La “lavanda dei piedi” al centro “Nuovo Elaion” - Le Cronache Provincia
Provincia Eboli

La “lavanda dei piedi” al centro “Nuovo Elaion”

La “lavanda dei piedi” al centro  “Nuovo Elaion”

In un silenzio carico di emozione, interrotto solo dal suono dell’acqua che scorre, il Centro di riabilitazione Nuovo Elaion ha vissuto uno dei momenti più alti della Settimana Santa. Non è stata solo una celebrazione religiosa, questa di mercoledì sera in contrada Tavoliello ad Eboli, ma una lezione di umanità: con la rievocazione della “lavanda dei piedi”, il confine tra chi assiste e chi è assistito si annulla nel segno del servizio reciproco. A guidare la liturgia è stato padre Gianfranco Pasquariello, che con gesti misurati e sguardo attento ha incarnato il messaggio evangelico della “carezza di Dio”. Ma i veri protagonisti sono stati loro: gli ospiti della struttura. Seduti in cerchio, con i volti illuminati da una dignità profonda e con in dosso gli abiti del tempo hanno rappresentato gli Apostoli, prestandosi ad un rito che parla di estrema umiltà. Vedere Padre Pasquariello chinarsi davanti ad ognuno di loro ha restituito il senso più autentico della missione del Centro: mettere la persona al centro, sempre, senza riserve. L’evento assume, dunque, un significato più ampio, travalicando le mura della struttura riabilitativa. In un mondo che corre veloce e spesso ignora chi rimane indietro, momenti come questo gridano la necessità di un’inclusione reale. “Questa cerimonia ci ricorda che non esistono ultimi”, ho commentato uno degli operatori presenti, che ha aggiunto: “vedere i nostri ragazzi protagonisti del rito significa restituire loro il posto che meritano nella società. È un modo concreto per dare voce a chi spesso non ne ha, trasformando la fragilità in una testimonianza di forza collettiva”. La partecipazione è stata sentita non solo dai pazienti, ma anche dalle famiglie e dagli operatori sanitari, che ogni giorno lavorano per trasformare la riabilitazione in un percorso di vita piena. La carezza di Padre Pasquariello a ogni ospite è stata la carezza di un’intera comunità che si stringe attorno ai suoi membri più fragili. L’evento si è concluso con un momento di condivisione, lasciando nei presenti la consapevolezza che la Pasqua, in questo Centro, è già arrivata: è nella forza di chi non si arrende e nella mano tesa di chi sa servire con gioia.