Rtc Quarta Rete; storia di tv e personaggi - Le Cronache Spettacolo e Cultura
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Rtc Quarta Rete; storia di tv e personaggi

Rtc Quarta Rete; storia di tv e personaggi

Francesco De Pisapia

Cominciò quasi tutto per gioco nel Settembre del 1976. I fondatori? Cinque folli avventurieri riuniti in una S.p.A. istituita il 20 Novembre del 1976: nacque così “R.T.C. Italia ” che, l’anno successivo, divenne “R.T.C. Quarta Rete” (per non confondersi con R.T.C. Caserta e R.T.C. Casoria), con direttore responsabile Antonio Ferraioli, Francesco Russo direttore di programmazione, Matteo Giordano responsabile divisione pubblicità e Domenico Sorrentino (foto 1) amministratore unico. Nel marzo del 1976 in realtà l’emittente trasmise per la prima volta, con il segnale irradiato sulla Badia, dall’appartamento di Mimmo Sorrentino nel rione Sala, mandando in onda un film proiettato su un muro bianco con la scritta eseguita con il carbone: “R.T.C. intervallo”. Il canale di emissione per la valle metelliana, il salernitano e le zone limitrofe era il 29; l’ubicazione era la località Pietrasanta frazione Badia di Cava de’ Tirreni. La tv poi, con il passare del tempo, iniziò a fare passi da gigante e ad aumentare così la programmazione trasmettendo quattordici ore al giorno con prevalenza di programmi propri con una media giornaliera di circa quattro ore tra notiziario, rubriche mediche, sportive, legali, religiose e musicali. Poi a completamento di tutto c’erano cartoni animati, telefilm, film e gli incontri di calcio della Cavese. Dopo quasi cinque anni l’emittente arrivò ad irradiare il suo segnale da ben quattro ponti ripetitori. Cospicua diventava anche l’apparecchiatura di studio (Microtime 2080, Generatori Sinc. Acron, Modulatore Itelco, Quadro ad incroci, due titolatrici a colori, una centralina di montaggio JVC, due camere da studio FP20S e tanto altro). Addirittura per le riprese esterne si era dotata di ben due portatili Hitachi SV340 con due camere FP20S. La nota di merito dell’emittente era però che non si avvaleva della collaborazione di circuiti distributori di programmi o circuiti pubblicitari, proprio a dimostrazione del fatto che l’intenzione dei responsabili era quello di offrire programmi “genuini”. Addirittura nel lontano novembre del 1981 l’emittente televisiva metelliana entrò nella top “five” delle televisioni a livello regionale. Infatti, la rivista “Buongiorno Tv” stilava una classifica che teneva conto dell’audience, della qualità dei programmi e della simpatia dei personaggi. Ebbene, nella pubblicazione della decima classifica settimanale “Teletop” per la Campania, R.T.C. Quarta Rete riuscì a spodestare, insieme a Canale 59, sia Tele Sorrento che Tele Libera Battipaglia (al primo posto c’era Tele Capri, seguita a ruota da Canale 21 e Tele Europa). Negli anni successivi riuscì anche a salire sul podio fino al terzo posto. La prima rubrica del palinsesto sportivo con fu condotta da Enzo Gallo; poi con il passare degli anni la tv metelliana colse al volo il “miracolo Cavese” che in quel periodo giunse inaspettatamente in serie B e non si lasciò sfuggire l’occasione “locale” mettendo a disposizione della squadra e del suo appassionato pubblico buona parte della sua organizzazione. Infatti, ogni partita della squadra, dopo gli opportuni accordi con la SACIS, veniva registrata e trasmessa il mercoledì alle 21:45 quando la squadra giocava in casa ed il lunedì sera con replica nel pomeriggio del giorno successivo quando giocava in trasferta. Delle telecronache se ne occupavano Alfonso Amaturo e Franco Garofalo, mentre la redazione era affidata a Bruno Frustaci con il bravo collaboratore e cameramen Vito Annarumma (foto 5). E così, l’emittente guidata dal professore Ferraioli regalava scampoli di emozioni in un periodo in cui la cronaca nera per la faida di camorra riempiva i tg. A corredo del palinsesto sportivo vi erano anche le rubriche “Pressing”, “Off-Side” e “4a Rete Nazionale Sport” ed il tutto affidato e super visionato dal factotum dell’emittente cavese Matteo Giordano, componente essenziale di un’ ambiente in cui una domenica senza calcio sarebbe diventata come una giornata senza sole. Negli anni successivi poi, le