di Aldo Primicerio
Sul SI il 22-23 marzo si susseguono superficialismi, generalismi, semplicismi. Da parte di molti. Gli ultimi quelli di Alfredo Mantovano, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. Perché da ex-magistrato anche lui come Nordio, decide di assalire e massacrare il suo passato. Cambio di prospettiva? Odio verso la presunta politicizzazione di una parte dei togati? Risentimento? Voglia di presunta terzietà (boh)? O strategia per prendere consensi da italiani che ce l’hanno con la giustizia? Non si sa cosa si agiti nella testa di uno che si scaglia contro i suoi ex. E quindi ecco l’ultima uscita, quella di Mantovano. Che, alla quasi vigilia del voto, si lascia andare attaccando il CSM su negligenze e sciatterie. Che Nordio lo ha definito sistema para-mafioso. E Mantovano non è stato da meno. Ed allora, invece della donna come oggi fanno tutti, quale occasione migliore per scrivere invece di bugie, ritardi, negligenze, errori, congiuntivi, gaffes, e le sciatterie dei politici, quelle vere?
Bugie e ritardi sulle promesse elettorali. Si parte dagli annunci su taglio tasse e su crescita
. Il ritornello del governo Meloni sulla crescita superiore alla media Ue è stato contestato. Così come il taglio delle tasse, che non è stato finanziato da una reale riduzione della spesa, ma da altro deficit.
. Salari e Potere d’acquisto: l’Istat ha sottolineato che i salari netti italiani rimangono tra i più bassi in Europa e il potere d’acquisto è diminuito.
. Immigrazione e Sicurezza: gli sbarchi nel 2025 sono stati 59mila, più o meno quanti nel 2024. Niente stop o forti riduzioni, anzi il contrario – Gestione Dossier Albania: l’accordo per i centri-migranti ha registrato ritardi, costi elevati e problemi procedurali con la giustizia italiana, sì da essere definito un fallimento comunicativo ed economico.
. Gestione dei Conti Pubblici: accuse di errori di calcolo e di una gestione finanziaria considerata modesta, con critiche sulla manovra 2025 definita favorevole ai ricchi. Istat e Banca d’Italia sostengono infatti che la rimodulazione dell’Irpef e altre misure premiano maggiormente i contribuenti con redditi più alti (con benefici che secondo la Corte dei Conti si concentrano tra i 50.000 e i 200.000 euro) rispetto ai lavoratori a basso reddito.
. Ritardi PNRR: bassa spesa e progetti in ritardo, i punti chiave. I pagamenti effettuati si aggirano tra il 31% e il 34% del totale, evidenziando una forte lentezza attuativa – Sanità e Strutture: forti ritardi si registrano nella costruzione di Case e Ospedali di Comunità.
. Inflazione e “Carrello Tricolore”: fallimento parziale delle misure anti-inflazione, con il costo dei generi alimentari aumentato già dal 2023.
. Extraprofitti Bancari: retromarcia sulla tassazione degli extraprofitti, trasformata in un contributo facoltativo. Il “tira e molla” si è concluso con le banche che pagano un’imposta inferiore alle stime iniziali, in cambio della possibilità di sbloccare riserve, in un quadro di scandaloso “populismo finanziario” che ha generato iniquità.
. Crescita Pil: l’Istat ha confermato una crescita bassa, in volume appena dello 0,7% nel 2024. Per gli anni a venire, l’Istat prevede una crescita che rimane su ritmi assai modesti (0,5% nel 2025, 0,8% nel 2026). .Molti cominciano a soprannominare quello di Meloni il Governo delle bugie
. Austerità: appena eletta nel 2022, lei disse che non sarebbe stata una parola del suo vocabolario. Ed invece in tre finanziarie non c’è stato altro che tagli all’istruzione, al welfare ed alla sanità. Per farne che? Per girare le risorse a spese militari e ad armamenti per l’Ucraina
. Povertà: Ecco le parole testuali della Presidente: “C’è un tema di povertà dilagante che non possiamo ignorare. Vogliamo mantenere e, laddove possibile, aumentare il doveroso sostegno economico per i soggetti effettivamente fragili non in condizioni di lavorare: penso ai pensionati in difficoltà, agli invalidi a cui va aumentato in ogni modo il grado di tutela, e anche a chi privo di reddito ha figli minori di cui farsi carico”. Quale è stata invece la realtà? Che l’Istat ha calcolato quasi 6 mln di poveri assoluti nel nostro Paese. Se si sommano ai “poveri relativi” che sono quasi 9 mln, la povertà relativa arriva a 15 mln di persone, cioè il 25%, un quarto della popolazione italiana. In parole povere, quanto a povertà siamo superati solo da Romania, Bulgaria, Grecia e Spagna. Tutti gli altri stanno molto meglio di noi. Questa è l’Italia Felix di Giorgia Meloni.
Le sciatterie procedurali, gli errori tecnici, la gestione politico-istituzionale
Le sciatterie sono cominciate nel 2023.
. La prima legge di bilancio è stata caratterizzata da numerosi dietrofront (sul POS, sullo scudo penale) e da circa 46 errori tecnici corretti in corsa.
. Concessioni balneari: La questione è stata gestita con rinvii continui e una “mappatura” delle spiagge contestata per inesattezza, attirando critiche sia dai balneari che dall’Unione Europea.
. Indagati nel Governo: Giorgia Meloni, nonostante le promesse di rigore in passato, ha difeso esponenti del suo governo indagati o al centro di polemiche, come nel caso della Santanchè (indagine su Visibilia) o di Delmastro (rivelazione segreto)
. Rapporti con l’UE: La mancata ratifica del MES (Meccanismo Europeo di Stabilità), noto come “fondo salva-Stati”, sempre definito una “occasione” da Meloni, è stata invece considerata un isolamento politico dagli altri leader europei. L’Italia è l’unica a non aver firmato.
Gli errori di politica estera del Governo Meloni. E poi le gaffes, lo specchio morale della politica italiana
Gli errori? La marginalizzazione in Europa: l’assenza dell’Italia in incontri decisivi tra Francia, Germania e Regno Unito ha portato ad una percepita perdita di peso diplomatico
. L’allineamento con Trump: la forte sintonia con il ciuffone giallo viene vista come un rischio, specie in vista di possibili dazi americani che colpirebbero l’economia italiana
. Il sostegno a leader controversi: le posizioni di appoggio a leader come Viktor Orbán sono viste come divisive all’interno dell’Unione Europea. E poi il clima di recente riapertura verso Vladimir Putin (“è giunto il momento per l’UE di parlare con la Russia”) differenzia l’Italia dalla posizione comune dell’UE sulla crisi russo-ucraina.
Ed infine una carrellata telegrafica sulle gaffes di questo Governo. Valditara: “L’umiliazione è fondamentale nella crescita dello studente!” – La Russa: “Un figlio gay? Sarebbe un dispiacere, come se fosse milanista!” – (prima di andare al governo) “Usate il saluto romano per evitare il contagio di Covid!” – Sangiuliano: “Colombo e Galileo contemporanei!”, “Times Square sta a Londra!”, “Dante è di destra!” – Lollobrigida: “Da noi i poveri mangiano meglio dei ricchi!” – Santanché: “Il Gattopardo di Lucchini!” – Crosetto: “Ringrazio il presidente della Sardegna Solinas!”, “Conte? Un deficiente!”. Un consiglio? Tornare a scuola. Anzi, meglio a casa.





