Di Olga Chieffi “
Tutto accade qui!”. E’ il motto che Claudio Tortora ha scelto per presentare il suo venticinquesimo cartellone di prosa, ieri a palazzo di Città, con alla sua destra la presidente del C.O.S. Pina Testa e Alfredo Balsamo direttore artistico del Teatro Pubblico Campano. E’ una frase forte quella di Claudio Tortora che inquadra in tre parole il palcoscenico di un teatro che sa accogliere e rendere familiare quell’ officina interiore che p il palcoscenico, un “luogo del non” inteso come uno spazio mentale, un’officina condivisa e interiore in cui prende voce l’altro, il trionfo del buio e dell’assenza, per Carmelo Bene, lo spazio del divenire, uno spazio di scoperta in cui esprimere la propria fragilità e trasformarla in forza ed espressione. Teatro, quindi, come l’esperienza complementare per realizzarsi in un azzardo di linguaggi ampliati e sincretici, in cui i processi di contaminazione avvengono lungo un asse trasversale capace di toccare i più significativi linguaggi artistici e performativi, musica, danza, prosa. Dieci spettacoli, quest’ anno che punteggeranno l’inverno, fino alla primavera, che saluteranno tanto altro, a partire dalla rimodulazione dei giorni di replica. Accanto ai tradizionali appuntamenti del sabato (Turno A, ore 20.45) e della domenica (Turno B, ore 18.00), ci sono ben cinque spettacoli che vedranno un’ulteriore replica il venerdì (ore 20.45) e non è affatto da escludere che altri spettacoli in cartellone possano raddoppiare con un’ulteriore replica il venerdì, un segnale tangibile di continuo sviluppo e di una richiesta che intercetta una platea sempre più vasta. “La risposta del nostro pubblico è il motore di ogni nostra scelta. – ha commentato con orgoglio il direttore artistico Claudio Tortora – Vedere il Teatro delle Arti crescere anno dopo anno, fino a ipotizzare stabilmente la terza replica del venerdì per molti spettacoli, è la dimostrazione che Salerno ha fame di cultura e di teatro di qualità. Questo cartellone nasce per unire il grande respiro nazionale alle eccellenze del nostro territorio, mantenendo sempre fede alla nostra identità.” Claudio ha affidato per il weekend che va dal 6 al’ 8 novembre 2026 il taglio del nastro a Francesco Procopio e Teresa Del Vecchio in “Nemici come prima” di Gianni Clementi, un trionfo di comicità che alterna umorismo nero a momenti di riflessione sui legami familiari e sull’attaccamento al denaro. Ancora una tripletta dal 13 al 15 novembre con Massimiliano Gallo, che scrive una “Lettera ad Eduardo”, performance che seguirà il suo esordio nella regia d’opera con la messa in scena della Die Lustige Witwe, al Teatro Verdi di Salerno, con il Conservatorio G.Martucci. Una lettera immaginaria per raccontarsi, dire quello che ha rappresentato lui per noi e per tutto il teatro mondiale. E’ un incontro poetico, una riflessione fatta ad alta voce, tra un’artista e un gigante inarrivabile, non un semplice recital di poesie e canzoni, ma quasi una confessione. Il 5 e 6 dicembretorna uno dei grandissimi protagonisti del Premio Charlot, Enzo Iacchetti, con “Buongiorno Ministro”, ovvero le vicende esilaranti e surreali di un politico corrotto salvato da una venditrice porta a porta, mentre il 19 e 20 dicembre, sarà la volta di Paolo Calabresi affiancato da Carolina Di Domenico in “Tutti gli uomini che non sono”, con i tanti personaggi che ha impersonato nella vita reale nei suoi famosi trasformismi, una commedia-verità, di una comicità a tratti esilarante, che ha l’ambizione di sviluppare delle tematiche serie e complesse filtrandole attraverso la costante lente dell’ironia, ma soprattutto una riflessione su quella che percepiamo come “identità”. Il nuovo anno si aprirà nel segno di Eduardo il 9 e 10 gennaio, con Geppy Gleijeses che porterà in scena il capolavoro di Eduardo De Filippo “Il Sindaco del Rione Sanità”. In scena l’inutile sacrificio di un padre-padrino, convinto che l’omertà possa conservare una funzione