Di Olga Chieffi
“La musica è il vero linguaggio universale non ha bisogno di sottotitoli” Così Alessio Vlad, presidente della Fondazione Ravello ha principiato la conferenza della LXXIV edizione del Ravello Festival. E’ così, segno iridescente quello della musica, che sia linguaggio o meno è annosa discussione: tutti d’accordo sul pentagramma poi si entra in un agone senza soluzione, poiché la nota sarà “giocata” dal direttore d’orchestra, dallo strumentista, dal solista e infine dal pubblico e non ha bisogno di sottotitoli. Alessio Vlad ospite della Associazione Stampa estera nella prestigiosa cornice di Palazzo Grazioli in Roma, ha avuto al suo fianco il direttore generale Maurizio Pietrantonio, l’Assessore regionale alla cultura Onofrio Cutaia, il direttore artistico Lucio Gregoretti, il Sindaco Paolo Vuilleumier e non ultimo Francesco Morra, consigliere provinciale con delega alla cultura. Lucio Gregoretti ha quindi illustrato l’articolato progetto che sterza significativamente verso la tradizione della musica seria, con grandi orchestre e bacchette internazionali. Ad aprire il Festival, sabato 4 luglio sul Belvedere di Villa Rufolo, sarà l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino diretta da Daniele Gatti, accostando il Siegfried-Idyll di Richard Wagner alla Sinfonia n. 3 “Eroica” di Ludwig van Beethoven, in vista del bicentenario dalla morte del compositore nel 2027. Il lavoro wagneriano, pagina intima composta come dono privato, introduce a una delle architetture sinfoniche più decisive dell’Ottocento, in cui Beethoven ridefinisce il rapporto tra forma e narrazione musicale. Il giorno successivo, il Festival propone Zappa & Zappa, progetto dell’ensemble Il Pomo d’Oro con il violoncellista Giovanni Sollima, che mette in dialogo due “omonimi” di epoche lontane, il violoncellista e compositore settecentesco Francesco Zappa e il musicista statunitense del secolo scorso Frank Zappa, accostando linguaggi distanti nel tempo ma accomunati da una forte componente sperimentale. Il weekend inaugurale è segnato anche dal vernissage della mostra realizzata in collaborazione con la Galleria Lia Rumma: dopo il grande successo nel 2025 delle “Donne dell’antichità” di Anselm Kiefer, in esclusiva per gli spazi di Villa Rufolo arriveranno alcune opere di William Kentridge. Il 10 luglio piazza Duomo diventa inedito spazio scenico per Fresco di Luca Francesconi, composizione per cinque orchestre di fiati nello spazio affidata a complessi bandistici del territorio: il Premiato Concerto Bandistico Città di Minori con capobanda artistico Gioacchino Mansi, lo Storico Gran Complesso Bandistico “Città di Salerno” con Rosario Barbarulo, il Complesso Bandistico “Città di Sorrento” con Giuseppe Maresca, il Gran Concerto Bandistico “Città di Fisciano” con Angelo De Carluccio e l’Ass. Scuola e Banda Musicale Città di Montecorvino Rovella con Gabriella Fasulo. Insieme all’autore – del quale si festeggeranno i 70 anni – impegnato nella direzione musicale complessiva, ci sarà il regista Manuel Renga cui è affidato il coordinamento scenico e la performance di strada che concluderà la serata. Si configura così un progetto che amplia la dimensione del Festival oltre il Belvedere, lavorando sulla spazializzazione del suono e sulla relazione tra musica, architettura urbana e comunità, con l’esecuzione del repertorio marciabile e in contemporanea di inni di diversi nazioni, convergendo in piazza dalle vie d’intorno, in un forte e intenso “Grido d’amore” e di Pace. Il giorno successivo, il programma si articola in due momenti: alle ore 18 nella Chiesa di San Giovanni del Toro è previsto Risonanze d’Orfeo di Francesconi con l’Ensemble dell’Orchestra Sinfonica di Milano, quindi alle ore 20 sul Belvedere, in esclusiva italiana, L’Orfeo di Claudio Monteverdi, diretto da Jordi Savall (in forma di concerto) con Le Concert des Nations e La Capella Reial de Catalunya; interpreti principali saranno Mauro Borgioni, Elionor Martínez, Sara Mingardo, Marianne Beate Kielland, Salvatore Mario Vitale, Furio Zanasi. Domenica 12 sempre sul Belvedere, l’Orchestra dell’Opera Nazionale di Bucarest diretta da Daniel Jinga, con il violinista Alexandru Tomescu, propone brani che attraversano il repertorio europeo tra Ottocento e Novecento: dalla Rapsodia romena di Enescu al virtuosismo paganiniano del Concerto “La campanella”, fino alla suite dal Lago dei cigni di Čajkovskij. Un progetto realizzato nell’ambito dell’Anno culturale Romania-Italia 2026. Il 17, l’Ensemble Pygmalion diretto da Raphaël Pichon con il baritono Stéphane Degout, porranno in relazione