“Garantire scuole sicure e ben tenute è la normalità, ma oggi la vera sfida educativa parte dalla comprensione delle emozioni”. Con queste parole, Gherardo Maria Marenghi, candidato del centrodestra alla carica di sindaco di Salerno per le elezioni comunali del 24 e 25 maggio, introduce al centro del dibattito pubblico il tema del benessere emotivo e relazionale degli studenti, ponendo l’attenzione su un aspetto spesso trascurato ma determinante per la crescita delle nuove generazioni. “Questa nuova generazione è intelligente, sensibile e piena di potenzialità – prosegue Marenghi – ma può essere anche fragile, perché cresce in un mondo molto competitivo e spesso povero di relazioni autentiche. I ritmi accelerati, l’esposizione continua ai social e la pressione delle aspettative stanno incidendo profondamente sullo sviluppo dei più giovani. Sempre più bambini manifestano difficoltà di attenzione, ansia, insicurezza e fatica nella gestione delle emozioni. Parallelamente, assistiamo a un aumento di fenomeni preoccupanti come il bullismo, il cyberbullismo e l’abbandono scolastico, segnali evidenti di un disagio che non può più essere ignorato”. Secondo il candidato, è necessario un cambio di prospettiva nelle politiche educative locali, che metta al centro non solo l’apprendimento nozionistico, ma anche la crescita personale degli studenti: “È qui che il Comune deve intervenire in modo concreto, affiancando le scuole con strumenti innovativi, formazione qualificata e supporto costante ai docenti. Investire sul benessere emotivo significa prevenire il disagio, migliorare il clima scolastico e favorire relazioni più sane e costruttive tra studenti, insegnanti e famiglie”. Nel programma proposto, un ruolo centrale è affidato all’introduzione di modelli educativi innovativi già sperimentati con successo in altre realtà italiane ed europee, tra cui progetti ispirati ai programmi di Six Seconds, organizzazione internazionale attiva in oltre 150 Paesi nella diffusione dell’intelligenza emotiva. Tali percorsi prevedono attività strutturate per aiutare bambini e ragazzi a riconoscere, comprendere e gestire le proprie emozioni, sviluppando competenze fondamentali come empatia, autocontrollo, capacità decisionale e collaborazione. Queste iniziative sono state realizzate grazie alla collaborazione tra fondazioni, associazioni del territorio e istituzioni pubbliche, in sinergia con Comuni e Regioni, dimostrando come il lavoro di rete possa generare risultati concreti e duraturi. In contesti come il Trentino-Alto Adige e il Veneto, tali partnership hanno permesso di integrare stabilmente i programmi nelle scuole, contribuendo a migliorare il clima di classe, rafforzare le relazioni tra studenti e ridurre significativamente situazioni di disagio e conflittualità. “Vogliamo introdurre anche a Salerno esperienze educative già attive in altre regioni – conclude Marenghi – adattandole al contesto locale e costruendo un modello capace di coinvolgere l’intera comunità educante. L’obiettivo è creare classi più serene, inclusive e collaborative, in cui ogni studente possa sentirsi ascoltato e valorizzato. Vogliamo aiutare i ragazzi a gestire ansie e difficoltà, a rispettare gli altri, a prevenire bullismo e cyberbullismo e, soprattutto, a costruire fiducia in sé stessi e nel futuro”. L’iniziativa si inserisce in una visione più ampia di scuola come comunità educante, in cui la crescita culturale si accompagna allo sviluppo delle competenze emotive e sociali, fondamentali per affrontare le sfide del presente e del domani. In questo quadro, il ruolo delle istituzioni locali diventa strategico: sostenere la scuola significa investire non solo nell’istruzione, ma nella qualità della vita dell’intera città, promuovendo coesione sociale, inclusione e benessere diffuso.





