Delitto Faucitano, ergastolo annullato ad Adini - Le Cronache Cronaca
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Delitto Faucitano, ergastolo annullato ad Adini

Delitto Faucitano, ergastolo annullato ad Adini

Scafati. Cade l’aggravante mafioso ma l’ergastolo per Carmine Alfano resta. Un altro invece viene annullato. Colpo di scena in Cassazione sull’omicidio Faucitano, commesso in piazzetta Genova a Scafati undici anni fa: annullato l’ergastolo per Marcello Adini (difeso da Antonio Boffa) che fu condannato in Assise Appello a Salerno al fine pena mai dopo l’assoluzione in primo grado. Per lui nuovo giudizio davanti al collegio del Tribunale di Napoli sempre in Assise Appello. Ergastolo confermato per Carmine Alfano (assistito da Francesco Matrone e Giuseppe Della Monica),  nonostante sia caduto l’aggravante mafioso, per bim bum bam resta la stessa stessa pena da scontare come stabilirono i giudici di secondo grado a Salerno esattamente un anno fa.  Per il terzo imputato di omicidio, Pasquale Rizzo alias ‘o tedesco, ci fu l’assoluzione nei due precedenti gradi di giudizio e la procura generale (unitamente alla Dda) ha ritenuto di non presentare nessuna istanza.  Quindi una condanna definitiva e un rinvio. Lo ha deciso ieri pomeriggio la Corte di Cassazione per i due imputati che secondo la Dda erano gli autori dell’omicidio in concorso aggravato dal metodo mafioso. Armando Faucitano, conosciuto come Dino, fu ucciso in piazzetta Genova a Scafati qualche giorno prima di Pasqua di undici anni fa. Per l’Antimafia salernitana tutti gli imputati erano colpevoli dell’efferato delitto e  rispondevano di omicidio volontario in concorso aggravato dal metodo mafioso. Bim bum bam Alfano, ritenuto esponente del clan di Boscoreale Aquino-Annunziata  era stato condannato all’ergastolo mentre gli altri coimputati erano stati assolti “per non aver commesso il fatto”.  Per la Dda di Salerno, invece, ognuno avrebbe avuto un ruolo da svolgere: la vittima fu attirata in piazza Falcone e Borsellino, luogo dell’agguato, da Rizzo ‘o tedesco con la scusa di consumare insieme uno spinello. Della loro presenza sulla panchina i killer, Adini e Alfano, sarebbero stati informati sempre da Rizzo che aveva spifferato ad Alfano le confidenze di Faucitano circa alcune “spiate” ai carabinieri. I due sempre secondo la Dda si sarebbero presentati in sella a uno scooter e avrebbero freddato Faucitano. L’omicidio era maturato soprattutto in seguito ad un litigio tra la vittima e Alfano sulla partita di erba non pagata. L’affronto all’interno di un bar di Scafati e il mancato pagamento portarono Alfano, ritenuto contiguo ai clan di Boscoreale, Aquino-Annunziata, ad ordinare l’uccisione del debitore. Un omicidio che per la Dda ha avuto una “veste mafiosa”  non solo nelle modalità esecutive, ma anche negli atteggiamenti omertosi assunti dai testimoni”. I giudici di primo grado avevano affermato che non esisteva una prova certa che Adini e Rizzo fossero i complici di Alfano. Cosa diversa era stata decisa in Appello dove Adini per il collegio sarebbe stato il complice di Alfano: lui sarebbe stato sulla moto con il killer quando fu freddato Faucitano.  Per Adini si apre uno spiraglio,  per Alfano invece resta l’ergastolo nonostante il delitto sia stato catalogato non di matrice camorristica.