Nessuna contaminazione dell’acqua destinata al consumo domestico, ma massima attenzione sulla situazione delle falde superficiali. È il chiarimento arrivato dal sindaco di Sarno, Francesco Squillante, dopo le notizie diffuse nelle ultime ore riguardanti una presunta contaminazione delle acque sotterranee nel territorio cittadino. In una nota ufficiale, il primo cittadino ha invitato la popolazione a evitare allarmismi, sottolineando come gli stessi approfondimenti realizzati dall’Università degli Studi di Napoli Federico II non abbiano evidenziato criticità relative alla rete idrica pubblica. “È fondamentale chiarire – ha spiegato Squillante – che allo stato attuale non risultano segnalazioni riguardanti contaminazioni dell’acqua distribuita attraverso la rete pubblica destinata al consumo domestico”. Secondo quanto precisato dal sindaco, il fenomeno riguarderebbe esclusivamente le falde superficiali, senza coinvolgere l’acqua che arriva nelle abitazioni attraverso il sistema idrico controllato. Nel documento viene inoltre evidenziata la differenza tra i pozzi privati superficiali, maggiormente esposti ai rischi di contaminazione ambientale, e la rete pubblica gestita attraverso sistemi di captazione profondi e costantemente monitorati dagli enti competenti. Nonostante le rassicurazioni, l’amministrazione comunale ha deciso di attivarsi immediatamente chiedendo ulteriori verifiche. Il sindaco ha infatti comunicato di aver inviato una richiesta formale di chiarimenti al presidente della Regione Campania e all’amministratore delegato di GORI S.p.A., sollecitando approfondimenti tecnici a tutela della salute pubblica. “Seguirò con la massima attenzione l’evolversi della situazione – ha aggiunto Squillante – mantenendo contatti costanti con Regione Campania, Asl, Gori ed enti preposti ai controlli ambientali e sanitari”. Il primo cittadino ha infine invitato la cittadinanza a fare riferimento esclusivamente alle comunicazioni ufficiali, evitando di alimentare preoccupazioni sulla base di informazioni non verificate. La vicenda riaccende l’attenzione sul tema della tutela ambientale e del monitoraggio delle risorse idriche in un’area da anni al centro di criticità legate all’inquinamento del territorio.





