Papa Leone XIV, rivolgendo lo sguardo verso il quadro della Madonna di Pompei, ha guidato piazza Bartolo Longo nella preghiera, recitando la Supplica al termine della Santa Messa. «Fratelli e sorelle, affidiamoci all’intercessione della Beata Vergine Maria del Rosario, invochiamola per la vita e la missione per la chiesa e l’anelito di pace e giustizia del mondo intero», ha detto Prevost prima della Supplica, recitata tradizionalmente l’8 maggio, alle 12.
IN PIAZZA 20MILA FEDELI
Sono circa 20mila i fedeli che hanno preso parte alla messa celebrata da papa Leone sulla piazza Bartolo Longo a Pompei. L’OMELIA DEL PAPA
«Esattamente un anno fa, quando mi è stato affidato il ministero di successore di Pietro, era proprio la giornata della Supplica alla Vergine del Santo Rosario di Pompei. Dovevo dunque venire qui, a porre il mio servizio sotto la protezione della Vergine Santa». Così Papa Leone XIV nell’omelia pronunciata nel corso della Santa Messa che sta celebrando a Pompei. Numerosi applausi hanno seguito le parole di Prevost.
«L’aver poi scelto il nome di Leone – ha aggiunto – mi pone sulle orme di Leone XIII, che ebbe, tra gli altri meriti, anche quello di aver sviluppato un ampio Magistero sul Santo Rosario. A tutto ciò si aggiunge la recente canonizzazione di San Bartolo Longo, apostolo del Rosario. Questo contesto ci fornisce una chiave per riflettere sulla parola di Dio appena ascoltata».
«Il Rosario spinge lo sguardo verso i bisogni del mondo, come la lettera apostolica Rosarium Virginis Mariae sottolineava, proponendo in particolare due intenzioni che rimangono di pressante attualità: la famiglia, che risente dell’indebolimento del legame coniugale, e la pace, messa a repentaglio dalle tensioni internazionali e da un’economia che preferisce il commercio delle armi al rispetto della vita umana». Alle parole del Papa sulla pace hanno fatto seguito numerosi applausi della piazza.
«Non possiamo rassegnarci alle immagini di morte che ogni giorno le cronache ci propongono». Questo un altro passaggio dell’omelia pronunciata dal Papa. «Da questo Santuario, la cui facciata San Bartolo Longo concepì come un monumento alla pace, oggi eleviamo con fede la nostra Supplica. Gesù – ha detto Prevost – ci ha detto che tutto può ottenere la preghiera fatta con fede. E San Bartolo Longo, pensando alla fede di Maria, la definisce “onnipotente per grazia”. Per sua intercessione, venga dal Dio della pace un’effusione sovrabbondante di misericordia, che tocchi i cuori, plachi i rancori e gli odi fratricidi, illumini quanti hanno speciali responsabilità di governo».
«Quando San Giovanni Paolo II indisse l’Anno del Rosario – così Leone XIV nella sua omelia – lo volle porre in modo speciale sotto lo sguardo della Vergine di Pompei. I tempi da allora non sono migliorati. Le guerre che ancora si combattono in tante regioni del mondo chiedono un rinnovato impegno non solo economico e politico, ma anche spirituale e religioso. La pace nasce dentro il cuore. Lo stesso Pontefice, nell’ottobre 1986, aveva radunato ad Assisi i leader delle principali religioni, invitando tutti a pregare per la pace. In diverse occasioni anche recenti, sia Papa Francesco che io abbiamo chiesto ai fedeli di tutto il mondo di pregare per questa intenzione».





