Angelo Villani, politico, industriale e medico che merita rispetto - Le Cronache Cronaca
Cronaca Salerno

Angelo Villani, politico, industriale e medico che merita rispetto

Angelo Villani, politico, industriale  e medico che merita rispetto

Salvatore Memoli

Non ho mai assunto posizioni di critica verso le sentenze dei nostri Organi giurisdizionali italiani. Anche quando a parere soggettivo il contenuto delle sentenze stride con la verità che sta sotto gli occhi di tutti. Qualche giorno fa, al termine di una decisione della Cassazione, il mio amico Angelo Villani è stato ristretto nelle carceri di Salerno. Questione di applicazione di un conteggio che presenta uno scoperto a suo debito di sette mesi di pena. Angelo é entrato in carcere, sebbene non aspettasse una decisione del genere. Non mi sento di dire niente, soprattutto di dire parole che includono la disapprovazione per una condanna di una persona che unanimemente é riconosciuta come onesta e perbene. Certo il dispiacere è tanto, per me che ho il privilegio di essergli amico e di aver potuto studiare le carte del processo che conosco ad occhi chiusi. Questa bancarotta di cui é accusato non é stata mai convincente come condotta riferita ad imprenditori familiari che non avevano nessun motivo di rischiare il proprio patrimonio e la reputazione, con giochi acrobatici di scatole societarie che, alla fine, hanno fatto capire all’inquirente e al giudicante che si voleva sottrarre i beni alla consistenza di un gruppo societario che aveva sempre dato evolutivi segnali di crescita, tenuta del mercato e rispetto bancario. È stato un peccato che i vari gradi di giudizio non abbiano voluto credere alla buona fede e non abbiano accolto le diverse tesi difensive di collegi di avvocati che in tutti i modi hanno tentato di far capire che la verità dei fatti era ben lontana dalle ipotesi delittuose ascritte, per assecondare un’ipotesi di concorso in un reato che la famiglia Villani non ha mai voluto compiere e non accetta che si creda che gente tanto perbene abbia ridotto una vita di sacrifici industriali in un mucchio di ceneri inservibili. In più nessun tornaconto è stato ottenuto dal gruppo familiare, nessun progetto di sottrarre i beni a proprio tornaconto trova riscontro nei fatti, se Angelo ha dovuto vendere le fedi nuziali personali per far fronte alla sua scarsa liquidità. Parliamo di un uomo di affari che aveva a proprio reddito annuale centinaia di migliaia di euro… ridotto al niente! Sono stato vicino ad Angelo, subito dopo il Crac e ne ho raccolto testimonianze importanti per confermargli tutta la mia stima e la mia amicizia. Proprio quando la verità di sacrifici quotidiani smentiva i fuochi di artificio di accuse colorate e mirabolanti che costruivano il caso senza tener conto dei problemi reali. I gradi di giudizio sono andati avanti e non hanno raccolto e riconosciuto, se non nell’ultima decisione della Cassazione, condotte molto corrette, conculcate dai clamori di indagini, istruttorie feroci, talvolta anche da parte di informazioni mai verificate sulle carte della intera vicenda fallimentare. Personalmente ho appreso che quando qualche banca ha fatto registrare l’incongruenza di qualche conto societario erano in arrivo a favore decine di milioni di euro per crediti maturati. Situazioni che avrebbero capovolto la valutazione di una condizione finanziaria foriera della bancarotta. La stessa appostazione di beni in voci societari e di bilanci del gruppo non hanno trovato una disponibilità ad una lettura più normale e semplice di riorganizzazione che serviva a consolidare, migliorare e preservare il loro valore con operazioni che li avrebbero rivalutati e mai utilizzati come dato patrimoniale di un gioco furbesco degno dei campanelli degli imbroglioni che vivono di espedienti. Quel Gruppo societario non doveva patire queste umiliazioni, non foss’altro per i territori serviti, per le maestranze utilizzate e per l’indotto che movimentava risorse produttive con grandi ricadute positive. È nella dinamica distruttiva delle procedure fallimentari la prova della correttezza dei Villani che hanno visto scomparire quanto costruito con anni di duri sacrifici, assistendo impotenti alla disgrazia abbattutasi su di loro, quasi senza capire che le forze perverse sono più potenti di qualsiasi progetto sano di creazione e gestione della ricchezza. Nonostante tutto hanno garantito il recupero a chi aveva perduto qualcosa! Non ho niente da dire contro le sentenze che applicano la legge ma molto da criticare le leggi che non hanno quasi mai rispetto per le persone perbene, per gli imprenditori che dedicano la loro vita, non solo per se stesse ma per il benessere dell’economia e della società, che distribuisce a larghe fasce di fruitori i traguardi raggiunti. C’è nella nostra società troppo clima di sospetto e di palpabile invidia sociale che colpisce tanto chi fa e lo carica di responsabilità insopportabili, inclusa la mancanza del minimo di solidarietà per le cose buone fatte. Questa invidia predispone gli animi alle cattiverie ed alle ritorsioni! Dopo il Crac, Angelo ha costruito una rete di assistiti che come medico, ha seguito con una dedizione di cui non ci sono parole per descrivere l’abnegazione. Ci sono le testimonianze di tanti che gli riconoscono professionalità e disponibilità ad ogni ora del giorno e gli vogliono bene. Angelo Villani e la sua famiglia meritano il nostro rispetto mentre nel nostro animo cresce il dubbio sulla proporzionalità della condanna ai fatti di causa e soprattutto l’utilità d’imprigionare un settantenne perbene, trascorsi quasi venti anni dalle imputazioni. A lui riserverò il mio sostegno e la mia stima aspettandolo dopo questa prova, con accresciuta disponibilità e fiducia.