di Erika Noschese
Il dottor Ferdinando Annarumma, già direttore dell’Uoc di Medicina Trasfusionale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” di Salerno, dovrà restituire le somme percepite a decorrere dal momento in cui è maturata la situazione di incompatibilità. È quanto stabilito dal direttore generale Nicola Cantone con una deliberazione adottata lo scorso 3 agosto e firmata dal direttore ad interim dell’Uoc Gestione Risorse Umane, Vincenzo Stuccio. Il provvedimento arriva al termine di un procedimento amministrativo avviato nei mesi scorsi e riguarda una posizione ritenuta incompatibile con l’incarico dirigenziale ricoperto all’interno dell’azienda ospedaliera. Secondo quanto è emerso dagli atti, sotto la gestione Verdoliva, Annarumma, oltre a svolgere il ruolo di direttore della struttura complessa, risultava titolare del 10% delle quote di un laboratorio di analisi accreditato con il Servizio sanitario nazionale, circostanza considerata incompatibile con l’attività professionale esercitata presso il Ruggi. A rilevare formalmente l’incompatibilità era stato il precedente direttore generale dell’azienda, Ciro Verdoliva, nell’ambito delle verifiche avviate sulle posizioni dei dirigenti e del personale sanitario. Lo stesso Verdoliva aveva infatti chiesto a tutti i dipendenti dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di trasmettere una Pec all’ufficio della direzione generale attestando l’assenza di cause di incompatibilità e inconferibilità con l’ente. Con la nuova deliberazione, l’amministrazione dispone il recupero delle somme ritenute indebitamente percepite. Annarumma avrà ora trenta giorni di tempo per provvedere alla restituzione. In caso di mancato pagamento, l’azienda conferirà mandato all’Uoc Affari Legali per l’avvio delle procedure di recupero coattivo. Dagli atti e dalla documentazione camerale emerge che Annarumma era socio al 10% del “Laboratorio di analisi e ricerche cliniche dottor Bruno Nobile Srl”, società accreditata con il sistema sanitario nazionale e attiva dal 15 giugno 2000, con un capitale sociale di 52mila euro. La sua quota ammontava a poco più di 5mila euro. La compagine societaria comprende anche altri soggetti riconducibili al settore sanitario salernitano. Tra i soci figurano il Centro Medico Minerva, titolare del 55% delle quote per un valore superiore a 28mila euro, riconducibile ad Assunta Rinaldi, moglie di Walter Longanella; Anna Longanella, sorella di Walter ed ex dirigente del Ruggi, recentemente dimissionaria; oltre allo stesso Annarumma. La società fa capo alla Diagnostica Di Benedetto Elvira & C. Srl, con sede a Castel San Giorgio e amministrata da Di Benedetto Elvira e Anna Longanella. Il direttore dell’Uoc di Medicina Trasfusionale aveva rassegnato le dimissioni il 16 ottobre 2025, ufficialmente per raggiunti limiti di età. La cessazione dal servizio, tuttavia, non ha interrotto il procedimento amministrativo relativo alla verifica dell’incompatibilità e al recupero delle somme percepite nel periodo contestato. Il nome di Ferdinando Annarumma era stato inoltre associato a un’altra vicenda che per anni ha segnato la vita dell’ospedale salernitano: la scomparsa di numerose sacche di sangue dal Centro Trasfusionale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Ruggi d’Aragona. Un caso che suscitò grande clamore e che contribuì ad accendere i riflettori sulla gestione del servizio trasfusionale e sui controlli interni dell’azienda sanitaria.








