Slitta a novembre processo Vassallo - Le Cronache Cronaca
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Slitta a novembre processo Vassallo

Slitta a novembre processo Vassallo

di Erika Noschese

Giudice a letera incompatibile, slitta ancora l’avvio del processo per l’omicidio del sindaco pescatore Angelo Vassallo. La prima udienza, in programma ieri presso l’aula C10 della terza sezione penale della Cittadella giudiziaria, è durata solo pochi minuti: la presidente, Gabriella Passaro, ha comunicato l’incompatibilità della giudice a latere, Dolores Zarone in quanto ha partecipato al Riesame di uno degli imputati. Il processo passa ora alla seconda sezione penale. Tra gli imputati per l’omicidio del sindaco pescatore Lazzaro Cioffi, ex carabiniere finito a processo con l’accusa di concorso in omicidio e traffico di droga; Giuseppe Cipriano, imprenditore scafatese; Giovanni Cafiero, ritenuto l’ultimo boss del clan Cesarano di Castellammare di Stabia e Pompei, indagato di concorso in traffico di droga. «Le motivazioni sono del tutto tecniche. Uno dei componenti togati della Corte aveva adottato dei provvedimenti nel corso delle indagini e questo rendeva quel magistrato incompatibile con la prosecuzione del processo. È una norma giuridica corretta perché, in un certo qual senso, il giudice si era già pronunciato, anche se su aspetti marginali. Tuttavia, una decisione l’aveva comunque assunta», ha dichiarato Silverio Sica, avvocato della famiglia Antonio Vassallo e di Giuseppina, moglie del sindaco Pescatore. «Il proscioglimento di Cagnazzo e l’assoluzione di Ridosso sono ancora sub iudice, perché la Procura ha impugnato entrambe le decisioni. Cosa cambia? Il materiale investigativo resta lo stesso e noi continuiamo ad avere convinzioni molto ferme. Ho scelto di difendere la famiglia del sindaco Vassallo con la piena convinzione che la pista investigativa corretta sia quella che ha portato all’arresto di queste persone – ha detto ancora l’avvocato Sica – Continueremo, dunque, a cercare di far emergere la verità. È chiaro che si tratta di un percorso in salita, anche alla luce delle decisioni di assoluzione di Ridosso e di proscioglimento del colonnello Cagnazzo». A confermare la «motivazione tecnica» del rinvio anche Anna Maria Anselmi, avvocato di Massimo Vassallo e della Fondazione Angelo Vassallo Sindaco Pescatore: «Uno dei componenti della Corte d’Assise aveva partecipato al riesame della posizione di uno degli imputati e, per questo motivo, si trovava in una situazione di incompatibilità e non poteva far parte del collegio giudicante. Si tratta quindi di un rinvio tecnico a un’altra sezione della Corte d’Assise, affinché il procedimento possa iniziare davanti a un collegio composto da giudici che non hanno mai preso parte alle indagini né ai procedimenti di riesame riguardanti gli stessi imputati – ha aggiunto l’avvocato Anselmi – È una questione esclusivamente tecnica. Probabilmente, se la circostanza fosse stata rilevata prima, si sarebbe potuto evitare di assegnare il processo a questa sezione. Naturalmente non spetta a noi giudicare questa decisione. Di certo, però, il processo non poteva proseguire in queste condizioni». Non nasconde l’amarezza Massimo Vassallo, fratello di Angelo e vice presidente dell’associazione: «Questo processo continua a mostrarsi sempre più singolare. Abbiamo scoperto che all’interno del collegio giudicante c’era un magistrato che aveva già partecipato al riesame. Forse sarebbe bastato sostituirlo con anticipo, fare una comunicazione, intervenire tempestivamente sulla composizione del collegio. Così avremmo evitato tutti di affrontare quattro ore di viaggio tra andata e ritorno. Si ripete, in qualche modo, quanto già accaduto durante le indagini preliminari. Abbiamo avuto Ridosso, il cui difensore arrivò a dire: “Non posso che chiedere la condanna”, e poi il giudice lo ha assolto. Abbiamo Fabio Cagnazzo, per il quale il giudice ha ritenuto che, non avendo partecipato alla fase esecutiva dell’omicidio ma essendo intervenuto successivamente, non fosse coinvolto nel delitto – ha dichiarato – È davvero un processo molto particolare e, dopo sedici anni di battaglia, sinceramente sono molto stanco». Vassallo non risparmia stoccate all’Anm, Associazione Nazionale Magistrati, commentando duramente le parole della famiglia Vassallo per l’assoluzione di Ridosso: «Alla luce anche dell’intervento dell’ANM, l’Associazione Nazionale Magistrati, arrivato appena tre minuti dopo le nostre dichiarazioni, nelle quali avevamo espresso perplessità sull’atteggiamento del giudice Giovanni Rosso, mi chiedo dove sia stata l’ANM in questi sedici anni. Io, Dario, la moglie di Angelo e tutti i familiari abbiamo sempre riposto la massima fiducia nella magistratura. Per questo vi chiedo di raccontare chi siamo, cosa abbiamo fatto in questi sedici anni e quale dolore e quale battaglia stiamo portando avanti per arrivare alla verità – ha detto il vice presidente dell’associazione – C’è un omicidio. C’è un uomo che è stato ucciso. Ed è sinceramente imbarazzante arrivare a Salerno e scoprire che nel collegio giudicante siede un magistrato che aveva già partecipato al riesame. Si poteva intervenire prima. Siamo davvero stanchi. La fiducia nella giustizia, però, resta. In questa vicenda ci sono persone come il sostituto procuratore Marco Colamonici, che ha dedicato anni alla ricerca della verità. Ci sono uomini dello Stato, i Ros, il Reparto Crimini Violenti, il colonnello Faciano con i suoi uomini: donne e uomini che hanno dedicato giornate, mesi e anni interi per arrivare alla soluzione di questo caso. Io continuo a credere nella giustizia e nello Stato. Mi auguro, però, che chi oggi guida questo tribunale prenda in mano questa situazione e la riporti sul giusto binario, perché è davvero assurdo assistere a tante anomalie concentrate tutte su un unico omicidio».