Alfonso Gatto, il grande poeta della coscienza civile - Le Cronache Ultimora
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Alfonso Gatto, il grande poeta della coscienza civile

Alfonso Gatto,  il grande poeta della coscienza civile

di Chiara Spatuzzi

Da oggi, domenica, al 10 marzo la città di Salerno ospita una serie di eventi dedicati alla figura e all’eredità culturale di Alfonso Gatto, tra letture pubbliche, incontri e dialoghi sulla poesia contemporanea. La Galleria “Il Catalogo” e l’Università di Salerno ospiteranno il poeta Franco Buffoni e numerosi studiosi e appassionati che rileggeranno i versi del poeta salernitano. «Fu in quel tempo di marzo che nel cielo / guardando alla città di sera, al volo / delle sue prime rondini, più solo / mi vidi». La lirica Una sera di marzo, inclusa nella raccolta La storia delle vittime (1966), rappresenta uno dei momenti più significativi della maturità poetica di Alfonso Gatto. Osservando la città al tramonto e il mutamento della stagione, il poeta costruisce una scena che diventa progressivamente spazio di una più ampia riflessione sulla memoria e sull’identità. Da un lato emerge la percezione intima del soggetto poetico, dall’altro la presenza silenziosa della comunità: in questo equilibrio tra interiorità e coscienza civile si riconosce uno dei tratti distintivi della poetica gattiana. Nel passaggio centrale — «trovavo nella voce le parole / da raggiungere, padre, madre, culla»— la parola poetica si configura come luogo di riconoscimento e di ritorno alle origini, uno spazio in cui il linguaggio tenta di ricomporre i legami fondamentali dell’esistenza. A cinquant’anni dalla sua scomparsa, Salerno celebra Alfonso Gatto con tre giornate dedicate alla poesia, alla memoria e al dialogo culturale. Letture pubbliche, incontri e riflessioni riporteranno al centro della scena la voce di un autore che ha segnato profondamente la letteratura italiana del Novecento. Nato a Salerno il 17 luglio 1909 e scomparso l’8 marzo 1976 a Orbetello, Gatto sviluppa la sua esperienza artistica all’interno della stagione dell’ermetismo, pur mantenendo una forte autonomia espressiva e una costante attenzione alla dimensione civile. Giornalista, critico e intellettuale impegnato, egli seppe intrecciare la riflessione poetica con l’osservazione della realtà storica e sociale del suo tempo, dando voce a una poesia capace di coniugare lirismo e coscienza etica. Il primo appuntamento è in programma domenica 8 marzo alle ore 19.00, presso la Galleria d’arte “Il Catalogo”, in via Antonio Maria De Luca. L’iniziativa, organizzata in collaborazione con la Fondazione Alfonso Gatto, «nasce dall’idea di organizzare un incontro aperto e partecipato, lontano dalle rigidità accademiche, ma profondamente legato alla memoria del poeta, nello spazio fisico più “gattiano” di Salerno» spiega Filippo Trotta della Fondazione Gatto. «La Galleria “Il Catalogo”, fondata da Lelio Schiavone insieme ad Alfonso Gatto, dalla seconda metà degli anni Sessanta fu un vero e proprio circolo letterario, punto d’incontro dei più noti intellettuali e critici d’arte italiani, in cui il poeta trovò accoglienza». In questo spazio espositivo ricco di memoria culturale si terrà, dunque, «un incontro di testimonianza e condivisione – aggiunge Trotta – in cui studiosi, giornalisti e appassionati si ritroveranno per leggere e condividere i versi di Alfonso Gatto». Le celebrazioni proseguiranno lunedì 9 marzo alle ore 19.00, presso la Galleria “Il Catalogo”, con il primo incontro dell’edizione 2026 del Premio Alfonso Gatto, organizzato in collaborazione con il Centro Interdipartimentale di Ricerca “Alfonso Gatto” dell’Università degli Studi di Salerno. Ospite dell’incontro sarà il poeta, traduttore e critico letterario Franco Buffoni, una delle voci più autorevoli della poesia italiana contemporanea. Il dialogo con l’autore offrirà l’occasione per riflettere sul ruolo della poesia nel presente, mettendo in relazione la tradizione novecentesca rappresentata da Gatto con le nuove prospettive della scrittura poetica. Attraverso il confronto tra diverse generazioni e sensibilità, l’incontro intende interrogarsi su come la parola poetica continui oggi a raccontare il mondo, mantenendo viva la tensione tra memoria e contemporaneità. Il ciclo di appuntamenti dedicato al poeta salernitano si concluderà martedì 10 marzo alle ore 9.30, presso l’Università degli Studi di Salerno (Sala Conferenze, edificio D3). L’incontro, dal titolo “Ciò che lo trascende è la parola”, sarà dedicato alla presentazione del volume Poesie 1975–2025 di Franco Buffoni (Mondadori, 2025), che raccoglie cinquant’anni di produzione poetica dell’autore lombardo. L’iniziativa si propone come un momento di confronto tra autore, studiosi e istituzioni sul ruolo della parola poetica come spazio di resistenza e permanenza, capace di attraversare il tempo e di interrogare il rapporto con la realtà. «Ricordare Gatto oggi significa riscoprire una poesia profondamente radicata nella vita», afferma il Professore Vincenzo Salerno, Direttore del Centro Interdipartimentale di Ricerca “Alfonso Gatto” e docente di letterature comparate presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Salerno «La sua scrittura unisce lirismo e coscienza civile. E’ proprio questa capacità di parlare insieme alla storia e all’esperienza individuale, che continua a metterlo in dialogo con le nuove generazioni, con la città e con tutti coloro che cercano nella poesia uno spazio di libertà e di pensiero». Le tre giornate dedicate ad Alfonso Gatto diventano così un’occasione per rinnovare il legame tra Salerno e una delle personalità che più ha segnato il suo orizzonte culturale. Esse si configurano come un invito a far risuonare la parola poetica nello spazio pubblico, restituendole la capacità di dialogare con la comunità. In questo contesto, la città stessa diventa protagonista: luogo di convergenza tra passato e presente, tra esperienza individuale e riflessione collettiva. La poesia di Gatto non si limita a sopravvivere nella storia della letteratura: continua a vibrare nei luoghi che l’hanno accolta, nelle voci e nelle emozioni di chi la fa propria. È proprio in questa continuità tra memoria e presente che si rinnova il valore della sua opera: una poesia che non si limita a sopravvivere nel tempo, ma continua a interrogare la realtà e a costruire, attraverso la parola, un ponte tra esperienza individuale e coscienza collettiva. (da www.resistenzequotidiane.it)