Valese: «Con Vannacci vere battaglia della destra - Le Cronache Ultimora
Salerno Ultimora

Valese: «Con Vannacci vere battaglia della destra

Valese: «Con Vannacci vere battaglia della destra

di Mario Rinaldi

 

 

Sergio Valese, storico militante del Msi salernitano, ha aderito, insieme a tanti altri esponenti di “camerata” (come sarebbero stati definiti un tempo) a “Futuro Nazionale”, il movimento istituito dal generale Roberto Vannacci dopo essersi staccato dalla Lega e da Matteo Salvini. Una scelta dettata dalla volontà di aderire alle battaglie della destra, così come ha spiegato lo stesso Valese, che ha anche fatto una disamina sulla politica locale in vista delle elezioni amministrative del prossimo maggio, con lo sceriffo, Vincenzo De Luca che ha annunciato il suo ritorno in campo.

Tanti salernitani, dopo aver appreso la notizia della nascita di “Futuro Nazionale” del generale Vannacci stanno aderendo a questo movimento. Lei è tra questi. Può spiegarci cosa l’ha indotta a fare questa scelta?

“Sono uno dei tanti. Determinante la percezione di avere la possibilità di tornare a fare battaglie autenticamente di destra. Il progetto di Vannacci si propone di affrontare temi e rilanciare valori che una fetta consistente di cittadini, non adeguatamente rappresentata, avverte come traditi, delusi, progressivamente abbandonati; purtroppo anche da parte del Governo, preso, talvolta, da un’esasperata realpolitik, dai condizionamenti, dai contesti istituzionali, dal timore di non durare, dalla frustrazione di non apparire sufficientemente corretto politicamente ai “salotti buoni”, nazionali ed internazionali”.

Il 22 aprile Vannacci sarà a Salerno in un evento organizzato dall’ex senatore di Eboli on. Cardiello. Che accoglienza gli riserverete?

“Non sono al corrente delle modalità relative alla manifestazione annunciata per aprile a Salerno. Singolare, visto che non lo sono nemmeno i numerosi aderenti del capoluogo. Dev’esserci stato un corto circuito comunicativo, ma si può capire: siamo in una fase organizzativa particolarmente effervescente, di tipo orizzontale, e una proliferazione di gruppi (team) sul territorio, in assenza di un coordinamento unitario, data la mancanza al momento di una struttura ufficiale del partito, può averlo consentito. D’altronde il tesseramento ufficiale partirà solo dal 1 marzo e gli organigrammi, ritengo, saranno formati solo dopo quella data. Ovviamente avere, tra noi, a Salerno, come in altre parti della Provincia, la presenza di Vannacci è desiderio di tutti”.

Dopo le dimissioni del Sindaco Napoli, la città di Salerno si prepara al voto nella prossima primavera. Le chiedo prima come giudica la scelta del primo cittadino di lasciare il proprio incarico.

“Prima di giudicare la scelta del Sindaco Napoli di “lasciare” il proprio incarico in anticipo rispetto al mandato degli elettori (democraticamente e per le motivazioni un’autentica fetenzia), varrebbe la pena giudicare in quali penose condizioni ha “lasciato” la città. Spero che i cittadini, finalmente consapevoli, in piena autonomia di giudizio, sapranno valutare, con la dovuta severità, il disastro-Salerno alle prossime amministrative con un forte segnale di riprovazione nei confronti di chi  ha avuto la responsabilità dello sfascio che non può essere ascritta al solo operato del Sindaco uscente. Appena ricordando, infatti, che il sapore del lesso e del bollito deriva in maniera determinante dal brodo di cottura nel quale lo immerge il cuoco (quello vero) che predispone la pietanza”.

Collegata alla domanda precedente, le chiedo che ruolo avrà l’ex presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, che quasi tutti lo indicano come il futuro sindaco di Salerno. Secondo lei davvero non c’è partita?

“Siamo realisti. Se il centrodestra non decide di suicidarsi dividendosi, come qualche sprovveduto sperava potesse succedere alle ultime regionali, e si è visto come è andata. Non credo che il centrodestra, prigioniero delle sue surreali schermaglie, abbia qualche chances. A poco più di tre mesi dalle elezioni, di fronte alla certezza di un candidato accattivante come De Luca, quale spettacolo offre? Ci sono una visione, un programma, un coeso gruppo dirigente da offrire alla città? E’ stato individuato un approccio con i settori più vitali e produttivi di Salerno? C’è finalmente un candidato comune? Il centrodestra sconterà per l’ennesima volta (quante sono) le colpe di aver abbandonato il campo e di aver rinunciato a preparare per tempo un’alternativa credibile. In buona sostanza si è continuato a scegliere, a volte, sembra ai cittadini, scientemente, di consegnarsi alla marginalità sul piano locale, dicendo nella sostanza: il governo del capoluogo, ma la stessa cosa accade per le realtà locali dell’intera Provincia, non ci interessa, ci basta saltellare sulla scena nazionale e ricevere la rendita di posizione che viene comunque garantita per taluno dal voto politico nazionale”.

A Salerno che tipo di destra si sta formando a livello politico e quale ruolo avrà alle prossime elezioni. Lei sta pensando di candidarsi? Se sì in quale schieramento?

“Nessuna candidatura, per carità. E non solo per motivi anagrafici. Ogni cosa ha il tempo suo. Pensi, a me andrebbe un partito che inserisca una sorta di limite temporale per le candidature, magari non più di cinquant’anni e che privilegi, a meno di non trovarsi di fronte ad un genio, la scelta per chi oltre alla competenza e ai convincimenti coerenti con la mission, dia prova di esercitare una professione o abbia un proprio lavoro. Sono a disposizione, esclusivamente, per assicurare al nuovo soggetto politico un pizzico di esperienza, accumulato in tanti anni di militanza, sul piano organizzativo e per soddisfare una “tossica” personale passione per la politica. Ognuno può e deve fare la sua parte per costruire uno strumento di rappresentanza a Destra nella quale trovarsi a proprio agio: la destra che preferisce l’Italia identitaria, indipendente, sociale, nazionale, sovrana. Un desiderio, sempre lo stesso, che mi accompagna da quando ero un entusiasta ragazzo del Fronte della Gioventù”. Nessuna candidatura, quindi, ma la disponibilità di offrire la propria esperienza maturata in diversi anni di militanza politica al servizio del proprio territorio. Valese affronta questa sua adesione al movimento di Vannacci con la consapevolezza che le prossime elezioni vedranno quasi sicuramente, l’affermazione di De Luca, ma con la speranza di poter rifondare la destra, nelle modalità in cui le ha sempre intese sin da quando era ragazzo.