Schubert e Brahms, alcune pagine liederistiche inframmezzate all’Incompiuta e poi la Prima Sinfonia di Brahms in una proposta di riflessione sulla forma e sulla memoria musicale. Domenica 19 il pianista Jan Lisiecki propone World (of) Dance, un impaginato che accosta pagine di “danze” europee e sudamericane da Chopin a Piazzolla, in cui la forma diventa elemento di connessione tra culture e linguaggi. Si riprende il 24 luglio con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai diretta da Emmanuel Tjeknavorian, vincitore del Premio Abbiati 2025, che eseguirà una selezione dalle suite del balletto Gayaneh di Chačaturjan e i Quadri di un’esposizione di Musorgskij nella orchestrazione di Ravel, musica da vedere. Il 29 nella Sala dei Cavalieri, per un progetto di musica e parole che è una riflessione sul teatro musicale settecentesco, intitolato Piccinni e Gluck, una corona per due su testi e drammaturgia del giornalista Valerio Cappelli, interpretato dall’attore Sergio Rubini, dal soprano Francesca Pia Vitale e con Luca Gorla al pianoforte. Un progetto dedicato alla storica contesa che contrappose a Parigi il compositore barese (la cui Cecchina era opera molto più rappresentata dei capolavori mozartiani) e quello tedesco, considerato il più grande operista del tempo. Una produzione in collaborazione con il Teatro Petruzzelli di Bari e Angelo Tumminelli (Prima International Company).Uno dei momenti più attesi del Festival è venerdì 31 luglio con il ritorno a Ravello di Kent Nagano con Dresdner Festspielorchester e Concerto Köln per il progetto di esecuzione del Ring su strumenti e prassi dell’epoca wagneriana. Nel 2023 il Belvedere aveva accolto l’esecuzione dell’Oro del Reno, adesso si ascolteranno il prologo e il primo atto del Götterdämmerung di Richard Wagner: un appuntamento di risonanza internazionale, che debutterà in Germania tra qualche settimana, basato su una approfondita ricerca musicologica che punta alla ricostruzione del suono originale e anche sull’esatta dizione del libretto.Il mese di agosto si apre con tre appuntamenti sempre sul Belvedere dedicati al jazz con l’ Andrea Motis Trio (giovedì 6 agosto, ore 21.30); Rita Marcotulli Ensemble il 7 agosto, ore 21.30 impegnato in un concerto dal titolo Under 29 but me; quindi Rick Margitza, Jeff Ballard, Dario Deidda, Roberto Tarenzi, Domenico Sanna, Carlo Fimiani in Omaggio a Miles sabato 8 agosto, ore 21.30. Un omaggio trombaless nel centenario della nascita del musicista statunitense e una dimenticanza l’altro compleanno i cento di John Coltrane. Attesissimo l’11 agosto (ore 5.15) il tradizionale Concerto all’alba, momento identitario del Festival, in cui la musica accompagna il sorgere del giorno. L’Orchestra Filarmonica “Giuseppe Verdi” di Salerno diretta quest’anno da Alessandro Palumbo, eseguirà le Carmen Suites n. 1 e n. 2 di Georges Bizet, la Sinfonia n. 8 op. 88 di Antonín Dvořák e Les préludes S97 di Franz Liszt. Si tratta di uno degli appuntamenti più attesi del Festival, soprattutto dai turisti e che quest’anno si concluderà con una prima colazione nei giardini della Villa. La Fondazione ha quindi deciso di dar vita a una nuova forma di collaborazione con le strutture alberghiere di Ravello per attivare una speciale prelazione per alcuni pacchetti per assistere al Festival e in particolare al Concerto all’alba. Largo a campane, canti, bande, processioni e giuochi pirotecnici nei paeselli d’intorno e mercoledì 26 agosto, si ritorna sul palco più bello del mondo con la Filarmonica “George Enescu” diretta da Robert Treviño impegnata nella Rapsodia romena n. 1 op. 11 di Enescu appunto e la Sinfonia n. 2 op. 27 di Sergej Rachmaninov. Il giorno successivo nello spazio suggestivo e raccolto della Sala dei Cavalieri, il pianista francese, Jean-Efflam Bavouzet proporrà l’Integrale della musica per pianoforte solo di Maurice Ravel in due parti, alle ore 18 e alle ore 21. Programmi “tedeschi” e interconnessi sabato 29 con il Preludio da Parsifal di Wagner e la Sinfonia n. 4 “Romantica” di Anton Bruckner per la Gustav Mahler Jugendorchester diretta da Philippe Jordan e poi domenica 30 con The Constellation Choir and Orchestra diretti da John Eliot Gardiner che propongono Das Schicklslied op. 54 di Johannes Brahms e la Sinfonia n. 2 op. 52 “Lobgesang” di Felix Mendelssohn-Bartholdy. Finale d’eccezione sabato 5 settembre in esclusiva italiana arriverà a Ravello la Freiburger Barockorchester diretta da Simon Rattle per un programma interamente dedicato a Schumann con Isabelle Faust impegnata nel Concerto per violino e poi la Sinfonia n. 2 op. 61.





