Le Fonderie Pisano protagoniste del futuro - Le Cronache Attualità
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Le Fonderie Pisano protagoniste del futuro

Le Fonderie Pisano protagoniste del futuro

Salvatore Memoli

Per anni sono stato a guardare quello che succedeva alle Fonderie Pisano. Le aspettative dei cittadini che tutelano la salute pubblica sono tutte importanti e condivisibili. Non mi riesce di capire perché si consuma una stagione di odio sociale, di lotta con accenti di ostracismo, di polemica oltre il quartiere e di convegni a sfondo più politico che ambientalista. Le Fonderie hanno una storia nel tempo legata al territorio, di un legame che non é soltanto industriale, economico e produttivo. Dietro le Fonderie ci sono le storie di operai, generazioni diverse che hanno fuso le loro vite con quella dell’azienda e degli imprenditori. Soltanto chi é mosso da interessi parziali può innalzare barricate li iride, apparentemente protettive della salute collettive ma ben più capaci di scavare un solco per mettere in contrapposte posizioni interessi che non possono essere mai conflittuali. La famiglia Pisano non é mai stata mossa da interessi che sfruttavano le persone! Sempre la dimensione umana ha avvolto i rapporti lavorativi tanto da integrarsi radicalmente nelle più intime scelte di vita familiare delle persone. I dipendenti non hanno > Mai avuto un padrone distante, ma una guida che entrava nei momenti importanti e dava una mano per risolvere problemi concreti di salute, di matrimoni, di esigenze le più disparate. Perché dimenticarlo? Perché inveire contro questa gente senza trovare insieme una soluzione che necessariamente coinvolge le istituzioni interessate? No, vedo soltanto denunce su denunce, atti giudiziari che di contraddicono e che dilaniano la convivenza civile ed aziendale. Forse é questo più della soluzione di un problema v’che potrebbe interessare? > Non lo so, ma percepisco che é stato creato un mostro e che si vuole alimentare la negatività dei rapporti azienda territorio, azienda istituzioni, azienda maestranze. > Chi ha conosciuto ke generazioni dei Pisano può ricordare quanto le loro sensibilità imprenditoriali, che hanno fatto grande ed internazionale l’azienda, trassero forza nelle loro scelte cristiane di vita, nella loro pratica religiosa. Oggi di questo nessuno ne é a conoscenza, ne avverto la voluta dimenticanza per evidenziare il clima colpevolista e denigratorio di gente che ha creato un valore patrimoniale cospicuo e rispettabile.> La tecnologia aziendale deve essere ammodernata, forse l’azienda deve essere delocalizzata! Bene, tutti dobbiamo metterci dalla parte degli imprenditori che sono le prime vittime di una grande distrazione politica ed istituzionale. Dobbiamo aiutarli a scegliere le soluzioni fattibili e giuste, dobbiamo aiutarli ad avere fiducia, senza fustigarli come belve da cacciare o da cui proteggersi. > Nel DNA dell’azienda scorre il sangue di maestranze salernitane, molte delle quali altamente provette, che hanno contribuito alla crescita del marchio. Non si può, talvolta per esigenze che rispondono a logiche perverse della comunicazione di lotta, gettare il bambino con l’acqua sporca! > Ne parlo perché di questa realtà umana ed imprenditoriale ho avuto conoscenza personale per anni, come cittadino e come politico. Conosco l’urgenza delle soluzioni di ammodernamento degli apparati, ne sottoscrivo l’utilità, ma non mi pare che tutto si debba ridurre ad una lotta che vorrebbe paralizzare una storia antica di vita industriale. > La strada da continuare é un’altra che non consente l’ostracismo degli imprenditori Pisani. Sono una realtà che può dare ancora molto al territorio e che potranno avere commesse importanti per continuare a portare il prestigio della città in alto, la tranquillità delle maestranze lontano e la vita aziendale nei parametri ambientali corretti. > La vicenda di questa azienda non può chiudersi in una lotta politica, in suffragette che surriscaldano la comunicazione e negli allarmismi che paralizzano le buone volontà e le attese soluzioni.