Nel giorno dedicato al lavoro, arriva un messaggio chiaro dal parlamentare del Partito Democratico Piero De Luca: sicurezza, dignità e diritti devono tornare al centro dell’agenda politica. Un richiamo forte che intreccia memoria e attualità, tra criticità irrisolte e sfide future.
Il lavoro, sottolinea De Luca, resta il pilastro della comunità democratica, elemento fondante di coesione sociale e libertà. Ma il quadro è tutt’altro che rassicurante. Le morti bianche continuano a scandire una tragica quotidianità che non può essere accettata né normalizzata: serve un cambio di passo, con interventi strutturali e controlli costanti per garantire sicurezza nei luoghi di lavoro.
Non meno urgente è il tema della precarietà, che colpisce in modo particolare giovani e donne, soprattutto nel Mezzogiorno. A questo si aggiunge il nodo del lavoro povero: milioni di persone, pur occupate, non riescono a sostenere una vita dignitosa. Una contraddizione che impone risposte concrete, tra salari adeguati e maggiore stabilità contrattuale.
Lo sguardo si allarga poi alle trasformazioni in atto. Innovazione e cambiamenti digitali stanno ridisegnando il mercato del lavoro, ma – avverte De Luca – i diritti non possono arretrare. Governare questa transizione significa evitare nuove forme di sfruttamento e garantire inclusione.
Un Primo Maggio che diventa così occasione di riflessione e impegno: perché, come ribadito, dalla qualità del lavoro passa il futuro del Paese e la tenuta stessa della democrazia.





