Pagani. Dodici anni complessivi di carcere per tre tifosi, di Paganese e Casertana, coinvolti in una delle pagine più violente del calcio non solo campano ma italiano: nel 2023 i gruppi ultrà delle due squadre si scontrarono dando vita a una guerriglia urbana nelle strade della città di Sant’Alfonso. Lo ha deciso la Cassazione motivando le decisioni a carico degli ultras. Avrebbero provocato, nel lungo elenco di danni, anche l’incendio di un autobus. Gli ermellini hanno dichiarato inammissibili i ricorsi presentati dai legali di tre- due della Paganese e uno della Casertana – dei 20 ultrà accusati di lesioni colpose, rissa e incendio. Chiudendo, quindi, definitivamente la vicenda. In Appello erano state cinque le condanne (alcune pene concordate), tra i quattro e tre anni. In primo grado invece 12 imputati avevano patteggiato mentre altri otto erano stati condannati con il rito abbreviato con condanne fino a 5 anni. I fatti risalgono al pomeriggio del 22 gennaio di tre anni e mezzo fa. Gli scontri avvennero, nei pressi dello stadio “Marcello Torre” di Pagani, per la precisione all’incrocio tra via Ugo Foscolo, nel territorio di Sant’Egidio del Monte Albino, e via Sorvello a Pagani, in occasione dell’incontro di calcio valido per la ventesima giornata di serie D. La strada divenne un vero e proprio teatro di guerra con i gruppi appartenenti alle due tifoserie che si affrontarono a colpi di mazza, con lanci di oggetti, inseguimenti e urla. Nei tafferugli rimase ferito anche un carabiniere. Gli scontri culminarono nell’incendio di un autobus su cui viaggiavano i tifosi della Casertana, rimasti illesi. Le fiamme raggiunsero anche il primo piano di un edificio provocando danni strutturali ad un appartamento. In totale cinque le persone ferite. In poche le forze dell’ordine individuarono 9 ultras, 7 della Paganese e 2 della Casertana, arrestati in flagranza differita, alcuni dei quali già destinatari di provvedimento di Daspo. Tra di loro anche un minorenne poi collocato in una comunità.











