Santoro: Progetto 32 dicembre con Elisabetta Barone - Le Cronache Salerno
Salerno

Santoro: Progetto 32 dicembre con Elisabetta Barone

Santoro: Progetto 32 dicembre con Elisabetta Barone

di Erika Noschese

 

 

«Non è più tollerabile che beni pubblici vengano percepiti come spazi privati. Un cittadino o un’associazione che non possiedono una sede devono essere messi nelle condizioni di poter usufruire degli spazi comunali anche occasionalmente, per attività sociali, culturali o aggregative». Parla così Antonio Santoro, operatore culturale, candidato al consiglio comunale con Semplice Salerno, la lista a sostegno della candidatura a sindaco di Elisabetta Barone.

Antonio Santoro, candidato al Consiglio comunale di Salerno a sostegno di Elisabetta Barone. Perché scende in campo?

«Scendo in campo per proseguire il percorso iniziato quattro anni fa, quando ho deciso di espormi in prima persona per provare a dare voce alle tante contraddizioni della nostra città, soprattutto sui temi della cultura e degli spazi sociali. Credo che oggi Salerno abbia bisogno di nuove energie, di idee concrete e di persone che abbiano davvero a cuore il futuro della città e delle nuove generazioni».

Cultura, quali iniziative propone sul territorio?

«Ho scritto una sorta di manifesto politico e culturale, il progetto “32 Dicembre”, che mette al centro le opportunità di espressione, la valorizzazione delle piazze e la creazione di momenti di aggregazione e socialità. La mia proposta è quella di costruire eventi diffusi su tutto il territorio cittadino, una grande rassegna permanente che possa durare tutto l’anno e racchiudere iniziative culturali, artistiche e sociali all’interno di un unico cartellone.

C’è tantissimo che si può fare anche con poche risorse: servono soprattutto competenza, passione e una visione chiara della città che vogliamo costruire».

Quali sono, secondo lei, le priorità per la nuova amministrazione comunale?

«La priorità assoluta riguarda l’assetto organizzativo dell’amministrazione comunale. Bisogna ottimizzare le risorse disponibili e creare le condizioni per intercettare fondi utili alla crescita della città. Salerno deve tornare ad essere credibile, sia agli occhi degli imprenditori che potrebbero scegliere di investire sul territorio, sia per i cittadini che oggi troppo spesso pensano di andare via. Abbiamo bisogno di una città che torni a generare fiducia e opportunità».

Cosa si aspetta dalla nuova amministrazione?

«Mi aspetto un cambiamento vero, che si volti finalmente pagina rispetto agli ultimi anni. Vorrei tornare a vedere un Palazzo di Città aperto, capace di dialogare con i cittadini, con le associazioni e con chi vive quotidianamente il territorio. La politica deve tornare ad ascoltare e a confrontarsi con la città reale».

Spazi comunali: ad oggi manca un reale regolamento per la gestione…

«Credo che questo sia un tema prioritario per la vita sociale e culturale della città. Bisogna riprendere in mano tutte le concessioni degli spazi pubblici, rivedendo modalità e criteri di assegnazione. Non è più tollerabile che beni pubblici vengano percepiti come spazi privati. Un cittadino o un’associazione che non possiedono una sede devono essere messi nelle condizioni di poter usufruire degli spazi comunali anche occasionalmente, per attività sociali, culturali o aggregative. Questo dovrebbe avvenire attraverso il Comune e non passando necessariamente dagli enti assegnatari. L’amministrazione dovrebbe riservarsi alcune giornate da mettere a disposizione di altre realtà associative e culturali presenti sul territorio».

Valorizzazione delle realtà locali: quali proposte?

«Le realtà locali devono essere valorizzate attraverso eventi, piccoli e grandi, che possano metterle in relazione con artisti del panorama nazionale e internazionale. È importante creare connessioni, opportunità e momenti di crescita reciproca. Ho un progetto su questo tema pronto da anni, ma in questa fase elettorale preferisco non spoilerare troppo. Posso dire però che l’obiettivo è quello di creare occasioni concrete per far emergere i talenti del territorio e dare nuova centralità alla produzione culturale locale».

Perché scegliere Elisabetta Barone, secondo lei?

«Scegliere Elisabetta Barone significa scegliere una persona che ha dimostrato onestà, coerenza e capacità. Tre qualità che oggi sono sempre più difficili da trovare in politica. Ho avuto modo di conoscere la persona prima ancora della candidata e credo davvero che possa essere la donna giusta per liberare questa città da dinamiche ormai vecchie e restituire ai cittadini entusiasmo, partecipazione e speranza».