Ebolitana: Il primato del presidente: Cosimo De Vita - Le Cronache Sport
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Ebolitana: Il primato del presidente: Cosimo De Vita

Ebolitana: Il primato del presidente: Cosimo De Vita

 C’è un filo sottile, ma robustissimo, che lega la gestione della fragilità umana alla guida di una passione collettiva. In una città che vive (anche) di simboli come Eboli, la figura di Cosimo De Vita ha smesso per un momento di essere solo quella di un capitano d’impresa del sociale per farsi interprete di un’epopea sportiva che oggi reclama il suo posto d’onore negli almanacchi. Con la recente vittoria del campionato di Eccellenza, De Vita non ha solo riportato l’Ebolitana 1925 in una dimensione più consona al proprio blasone, ma ha siglato un record che sposta gli equilibri della storia sociale del club. Per comprendere la portata del «metodo De Vita», occorre guardare indietro. L’Ebolitana, nel corso del suo secolo di vita, ha conosciuto presidenti passionali e stagioni memorabili. Si pensi agli anni della Serie C con la presidenza di Cicalese (De Vita era tra i soci) o ai tentativi di rilancio di figure storiche che hanno cercato di dare stabilità a una piazza esigente e, a tratti, infuocata. Molti hanno vinto, alcuni hanno sfiorato il miracolo, ma quasi nessuno è riuscito a coniugare la vittoria sul campo con una solidità strutturale che non fosse legata all’estemporaneità del momento. De Vita rileva la squadra nel 1999, in uno dei tipici (del calcio) momenti di difficoltà finanziaria e con seri dubbi sulla possibilità di iscriversi al campionato. Nell’anno 2000/2001 l’Ebolitana torna in Serie D vincendo i play-off con l’Ischia.

Il dato che emerge quest’anno non è solo sentimentale, è matematico. Cosimo De Vita è diventato ufficialmente il presidente più vincente della storia biancazzurra. Se analizziamo la media assoluta e relativa di successi, il suo mandato segna uno scarto netto rispetto al passato. Dal 1999 De Vita rimarrà ai vertici della società fino al 2003/2004. Passano poi cinque/sei anni e nel 2010/2011, come detto, insieme al gruppo di Cicalese otterrà lo storico traguardo della C2. Poi, altro periodo di “buio” finché l’Ebolitana non sparirà dai radar del calcio dilettantistico di livello, specialmente negli anni della pandemia da Covid (2019/2022). Si tratterà a quel punto di fare una nuova, lunga traversata nel deserto ripartendo dalla I categoria nel 2023/24: l’Ebolitana vincerà il campionato e tornerà in Eccellenza conquistando il I posto del campionato. L’anno successivo un insoddisfacente settimo posto  in Eccellenza fornirà il carburante per la ripartenza dell’anno successivo (2025/2026) con il Ds Ramon Taglianetti e l’allenatore Egidio Pirozzi: la prima squadra di Eboli infatti vincerà il torneo tornando in serie D.

Mentre altri cicli vincenti si sono nutriti di lunghe programmazioni spesso concluse con brusche frenate, la gestione De Vita ha mostrato una capacità di centrare l’obiettivo con precisione quasi  chirurgica. Vincere l’Eccellenza, in un girone storicamente ostico e competitivo, non è stato un caso, ma l’esito di un’equazione dove la pianificazione ha prevalso sull’azzardo. Il primato risiede proprio qui: nella capacità di trasformare la presidenza in un centro di produzione di risultati, con un rapporto tra anni di gestione e trofei alzati che non ha eguali dal 1925 a oggi. Ma la figura di De Vita non si esaurisce nel rettangolo di gioco. Il suo legame con la cittadinanza ebolitana affonda le radici nella cooperativa Sanatrix-Nuovo Elaion, nota eccellenza nel trattamento della disabilità, tra le colonne dell’economia locale in una consolidata osmosi col tessuto sociale.

Trasporre questa stessa dedizione nella presidenza dell’Ebolitana ha significato dare alla squadra una corazza che va oltre il valore tecnico dei calciatori. Per i tifosi, De Vita rappresenta il presidente che non promette ma costruisce. Il significato per l’intera comunità va oltre il salto di categoria: è il riconoscimento di un’identità cittadina che, attraverso il calcio, riscopre la propria forza e la propria capacità di eccellere. La realtà dei fatti ci consegna un profilo che ha saputo farsi carico del peso di una maglia storica in un momento non facile. De Vita, “il presidente” per antonomasia, ha vinto più di tutti perché ha applicato allo sport la stessa disciplina del recupero sociale: la consapevolezza che ogni vittoria è il risultato di un lavoro d’équipe e di una visione di lungo periodo. (red.sp.)