Marenghi secondo: Ora opposizione costruttiva - Le Cronache Salerno
Salerno

Marenghi secondo: Ora opposizione costruttiva

Marenghi secondo: Ora opposizione costruttiva

di Erika Noschese

L’aria che si respira nei comitati elettorali del centrodestra salernitano, a spoglio ormai consolidato, è quella di un cauto realismo mescolato alla consapevolezza di aver combattuto una battaglia politicamente titanica. I dati parziali parlano chiaro e delineano un quadro che, seppur non sorprendente per chi conosce le dinamiche storiche della città d’Arechi, offre spunti di riflessione inediti. Vincenzo De Luca si conferma saldamente alla guida di Salerno, veleggiando verso il 59%, ma alle sue spalle si consuma una partita altrettanto cruciale per gli equilibri democratici della città: quella per la leadership dell’opposizione. In questo scenario, Gherardo Maria Marenghi, espressione della coalizione di centrodestra (Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega, Noi Moderati e civiche), si attesta intorno al 15,09%, vincendo un vero e proprio testa a testa per il secondo posto con il candidato dell’area progressista. Una posizione che Marenghi analizza con lucidità, rifuggendo facili trionfalismi ma rivendicando il lavoro svolto sul territorio in una campagna elettorale partita, forse, con troppo ritardo. Le sue prime dichiarazioni a caldo, rilasciate mentre i tabelloni elettronici continuano ad aggiornare le percentuali, tracciano già la linea politica per i prossimi cinque anni di consiliatura. “Il centrodestra è la seconda forza del consiglio comunale ed è già un dato confortante rispetto a cinque anni fa”, esordisce Marenghi, analizzando i flussi elettorali. La sfida con l’altra ala della minoranza è serrata, ma il dato politico per la sua coalizione resta il punto di partenza: “C’è un testa a testa tra me e Franco Massimo Lanocita, però il risultato del centrodestra è un risultato importante e assolutamente positivo. Rispetto a cinque anni fa potremmo essere la seconda forza della coalizione all’interno del consiglio comunale, e questo mi sembra un passo in avanti notevole considerando la difficoltà intrinseca di questa partita”. La riflessione di Marenghi si sposta inevitabilmente sull’impatto di un sistema di potere consolidato, quello deluchiano, che governa le sorti amministrative di Salerno da oltre tre decenni. Un fortino che le opposizioni hanno tentato di espugnare, scontrandosi però con una macchina del consenso capillare. Alla domanda se una partenza anticipata della campagna elettorale avrebbe potuto garantire margini di manovra più ampi e percentuali più insidiose per il sindaco uscente, il candidato del centrodestra non si nasconde dietro un dito e ammette le criticità strutturali della competizione. “Era ed è una battaglia difficile. Il potere che si consolida per trentatré anni non si può certo scalfire in soli due mesi di campagna elettorale”, sottolinea con amarezza, ma anche con profondo pragmatismo. La vera partita, ora, si sposta sui banchi dell’opposizione di Palazzo di Città. Che tipo di minoranza si aspetta la città da Gherardo Maria Marenghi e dalla sua compagine? L’intenzione è quella di abbandonare le barricate ideologiche a prescindere, in favore di un approccio che metta al centro il benessere civico, pur senza fare sconti alla maggioranza. “Vogliamo garantire un’opposizione che sia severa, ma al tempo stesso costruttiva, sempre e solo nell’interesse dei cittadini”, precisa Marenghi, delineando il perimetro d’azione della sua squadra consiliare. “Il nostro obiettivo è quello di difendere in aula quelle idee e quei progetti che abbiamo portato avanti, strada per strada, nella nostra campagna elettorale”. La frammentazione delle opposizioni è stata, storicamente, uno dei punti di forza dell’amministrazione uscente. Per questo motivo, Marenghi lancia un segnale di apertura e di dialogo verso le altre forze di minoranza che si apprestano a varcare la soglia del Comune. “Spero che ci sia una convergenza di vedute fra le varie forze che compongono l’opposizione. Spero vivamente che si possano fare delle battaglie comuni per il bene della città”. Infine, un’analisi sul dato del vincitore. Pur con un innegabile trionfo, le percentuali di De Luca sembrano mostrare una leggera flessione rispetto ai plebisciti del passato, un elemento che Marenghi non manca di evidenziare come un minuscolo germoglio di cambiamento nella percezione dell’elettorato: “Mi pare che il dato del neo-sindaco, per quanto netto e inequivocabile, sia comunque inferiore a quello conseguito nelle precedenti elezioni. Questo, dal nostro punto di vista, è comunque un dato positivo. Poi è chiaro, lo ripeto, che era una battaglia molto difficile fin dal primo giorno”. La corsa per ufficializzare la medaglia d’argento è ancora in corso: “Io non sono ancora ufficialmente il secondo. Il dato non è certo, potrebbe spuntarla anche Franco Lanocita, ma il nostro peso politico è stabilito”.