Voto di scambio, Squecco e Bernardi offrono 4mila euro ad Alfieri - Le Cronache Ultimora
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Voto di scambio, Squecco e Bernardi offrono 4mila euro ad Alfieri

Voto di scambio, Squecco e Bernardi offrono 4mila euro ad Alfieri

di Erika Noschese

Ha raggiunto la Cittadella giudiziaria accompagnato dal figlio l’ex sindaco di Capaccio Paestum ed ex presidente della Provincia, Franco Alfieri, comparso ieri mattina dinanzi al giudice dell’udienza preliminare per il secondo filone dell’inchiesta a suo carico per voto di scambio politico-mafioso. In aula era presente anche l’imprenditore capaccese Roberto Squecco, insieme all’agente della polizia municipale Antonio Bernardi, all’ex dipendente del cimitero Michele Pecora e ad Antonio Cosentino, ritenuto appartenente al cosiddetto “Gruppo di Baronissi”, il clan che avrebbe ingaggiato Squecco per uccidere Alfieri. Presenti inoltre Domenico De Cesare, collegato in modalità remota in quanto detenuto in altro istituto, e Vincenzo De Cesare, che ha invece scelto di non comparire. L’udienza si è aperta intorno alle 9.30 con la richiesta, avanzata dall’avvocato di Stefania Nobili — allo stato attuale unica indagata a piede libero e assente in aula — e dai difensori di Bernardi, di aderire all’astensione proclamata dai penalisti. La richiesta è stata respinta dal gup Brigida Cavasino, che ha così dato avvio alla prima udienza preliminare. Per gli indagati si dovrà ora decidere se disporre il rinvio a giudizio o l’archiviazione delle singole posizioni. I legali di Alfieri hanno scelto di non presentare istanza di scarcerazione, verosimilmente anche alla luce delle motivazioni della Cassazione che, al netto di quanto fatto filtrare nelle ore precedenti al processo, ha confermato la sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza a carico dell’ex amministratore cilentano. La richiesta di revoca o attenuazione della misura cautelare è stata invece avanzata per Bernardi, Squecco e Pecora: l’istanza è stata accolta solo per l’agente della polizia municipale, attualmente sospeso dal servizio, mentre per l’imprenditore e per l’ex dipendente del cimitero la richiesta è stata respinta. Si procederà infine con la scelta del rito abbreviato per Antonio Cosentino, difeso dall’avvocato Antonio Mondelli, così come per i fratelli De Cesare, assistiti dall’avvocato Pierluigi Spadafora. La richiesta potrebbe essere formalizzata già nel corso della prossima udienza, fissata per l’11 febbraio alle ore 10.30. Nel corso dell’udienza, l’avvocato Scarlato, che difende Roberto Squecco e Antonio Bernardi, ha presentato un’istanza di estinzione del reato di estorsione, proponendo un risarcimento complessivo di circa 4mila euro; l’offerta è stata tuttavia respinta. Le dichiarazioni. «Non siamo ancora entrati nel vivo dell’udienza preliminare. Stiamo valutando se presentare una richiesta di scarcerazione, approfondendo le motivazioni della Cassazione, e successivamente dovrà pronunciarsi il Tribunale del Riesame», ha spiegato l’avvocato di Franco Alfieri, Domenicantonio D’Alessandro. «Il procedimento è sub iudice e, allo stato, non è possibile formulare valutazioni di merito. Forse, se la Cassazione si fosse espressa prima, avremmo potuto avere una fissazione anticipata, ma al di là di questo resta da vedere cosa deciderà il Riesame in relazione al provvedimento della Suprema Corte», ha aggiunto il legale. «Questa è la vicenda del presunto patto elettorale politico-mafioso: è l’unica fattispecie contestata e confidiamo di poter approfondire ulteriormente la ricostruzione dei fatti. Il mio assistito potrebbe risultare parte offesa rispetto a un presunto tentativo di estorsione. Queste sono le contestazioni, poi sarà naturalmente il merito a essere stabilito dai magistrati».