La grande Salerno di De Luca - Le Cronache Ultimora
Ultimora Salerno

La grande Salerno di De Luca

La grande Salerno di De Luca

Giovanni Falci

Voglio subito sgombrare il campo da un equivoco a cui potrebbe portare il titolo di questa mia ri5lessione. Stimo, apprezzo e condivido ogni decisione, pensiero e sogno di Vincenzo De Luca che considero in assoluto il migliore amministratore della cosa pubblica a livello nazionale. La ri5lessione che mi accingo a fare deriva dalla lettura di articoli di stampa apparsi sia prima che dopo la tornata elettorale. Leggo da più parti commenti “ironici” sulle dichiarazioni di De Luca che parla di trasformazione urbanistica che tramuterà Salerno in una nuova Montecarlo. In realtà quella “ironia” è figlia della “invidia” che altro non è che “la consapevolezza della propria mediocrità” come diceva il 5ilosofo triestino Mario Hrvat. Basta poco perché il mediocre (e qui ce ne sono da tutte le parti) riveli la sua natura con commenti come quelli che accompagnano la celebrazione del successo elettorale e personale di Vincenzo De Luca; subito si è scatenato in costoro la recriminazione e la gelosia. Secondo me queste reazioni nascono nel loro animo perché sanno di essere limitati e di non avere le sue capacità; ma anziché rimanere tranquilli nel loro stato, riconoscendo con umiltà le reali forze e valori di De Luca, si abbandonano alla detestazione e allo scontento. Ora, passando in Costa Azzurra, voglio suggerire a De Luca di prendere come paragone per la nostra città Nizza piuttosto che Montecarlo. Innanzitutto tra queste due città vi è una impressionante rassomiglianza geogra5ica: entrambe si estendono lungo il mare con le colline alle spalle degradanti; la Promenade di Nizza diventa il Lungomare di Salerno racchiuso in entrambi i casi dal porto, e l’aeroporto. Certo, l’aeroporto di Nizza è più vicino alla città del nostro, ma la collocazione è similare, cosı̀ come il porto è antico e greco quello francese che entra nel tessuto urbano, più articolato il nostro, moderno e in tre punti della città. Ma la cosa che più mi fa pensare a questa rassomiglianza è la posizione di queste due città tra due costiere. Da Nizza si diparte alla sua sinistra la costiera che arriva 5ino a Mentone passando appunto da Montecarlo e, a destra la costiera più lunga che attraversa Antibes, poi Cannes e approda a Saint Tropez e Port Grimaud. Proprio come da noi che a destra abbiamo la costiera più breve che è quella amal5itana e a sinistra la lunga costiera cilentana con paesi anche più grandi come Agropoli e Sapri. Cosa vogliamo di più per eleggerci a città turistica? Siamo solo in ritardo di quasi 200 anni se pensiamo al turismo della costa azzurra che accoglieva 5in dall’800 i turisti del Nord Europa che venivano a svernare in un clima più mite e in un ambiente più accogliente; la Promenade des angles, cioè il lungomare, prende il nome proprio dai turisti inglesi che si riversavano a Nizza per soggiornarvi. Quei quasi 200 anni di ritardo hanno creato non pochi ostacoli alla attuale riconversione di Salerno in città turistica. In questo lungo periodo, invece che costruire alberghi e strutture ricettive con relativi servizi, abbiamo fatto “la zona industriale” sul mare; ovviamente fallita e riconvertita in zona commerciale; abbiamo edi5icato, sempre sul mare “le palazzine popolari” a Torrione; avevamo collocato un “cementi5icio” al centro geogra5ico del lungomare. Ma abbiamo anche posizionato sul lungomare i palazzi e le sedi del Comune, Provincia, Camera di Commercio, Poste e Genio Civile. Io che conosco benissimo Nizza per averla frequentata con assiduità, non saprei dirvi dove è il Comune di quella città oppure la Chambre de Commerce et d’Industrie, o la Provincia; non ho mai trovato questi uf5ici che pure esistono ma che non occupano il posto del mitico albergo Negresco e di altre strutture come il Rhul. In più Salerno ha una altra carta più vincente di Nizza: si trova, unica città in Italia, tra il più importante sito archeologico romano (Pompei) e uno dei più importanti siti archeologici greci (Paestum); è l’unico posto in Italia in cui coesistono tali realtà a poca distanza tra di loro. Altrove ci sono solo rovine romane o solo rovine greche, qui da noi siamo al completo. Direi che con queste due realtà, anche queste collocate una a destra e l’altra a sinistra del centro abitato, Salerno dovrebbe diventare la CAPITALE DEL TURISMO SCOLASTICO. Proporrei, per scherzo, una legge (se ne fanno tante ridicole) per porre l’obbligo alle scuole di fare la gita scolastica di primavera in Pullman a Salerno per poter far vedere e conoscere questo immenso patrimonio archeologico che abbiamo a portata di mano. E allora W DE LUCA che ha il “coraggio” di pensare a queste trasformazioni, coraggio inteso alla Bertrand Russell: “Gli innocenti non sapevano che il progetto che volevano realizzare era impossibile. E proprio per questo lo realizzarono”. Questa considerazione è a prima vista paradossale. Ma questo è il coraggio dei santi e dei grandi: non regolare la vita al minimo suf5iciente, ma puntare verso l’in5inito, verso ciò che appunto può apparire come impossibile. C’è una parola che ai nostri giorni è molto emarginata: “UTOPIA” la parola che ho voluto inserire nel titolo. Non di rado si usa il termine Utopia come strumento di narcosi per controllare le masse; ma in sé essa è la carica necessaria per vivere, per creare, per amare. Se tutto si riduce a un quieto vivere, ci si rassegna a un’esistenza grigia e triste. Certo, ad impossibilia nemo tenetur dicevano gli antichi romani, non si è obbligati all’impossibile. Ma guai a non tendere verso l’alto, a non provare un fremito di coraggio come fa De Luca. Avviamoci a lasciare, perciò , ai nostri nipoti una Salerno migliore, affascinante, ef5iciente, ricca di iniziative e cultura, una SALERNO DELUCHIANA.