimento, il Comune ha quindi adottato e notificato un provvedimento di revoca della licenza, successivamente sospeso dal Tar di Salerno in sede cautelare», ha dichiarato attraverso i propri canali social. «Alla luce di ciò – ha aggiunto – il Comune di Salerno ha semplicemente posto in essere le azioni previste dalla legge per il recupero del proprio credito. In questa vicenda la politica c’entra poco o nulla: il Comune ha applicato la legge». Per l’esponente della maggioranza che sostiene il sindaco De Luca, «anche la circostanza che il provvedimento sia stato notificato il 13 agosto, cioè in un momento di piena attività della struttura, non può essere imputata al Comune creditore, ma semmai costituisce una conseguenza della posizione debitoria rimasta irregolare da parte del Grand Hotel Salerno. Ogni ulteriore discussione, sotto questo profilo, appare francamente superflua e pretestuosa». Piccininno ha poi precisato un ulteriore aspetto della vicenda: «Per amore della verità e per rispetto della città, va chiarito che il provvedimento con cui il Tar ha sospeso la revoca della licenza è un provvedimento cautelare, quindi urgente e temporaneo, adottato al solo fine di evitare un possibile pregiudizio nell’attesa della decisione di merito». Secondo il consigliere, «il Tar è chiamato a pronunciarsi sulla correttezza dell’applicazione della normativa che ha condotto all’adozione e alla notifica del provvedimento di revoca; non è invece chiamato a decidere sul merito dei tributi – peraltro già esecutivi – dovuti dal Grand Hotel Salerno, questione che appartiene alla competenza di una diversa autorità giudiziaria». «Per questi motivi – conclude – risulta difficile comprendere le ragioni per le quali alcuni hanno ritenuto di gridare allo scandalo. Questa è una vicenda che richiede serietà ed equilibrio. I fatti, ad oggi, dicono con chiarezza che il Comune di Salerno ha agito nell’esercizio delle proprie prerogative e nel rispetto della legge, a tutela dell’interesse pubblico e della collettività». Il consigliere ha infine espresso «pieno sostegno e vicinanza a tutti i lavoratori», aggiungendo però che, a suo avviso, «le responsabilità non vanno ricercate nel Comune di Salerno, bensì nel datore di lavoro, per il grave inadempimento consistente nel mancato pagamento dei tributi, circostanza che sta incidendo pesantemente anche sul rapporto di lavoro».








