Sarno/Agro. Il tentato omicidio di G.A. avvenuto il 3 luglio del 2023 a Sarno, finisce nel fascicolo della Dda di Salerno e riguarda il clan La Rocca di Sarno con 38 indagati finiti sul registro degli indagati della Dda di Salerno di cui ha schieto e ottenuto il rito immediato (20 abbreviati). Per quella sparatoria era stato condannato in via definitiva Alessandro Pignataro figlio del boss ex Nco Antonio morto lo scorso anno mentre era ai domiciliari in Calabria. La procura salernitana ha individuato tra i partecipanti il 32enne Gianluca Vitolo, finito in carcere a giugno su ordinanza del gip con decisione confermata giorni fa dalla Corte di Cassazione. Non è d’accordo la difesa del giovane. “Il Tribunale avrebbe utilizzato, nel procedimento per il tentato omicidio di Luigi Siano, captazioni autorizzate in distinti procedimenti relativi a un sodalizio operante a Sarno”, si legge nel ricorso in Cassazione. Per il difensore: l’agguato del 3 luglio 2023, emerso nel corso di tali captazioni, sarebbe estraneo al fatto storico oggetto dei decreti originari, né la sua riconducibilità al catalogo dei reati intercettabili o al medesimo contesto associativo ne consentirebbe l’utilizzazione. L’ordinanza avrebbe, dunque, confuso l’identità del procedimento con il collegamento investigativo e la comune cornice criminale, sebbene rilevi soltanto la coincidenza del fatto storico”. Il progetto omicidiario- per la difesa- non sarebbe pertanto riconducibile ex post ai decreti originari e, espunte le captazioni, verrebbero meno i gravi indizi a carico dell’indagato. La Cassazione invece ha confermato la decisione del gip e del Riesame. L’inchiesta nasce tra Sarno e Scafati e arriva fino in Croazia. Una operazione che fu realizzata mediante un proficuo scambio informativo tra la Procura distrettuale antimafia di Salerno e la speciale croata (Uskok -Ufficio per la lotta alla corruzione a alla criminalità organizzata), con il supporto della Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo ed il coordinamento di Eurojust. Sarebbe stato evidenziato, l’operatività sul territorio di Sarno dell’organizzazione criminale, attiva principalmente nel traffico di stupefacenti nelle piazze di Sarno e Scafati, con diramazioni anche extraregionali. Accertata l’esistenza di una importante rete di distribuzione del sodalizio operante nell’area siciliana che nel dicembre 2024 portava al sequestro, nel Palermitano, di droga. Tra le attività illecite l’acquisto e l’introduzione nel territorio nazionale di armi da guerra, estorsioni e realizzazioni di azioni violente quale modalità di intimidazione e di affermazione del controllo del territorio. La Rocca , nonostante il suo stato detentivo, ha continuato a dirigere il sodalizio, indicando agli affiliati in libertà gli imprenditori da “taglieggiare” ed ordinando azioni violente per costringerli al pagamento del “pizzo” o per dirimere le controversie insorte nel settore dello spaccio di stupefacenti, allo scopo di affermare il dominio sul territorio e reperire somme di denaro necessarie al mantenimento dei sodali detenuti. Inoltre è stato documentata una violenta aggressione ai danni di un detenuto, ristretto nella stessa struttura carceraria del capo del sodalizio, il quale aveva riportato una prognosi di 30 giorni per gravi fratture. Ora una ventina dei 35 imputati affrontano l’udienza preliminare a Salerno con il rito alternativo, tra loro anche Rosario Nocera (difeso da Giovanni Annunziata) che fu gambizzato a novembre del 2025 a Crotone.






