di Arturo Calabrese
Quando nel Cilento si parla di turismo, di borghi, di crescita dei paesi, tema questo su cui si dovrebbe aprire un’inchiesta molto approfondita, si dovrebbe fare i conti anche coi temi veri. Un evento gastronomico in un piccolo paese, in cui di tipico c’è davvero poco o nulla, può essere un’occasione per movimentare la comunità per qualche giorno, per smuovere una misera economia e per creare quella confusione che a fasi alterne è anche necessaria.
Allo stesso tempo, però, quando si organizza un evento del genere, si deve garantire la sicurezza dei cittadini e soprattutto l’accessibilità dei mezzi d’accesso nel caso in cui si scelga di chiudere al transito l’unica via di accesso ad un altro paese. Quanto accaduto domenica sera tra Rutino e Lustra può essere un esempio di questo ragionamento, ma tutti gli elementi sono da appurare. In ogni caso, il fatto è particolare. Sono circa le 20.00 di domenica sera, ultima serata della Festa dei Sapori, una delle tante sagre estive che riempiono i cartelloni degli eventi cilentani. Una delle tante, per l’appunto, altro elemento tradizionale di un territorio che sta via via perdendo la sua unicità, le sue differenze da un paese all’altro, quel timbro che poteva diversificare una manifestazione dall’altra, un piatto da un altro.
Al di là di tale specifica, la scelta di Rutino è stata quella di svolgere la sagra nel bel mezzo del paese, dove si dipana l’unica via di collegamento per mezzi pesanti e di soccorso verso il vicino comune di Lustra. Ed è proprio qui che è stato necessario l’intervento di un’ambulanza a causa del malore di una giovane. Il mezzo, partito da Omignano, doveva svoltare sulla Strada Provinciale 112. Difficoltosa la prima parte del tragitto, dovuta proprio allo svolgimento dell’evento, ma a un certo punto per l’equipaggio del mezzo è stato impossibile proseguire. Un’auto è stata lasciata mal posteggiata sulla SP.
Nonostante la sirena accesa, nessuno l’ha però spostata, obbligando l’ambulanza a tornare indietro e ad inerpicarsi per un percorso tutt’altro che agevole. Questo ostacolo ha allungato di molto i tempi di percorrenza, col paziente che ha atteso l’arrivo dei soccorsi per quasi un’ora. I dubbi, dunque, sorgono con facilità: come è stato possibile che un’auto fosse lì parcheggiata? Chi doveva vigilare e non lo ha fatto? Come può accadere che un mezzo di soccorso abbia tali e seri problemi?
Domande che dovrebbero trovare una risposta, qualora fosse tutto accertato, e che fanno emergere un ulteriore dubbio. Cosa sarebbe successo se il paziente avesse avuto un quadro clinico ben più grave e i soccorsi non fossero arrivati in tempo?











