Salerno. Civici in campo contro l'astensione - Le Cronache Salerno
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Salerno. Civici in campo contro l’astensione

Salerno. Civici in campo contro l’astensione

di Erika Noschese

Il silenzio dei palazzi del potere e l’apatia che sembra avvolgere il corpo elettorale salernitano hanno trovato ieri un primo, deciso argine. In una città che si interroga sul proprio futuro amministrativo e che guarda con incertezza ai prossimi appuntamenti elettorali, il comitato civico Salerno Insieme, in una sinergia strategica con i radicali dell’associazione Maurizio Provenza, ha lanciato una sfida che è al contempo politica e culturale. Al tavolo di Via Velia, nel cuore pulsante del centro cittadino, è stato presentato ieri mattina un progetto ambizioso: riportare la parola ai cittadini, sottrarla alle segrete stanze dei partiti e trasformare la disillusione in partecipazione attiva. L’iniziativa si articola su due binari paralleli ma convergenti. Da un lato, il sostegno convinto ai quesiti referendari sulla giustizia; dall’altro, la necessità impellente di restituire ai salernitani il diritto di scegliere non solo i propri rappresentanti alle prossime comunali, ma anche le priorità programmatiche che dovranno governare la città negli anni a venire. La risposta a quella che viene definita una “crisi della rappresentanza” sarà una maratona oratoria itinerante, un presidio di democrazia che partirà dal centro per raggiungere i quartieri, da Pastena a Largo Prato. Il cuore della proposta referendaria si poggia su un’immagine che appartiene alla memoria storica del Paese, ma che continua a rappresentare un monito di drammatica attualità. “La nostra immagine, la nostra storia e l’incontro dei civici con i radicali si fondono nel ricordo di Enzo Tortora”, hanno spiegato i promotori durante l’incontro di ieri. “Quella giustizia può colpire chiunque; l’immagine del suo arresto parla da sé e non richiede ulteriori spiegazioni. Invitiamo tutti a venire alla maratona oratoria per discutere e parlare delle ragioni del Sì”. Al centro della battaglia c’è la separazione delle carriere tra magistrati inquirenti e giudicanti, un tema che i Radicali portano avanti da decenni come cardine dello Stato di diritto. Le dichiarazioni emerse ieri non lasciano spazio a dubbi sull’urgenza della riforma: “Il giudice deve essere un soggetto terzo, una figura che non può e non deve andare a cena con chi accusa. La serenità e l’autonomia nelle decisioni sono requisiti minimi, ma il magistrato deve anche apparire tale agli occhi dei cittadini. Solo un giudice libero, forte e non ricattabile può decidere della vita e della morte delle persone, evitando di trasformare il sistema in una macchina da errori giudiziari”. L’esperienza diretta nelle carceri, portata avanti attraverso le iniziative di “Nessuno Tocchi Caino”, ha mostrato ai promotori una realtà fatta di tanti “Enzo Tortora” dimenticati, vittime di quello che viene definito non un semplice errore, ma una vera e propria ferita allo Stato di diritto. “Il Sì alla separazione delle carriere è il Sì della storia radicale, ma è soprattutto il Sì per una giustizia che sia finalmente giusta per questo Paese”, hanno ribadito con forza dal tavolo di Via Velia. Ma la mobilitazione non si ferma alla sola sfera nazionale. Salerno Insieme guarda con preoccupazione alle prossime elezioni amministrative, rilevando un distacco preoccupante tra la classe dirigente e l’elettorato. “Siamo arrivati al punto che, sia per il referendum sia per le prossime amministrative, moltissime persone hanno già deciso di non andare a votare”, è l’allarme lanciato ieri. “Noi ci rivolgiamo proprio a loro, a chi è stanco di decisioni prese nelle segrete stanze dei partiti e di una classe dirigente che sembra non ascoltare più nessuno”. La proposta è dirompente: l’adozione di primarie aperte, sulla falsariga del modello statunitense, per permettere ai cittadini di scegliere direttamente il candidato sindaco. Ma non si tratta solo di volti. L’idea è quella di legare la consultazione elettorale a referendum consultivi locali. I cittadini dovrebbero poter indicare due temi cruciali del programma che, una volta votati, diventerebbero impegni vincolanti per il prossimo Consiglio Comunale. È un tentativo di invertire la rotta, trasformando l’elettore da spettatore passivo a decisore informato. Oltre alla visione politica a lungo termine, il comitato ha posto ieri l’accento su questioni di stretta attualità e sicurezza urbana. È stata infatti annunciata l’intenzione di scrivere una lettera formale al Commissario Prefettizio, il dottor Panico, per sollecitare un intervento su quella che viene definita “l’urgenza del disastro idrogeologico a Salerno”. Il quadro dipinto è preoccupante: un fronte del mare in condizioni critiche e rioni collinari che continuano a franare a ogni ondata di maltempo. “Vogliamo sapere dal Commissario se intende mettere mano seriamente alla mappatura del territorio”, hanno dichiarato gli esponenti di Salerno Insieme. “È necessario l’ausilio di un professionista dedicato, un geologo che stabilisca un piano d’intervento chiaro. Marco Pannella parlava spesso del ‘geologo di quartiere’; noi oggi ci accontenteremmo che il Comune incaricasse almeno un esperto per verificare se esiste una mappa di intervento aggiornata e, qualora esistesse, a quanto risalga”. La sicurezza del territorio e la prevenzione del rischio sono considerate dai promotori punti imprescindibili per qualunque futura amministrazione. “Dare ai cittadini la certezza di vivere in un territorio mappato e sicuro significa restituire loro dignità e serenità”, hanno concluso, sottolineando che la missiva al Commissario verrà inviata a stretto giro per ottenere risposte urgenti e concrete. Nelle prossime ore verrà reso noto il calendario dettagliato della maratona oratoria. L’obiettivo è creare una tribuna libera in ogni quartiere, un microfono aperto dove chiunque possa esprimere la propria opinione, sollevare critiche o avanzare proposte. Non sarà solo un momento di propaganda per il Sì ai referendum, ma un vero e proprio esercizio di democrazia orizzontale. L’appuntamento di ieri a Via Velia ha segnato dunque l’inizio di una fase nuova per la politica salernitana: quella in cui i cittadini non aspettano più di essere chiamati alle urne, ma decidono di scendere in piazza per riprendersi lo spazio del confronto. In una città che troppo spesso ha vissuto di deleghe in bianco, il messaggio lanciato da Salerno Insieme e dai Radicali è chiaro: la partecipazione non è un optional, ma l’unico antidoto possibile al declino e all’astensionismo.