riparatrice in una società dissestata dall’ingiustizia, il quale sarà compensato dalla decisione di un medico “Della Ragione” a parlare “in fede”, un eroe del nostro tempo, non tragico, bastonato, ma che raramente si arrende e impara, o se non impara lui, imparano gli altri. Seguirà il 30 e 31 gennaio l’irresistibile comicità in chiaroscuro di Carlo Buccirosso, autore, regista e protagonista de “L’esorcismo di Don Tonino”, che debutterà con l’anteprima del venerdì 29. Lo spettacolo affronta con il consueto stile dell’autore napoletano temi sociali e umani attraverso una comicità intelligente e mai banale, capace di intrecciare divertimento e riflessione. Il mese di febbraio si preannuncia particolarmente eterogeneo: il 6 e 7 febbraio i Gemelli di Guidonia scateneranno la platea con lo show musicale “Gemetflix – Come si cambia”, mentre il 27 e 28 febbraio sarà il momento delle grandi emozioni storiche con “Camicette Bianche”, il Musical di Marco Savatteri, anticipato dalla replica del venerdì 26. Seguendo la vera storia della giovane sarta Clotilde Terranova, riscostruisce le dinamiche e i sentimenti dell’emigrazione di inizio Novecento dalla Sicilia e dal Mezzogiorno verso l’America, gli albori delle rivendicazioni dei diritti delle donne e il tragico incendio a New York nel 1911 della Triangle Shirtwaist Company, la fabbrica di camicette bianche nel cui rogo morirono 146 persone, di cui 123 donne, molte immigrate italiane ed ebree. Ritorna anche Paolo Caiazzo il 6 e 7 marzo con “Quasi quasi ci ritento” (fuori abbonamento il 5): tra viaggi nel tempo, episodi storici, equivoci, nostalgia degli anni Novanta e incontri impossibili con il proprio passato, la commedia di Paolo Caiazzo racconta in chiave comica, secondo il suo stile di leggerezza ed umanità, una domanda universale: Se potessimo tornare indietro per cambiare una nostra scelta, quale prezzo saremo disposti a pagare? Chiusura affidata a Serena Autieri, il 20 e 21 marzo protagonista de’ La Sciantosa. La brava artista napoletana, vestirà i panni di una delle più celebri sciantose, Elvira Donnarumma, “la capinera napoletana”, colei che sovvertì le regole dell’apparire. Claudio Tortora ha voluto accendere i riflettori anche sulle altre anime del Teatro delle Arti, sottolineando come la struttura non sia solo la casa della stagione principale. C’è grande attesa, infatti, per la rassegna di teatro d’avanguardia “Fo teatro”, che anche per il 2026/2027 si preannuncia ricca di appuntamenti di straordinario interesse per il pubblico, confermando un trend di consensi e abbonamenti in costante ascesa, proprio come per tutte le altre rassegne in programma al Delle Arti. Un successo che passa inevitabilmente anche per il coinvolgimento dei più giovani. Anche per quest’anno si riconferma, infatti, l’eccellente progetto di PCTO con gli istituti superiori di secondo grado intitolato “Studenti al teatro, per un nuovo pubblico consapevole”. Un’iniziativa dal profondo valore formativo che vedrà gli studenti incontrare da vicino i registi e gli attori protagonisti dei vari spettacoli prima di assistere alle rappresentazioni, costruendo così, passo dopo passo, gli spettatori e magari critici teatrali di domani. E sul valore sociale e formativo del teatro, il direttore Tortora ha concluso… “Il Teatro Delle Arti non è un luogo che si frequenta solo nel fine settimana; è un laboratorio sociale permanente. Il successo di formule d’avanguardia come ‘Fo teatro’ e il legame viscerale con le scuole attraverso il PCTO, e poi ancora i nostri laboratori teatrali, la rassegna di family show curata dalla Compagnia dell’Arte e la rassegna di teatro napoletano diretta da Serena Stella e quella comica diretta da Gianluca Tortora dimostrano che stiamo tracciando la strada giusta. Portare i ragazzi in sala, farli dialogare con gli artisti e renderli partecipi del processo creativo significa investire concretamente sul futuro culturale della nostra comunità”.





