di Erika Noschese
«Emozionato e felice»: queste le prime parole di Raffaele Cantone, nuovo Procuratore Capo della Procura della Repubblica di Salerno, insediatosi ufficialmente ieri mattina. Cantone torna in Campania dopo ben 19 anni: nel 1992 è stato assegnato, quale prima sede, alla Procura della Repubblica presso la Pretura Circondariale di Napoli; nel 1996 è stato poi trasferito alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli ed assegnato alla sezione “criminalità economica” e 1999, designato alla Direzione Distrettuale Antimafia della medesima Procura della Repubblica dove si è occupato soprattutto delle indagini sui gruppi camorristici operanti nel casertano. Dal 2007 è stato assegnato al Massimario della Corte di Cassazione, dove, dall’ottobre del 2013, è stato coordinatore del settore penale per poi andare via, ricoprendo l’incarico di Presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione. Oggi, torna in Campania, come detto, e assume la guida della Procura di Salerno. «È un giorno emozionante; al lavoro penserò nei prossimi giorni. Sono andato via dalla Campania nel 2007: sono passati 19 anni e sono felice di poter tornare a lavorare qui. Con grande umiltà cercherò innanzitutto di comprendere bene la situazione, per poi mettermi subito al lavoro», ha dichiarato Cantone, sostenendo che le inchieste per corruzione, a onor del vero, non sono numerose in nessuna parte del Paese. Mi auguro però che ci sia spazio per intervenire sui reati contro la pubblica amministrazione con grande rigore e nel pieno rispetto delle regole, auspicando anche che dal punto di vista normativo non vengano introdotti ulteriori ostacoli». Poi, un riferimento alla scelta del governo nazionale di abrogare il reato di abuso di ufficio e, senza mezzi termini, sostiene sia stato «un danno. Vedremo ora in che modo si interverrà sul traffico di influenze illecite, considerando che la norma è stata depotenziata». «Per quanto riguarda il traffico di droga, credo che sia diventato un’emergenza ovunque: rappresenta ormai il principale business della criminalità organizzata di tipo mafioso. Questo ha modificato profondamente la geografia e le modalità di azione delle organizzazioni criminali. È evidente che anche in questo territorio si registrano dinamiche simili a quelle presenti nel resto della Campania, ma ritengo corretto, prima di formulare qualsiasi valutazione, comprendere a fondo ciò che è stato fatto e ciò che si potrà fare», ha detto ancora il nuovo Procuratore Capo, sottolineando come tra i temi di maggiore rilievo vi siano «quelli legati alla criminalità organizzata, che però mi riservo di analizzare con attenzione. Per formazione, dedicherò particolare attenzione anche ai reati contro la pubblica amministrazione. Tuttavia, tutti i fenomeni criminali meritano la stessa attenzione, a partire dalla violenza di genere. Ho letto, nei giorni scorsi, di una vicenda legata al caporalato: sono tutti ambiti che richiedono interventi mirati e approfonditi. Proveremo a utilizzare tutti gli strumenti normativi e di prevenzione antimafia disponibili, anche in relazione allo sfruttamento della manodopera». Presente alla cerimonia di insediamento anche Giovanni Melillo, Procuratore nazionale Antimafia e Antiterrorismo: «È un giorno importante per la Procura della Repubblica di Salerno, per la magistratura salernitana, per la giustizia e per le attese e le speranze di chi vive in questo territorio. Si tratta di un’area che richiede grande attenzione e profonde riflessioni: un territorio complesso, ricco di risorse, ma al tempo stesso esposto a minacce significative», ha detto. «Il sistema camorristico è oggi e non soltanto nel distretto di Salerno, una costellazione di imprese. Di imprese che rappresentano interessi e logiche di accumulazione della ricchezza e, nello stesso tempo, di mimetizzazione sociale, che non è facile contrastare», ha poi aggiunto il Procuratore nazionale antimafia. Il lavoro di Cantone andrà nel segno della continuità e a cedere il testimone Giuseppe Borrelli, oggi assegnato alla guida della Procura della Repubblica di Reggio Calabria: «Mi auguro, naturalmente, che quanto è stato fatto in questi anni venga apprezzato e proseguito. Sicuramente Raffaele Cantone è un collega che possiede tutte le caratteristiche per sviluppare e migliorare il lavoro svolto finora. Inoltre, come dicevo prima, credo che dopo un certo periodo di tempo i cambiamenti siano di per sé positivi, perché consentono di cogliere nuove esigenze che chi resta troppo a lungo nello stesso ruolo rischia di non vedere più. Raffaele ha la capacità non solo di individuarle, ma anche di affrontarle e risolverle», ha detto il Procuratore Borrelli. «È un dato ormai evidente: all’interno del distretto di Salerno esistono fenomeni criminali rilevanti. Del resto, la presenza di 29 sostituti procuratori testimonia la complessità del contesto. Si tratta di fenomeni significativi, che spesso si scontrano con una patina di apparente tranquillità e benessere, tale da far pensare che certe realtà non possano esistere. Questa percezione, però, finisce talvolta per rappresentare una sorta di copertura. Purtroppo, tali fenomeni sono presenti e interessano diversi ambiti del diritto penale: dalla pubblica amministrazione alla criminalità economica, fino alla criminalità organizzata, che continua ad affliggere in maniera endemica e significativa una parte ampia del territorio del distretto, in particolare l’Agro nocerino-sarnese – ha poi aggiunto – Si tratta, dunque, di un compito complesso quello che attende il nuovo procuratore della Repubblica, ma sono certo che saprà affrontarlo con competenza ed efficacia».





