Sarno. Droga, pestaggi e armi 23 arresti della gang di La Rocca - Le Cronache Cronaca
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Sarno. Droga, pestaggi e armi 23 arresti della gang di La Rocca

Sarno. Droga, pestaggi e armi 23 arresti della gang di La Rocca

Scafati/Sarno. Armi da guerra, immigrazione clandestina, tentato omicidio, violenza privata e lesioni: 23 arresti su 28 indagati di cui 18 in carcere e 4 ai domiciliari nell’ambito del blitz di ieri mattina disposto dal gip di Salerno Ferraioli su richiesta della Dda. Cinque indagati a piede libero. in carcere: Nicola La Rocca, Giovanni Stellato, Antonio D’Angelo, Francesco Trotta, Vincenzo Taumaturgo, Daniele Testa, Paolo Francesco La Rocca, Antonio Corrado, Rosario Nocera, Gaetano Monteleone, Salvatore Franco, Michele Florio Belpasso, Vincenzo Trotta, Tomislav Demerac, Alessandro Pignataro, Gianluca Vitolo e Daniele Carpinelli. A capeggiare la gang il 36enne Nicola La Rocca di Sarno, che pur essendo detenuto nel carcere di Spoleto, tramite cellulari, era capace di organizzare l’associazione e presiedere ai suoi traffici. L’inchiesta nasce in Campania, nel Salernitano, e arriva fino in Croazia. Una operazione realizzata mediante un proficuo scambio informativo tra la Procura distrettuale antimafia di Salerno e la speciale croata (Uskok -Ufficio per la lotta alla corruzione a alla criminalità organizzata), con il supporto della Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo ed il coordinamento di Eurojust. Sarebbe stato evidenziato, l’operatività sul territorio di Sarno dell’organizzazione criminale, attiva principalmente nel traffico di stupefacenti nelle piazze di Sarno e Scafati, con diramazioni anche extraregionali. Accertata l’esistenza di una importante rete di distribuzione del sodalizio operante nell’area siciliana che nel dicembre 2024 portava al sequestro, nel Palermitano, di droga. Tra le attività illecite l’acquisto e l’introduzione nel territorio nazionale di armi da guerra, estorsioni e realizzazioni di azioni violente quale modalità di intimidazione e di affermazione del controllo del territorio. La Rocca , nonostante il suo stato detentivo, ha continuato a dirigere il sodalizio, indicando agli affiliati in libertà gli imprenditori da “taglieggiare” ed ordinando azioni violente per costringerli al pagamento del “pizzo” o per dirimere le controversie insorte nel settore dello spaccio di stupefacenti, allo scopo di affermare il dominio sul territorio e reperire somme di denaro necessarie al mantenimento dei sodali detenuti. Inoltre è stato documentata una violenta aggressione ai danni di un detenuto, ristretto nella stessa struttura carceraria del capo del sodalizio, il quale ha riportato una prognosi di 30 giorni per gravi fratture. L’azione punitiva, realizzata da altri detenuti, era volta a costringere la vittima a formalizzare alla direzione del carcere umbro la domanda per accogliere nella sua cella il capo del sodalizio di modo da consentire a quest’ultimo di intrattenere più agevolmente, attraverso l’uso di un telefono cellulare, conversazioni telefoniche con i suoi sodali necessarie alla gestione dei rispettivi traffici illeciti. E ancora: per il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, realizzato attraverso la costituzione di rapporti di lavoro dipendente fittizi, emergendo la presentazione di oltre 1000 istanze sul portale del Ministero dell’Interno dedicato alla presentazione delle domande di nulla osta al lavoro e ricongiungimento familiare per cittadini extracomunitari attraverso il meccanismo del. click day. In Croazia poi ci sarebbe stata la rifornitura di armi.