“L’Europa non può continuare a essere percepita come un’entità distante, burocratica o confinata ai soli tavoli istituzionali. È necessario risvegliare un europeismo oggi troppo spesso in letargo, riportandolo nella quotidianità delle persone attraverso la conoscenza, la partecipazione e l’informazione costante”. Lo dichiara Rocco Tiso, fondatore e portavoce nazionale del movimento Euromò, che rivolge un appello alle istituzioni italiane ed europee affinché si promuova una nuova stagione di educazione europea diffusa e accessibile. “L’Ue deve trasformarsi, nella percezione collettiva, da organismo lontano a vera e propria Casa Comune: uno spazio concreto di diritti, opportunità e responsabilità condivise. Questo processo richiede strumenti permanenti di consapevolezza pubblica e una presenza più vicina ai cittadini, soprattutto alle giovani generazioni”. Euromó individua tre direttrici fondamentali per costruire un nuovo rapporto tra cittadini e istituzioni europee. Uno, i Media. L’Europa in Diretta – il diritto all’informazione europea: proponiamo che radio e televisioni pubbliche introducano una striscia informativa quotidiana dedicata ai temi dell’Ue, con linguaggio chiaro e accessibile, capace di spiegare in modo concreto l’impatto delle decisioni europee sulla vita quotidiana. Particolare attenzione dovrebbe essere dedicata alla trasparenza sull’utilizzo dei fondi europei nei territori, affinché ogni comunità possa conoscere e riconoscere il contributo dell’Europa allo sviluppo locale. Due, la scuola. L’Europa tra i Banchi – educazione civica europea: Euromó chiede l’inserimento stabile dello studio dell’Unione Europea nei programmi scolastici, non limitato all’approfondimento storico ma orientato a una vera educazione civica europea. “Occorre fornire ai giovani strumenti pratici per vivere pienamente la cittadinanza europea: dai programmi Erasmus alle tutele del lavoro all’estero, fino ai diritti digitali e ambientali”, sottolinea Tiso. Tre, azione. L’Europa è partecipazione: in tal senso ribadiamo la necessità di una partecipazione civica attiva e indipendente, capace di monitorare il rapporto tra istituzioni, informazione e cittadinanza. “L’europeismo non può essere solo un principio astratto ma deve diventare pratica democratica quotidiana, fondata sulla responsabilità e sulla consapevolezza collettiva”, conclude Rocco Tiso.
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