rubriche sportive furono affidate ad altre mani sapienti come quelle dei compianti Gino Avella e Pippo Tarallo che si affiancarono all’entourage già nel 1983, Mario Buchiccio che ideò e condusse una mini rubrica dal titolo “l’arbitro di turno” nella quale la giacchetta nera veniva presentata nelle sue mille sfaccettature private e professionali (o addirittura dilettantesche), Raffaele Senatore e Antonio Giordano (foto 2) che condusse con un inviato RAI della Calabria Emanuele Giacoia per la prima volta una telecronaca in coppia per una gara di calcio e nello specifico Cavese-Cosenza, giocata sul neutro di Frosinone e che valse agli aquilotti il salto in cadetteria. R.T.C. , come accennato, non era solo sport. I patiti di musica di qualsiasi genere potevano contare in quegli anni su ben due special. Il primo intitolato “Incontro con…” spalmato su dodici puntate da mezz’ora circa che andava in onda il lunedì ed il mercoledì alle 21:00. Un periodo vide come protagonista il sassofonista cavese Umberto Apicella (foto 5), che fondò il gruppo “Jazz band 2000” dando spettacoli in tutta la Campania e che proponeva, oltre alle sue canzoni, anche brani di Glenn Miller, Count Basie, Duke Ellington, Benny Goodman e di tante altre celebrità. Il secondo special portò in scena Francesca Storace (FOTO 4) cantautrice salernitana che poco più che ventenne (siamo nel 1982) aveva da poco vinto il Festival di Castrocaro (1980) con la sua canzone “Etere”. La studentessa di lettere e filosofia dell’ Università di Salerno che cantava e componeva per hobby, dopo quella inaspettata vittoria, iniziò le scritture prima di passare alla televisione. In quello stesso anno incise perfino un 45 giri dal titolo “Mente mia” (Vicari – Ciccaglioni). Come detto vi erano anche altre rubriche di musica come “mister Ottavio show”, spettacolo di musica per giovani realizzato e condotto in diretta da Ottavio Buonocore, “la fiera dell’allegria” con le canzoni dei bambini (in stile Zecchino d’oro) condotto da Maria Russo, “music too see” condotto da Elvira de Honestis durante la quale s’interagiva in diretta con il pubblico da casa che richiedeva la messa in onda di video musicali. Ma il programma più simpatico era quello ideato e condotto dall’Avvocato Domenico Apicella (foto 3) intitolato “frasario napoletano” dove venivano spiegati i famosi detti napoletani. L’avvocato però il lunedì conduceva invece, in prima serata, la più seria e seguita rubrica dal titolo “incontro con il legale”. Verso la fine degli anni 90′ nel palinsesto fu inserita non solo la rubrica “lectura dantis” ideata e condotta dal professore Sergio Dante ma anche un’altra rubrica religiosa (la prima era curata da Don Francesco Della Corte ed anticipava la domenica cattolica) curata da Don Attilio Della Porta con approfondimenti e rubriche dedicate al patrimonio storico, artistico e religioso di tutto il territorio dell’arcidiocesi Cava-Amalfi. Altra curiosità fu la conduzione da parte del professore Rosario De Fazio della prima trasmissione che si occupava di aste di arte e che non riusciva mai a concludersi nei tempi prestabiliti; infatti la trasmissione che andava in onda alle 21:00 del giovedì sforava sempre la chiusura prevista a mezzanotte. Poi l’avvento del cavaliere (Silvio Berlusconi) con le potenti tv private, la mancata vendita proprio al “biscione” che dopo nemmeno un’ora dalla trattativa saltata comprò Tele Ischia fino ad arrivare ad un colpo di mano, ossia quando il dottor Calabrese, proprietario della CEDISA, con un “coup de théâtre” rilevò R.T.C. . Dopo i primi anni però, la mancanza di risorse economiche, condusse nel 1994 alla chiusura definitiva della storica Tv fino a quando, nel 2014, il marchio non fu rilevato da alcuni imprenditori locali cavesi. Per ricordare l’evento e tutti coloro che fecero parte di quella avventura ed hanno lasciato questa terra, ci sarà una commemorazione domenica 26 luglio alle ore 19:00 presso la chiesa di san Francesco-sant’Antonio di Cava de’ Tirreni, la cui celebrazione sarà affidata a padre Enzo Gaudio, frate dell’ordine dei cappuccini di Gesualdo il quale, prima di prendere i voti, era parte integrante dell’entourage di R.T.C. Quarta Rete dove ricopriva il ruolo di speaker della radio e della tv.