Vincenzo Pellegrino: "Riforma non renderà la giustizia pià giusta" - Le Cronache Ultimora

di Arturo Calabrese

Il referendum del 22 e 23 marzo si avvicina e sui territori continuano gli incontri per questo e per quello schieramento. Nel fine settimana ad Agropoli si è tenuto un convegno per il No, organizzato dal comitato “Giusto dire No”. Presenti, tra gli altri, l’avvocato Arnaldo Miglino, il procuratore di Vallo della Lucania Francesco Rotondo e il presidente del tribunale Vincenzo Pellegrino. Sostenitore di una bocciatura della riforma Nordio, Pellegrino è intervenuto anche sulla situazione del tribunale di Vallo della Lucania, indicato come una struttura che continua a vivere difficoltà a causa di un organico non adeguato ai numeri. “La riforma – dice – non sposta niente, non rende i processi più giusti né più veloci e non lo dico io o il comitato, ma lo stesso Nordio”. Sul tribunale vallese dice che “Soltanto a dicembre il tribunale ha visto il pieno organico dei magistrati, ma già venerdì scorso il presidente della sezione civile è stata trasferita e tra poco avremo un giudice in maternità. Non parliamo del personale amministrativo che si aggira sul 40% di quello che dovrebbe essere l’organico. Le cose possono migliorare, ma non con interventi organizzativi: ci vorrebbero interventi strutturali come può essere l’aumento della pianta organica”.

Presidente Vincenzo Pellegrino, perché è giusto dire No?

“In qualità di membro del comitato e dell’Associazione Nazionale Magistrati, avendo ricoperto in passato il ruolo di presidente della sezione salernitana, esprimo la mia opinione. Quella della giustizia, per cui si voterà tra qualche settimana, è una riforma che non serve a rendere la giustizia più efficiente e questo lo dice lo stesso ministro Carlo Nordio. Non serve a rendere la giustizia più giusta, non serve a quelli che sono gli scopi dichiarati dai riformisti, dai promotori di questa riforma costituzionale. Quindi c’è qualche altra ragione che non viene esposta e ce l’ha detta un deputato della Lega che, intervenendo in un recente convegno, ha detto che il ministro Nordio dice cose che si possono dire all’interno di un salotto ma non pubblicamente. Io rabbrividisco e mi chiedo che cosa non si possa dire al cittadino che deve andare a votare e deve scegliere”.

Questa riforma può portare beneficio alla velocità dei processi?

“Non sposta niente. La senatrice Giulia Bongiorno, che presiede la commissione Giustizia al Senato, ha affermato che, testuali parole, chi pensa che questa riforma serva per rendere più efficiente la giustizia è un pazzo, non ha capito niente”.

Lei dirige il tribunale di Vallo della Lucania, un tribunale che negli anni scorsi ha vissuto molte difficoltà: come sta oggi?

“Continua a vivere in una situazione di crisi, perché è una crisi strutturale, è una crisi congenita dovuta al numero di procedimenti civili che vengono instaurati e al numero di personale amministrativo e di personale giudiziario previsto dalle piante organiche e che effettivamente vi lavora. Soltanto a dicembre il tribunale ha visto il pieno organico dei magistrati, ma già venerdì scorso il presidente della sezione civile è stata trasferita e tra poco avremo un giudice in maternità. Non parliamo del personale amministrativo che si aggira sul 40% di quello che dovrebbe essere l’organico. Le cose possono migliorare, ma non con interventi organizzativi: ci vorrebbero interventi strutturali come può essere l’aumento della pianta organica, che soltanto a dirlo fa spavento, oppure un intervento in aiuto come è stato fatto due anni fa dalla Corte d’Appello di Salerno, che ha destinato a Vallo della Lucania due magistrati della pianta flessibile e, guarda caso, in quei due anni che sono rimasti presso di noi c’è stata un’inversione di tendenza. Quindi il problema del tribunale di Vallo della Lucania in questo senso, ma che forse è un po’ strutturale in tutta Italia, è l’organico inferiore rispetto a quello che si dovrebbe avere. Un po’ come i medici, in effetti: mancano i medici e manca il personale nei tribunali. I servizi pubblici mancano di qualcosa o difettano di qualcosa. Io vorrei, senza alcuno spirito di polemica, invitare a riflettere su una cosa molto semplice: mancano i magistrati, la pianta organica è di circa 9.200 unità, siamo 8.500, cioè manca il 14%. Si è pensato di usare i fondi del PNRR, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, e siamo a marzo. A breve scadrà l’impegno dei giovani arruolati negli ultimi anni: non si sa se rimarranno o non rimarranno. L’articolo 110 della Costituzione riguarda l’organizzazione e l’apprestamento dei servizi dell’amministrazione della giustizia. Per essi provvede il Ministero della Giustizia. Quello stesso ministero che non indice i concorsi o li ha indetti in ritardo o che per tanti anni non li ha indetti, ma oggi trova però il tempo per fare una riforma epocale che di epocale non ha niente se non lo stravolgimento dell’impianto costituzionale”.

Cambiare la mappa dei tribunali può essere una soluzione?

“A parole tutto è possibile, ma il processo non è ancora nemmeno iniziato. Potremmo pensare a una riconsiderazione del tribunale di Vallo della Lucania se consideriamo di aggregare territori omogenei. Bisogna capire se sia una strada fattibile ampliare il tribunale, ampliare l’organico del tribunale, risolvendo quei problemi strutturali di cui sopra e cioè la mancanza di un magistrato, di due magistrati, di tre magistrati su un organico più grande avrebbe un effetto probabilmente meno considerevole”.