Quando la competenza diventa una risorsa per il Comune di Salerno - Le Cronache Attualità
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Quando la competenza diventa una risorsa per il Comune di Salerno

Quando la competenza  diventa una risorsa per il Comune di Salerno

di Erika Noschese

Nel dibattito sulla governance degli enti locali e sull’efficacia dell’azione amministrativa, il connubio tra tecnocrazia e rappresentanza politica rappresenta da sempre un nodo cruciale. Nel caso del Comune di Salerno, la presenza in giunta della dottoressa Pasqualina Memoli, nota come Paky, introduce un elemento di elevata specializzazione settoriale che ridefinisce le dinamiche operative dell’esecutivo guidato dal sindaco Vincenzo De Luca. L’attribuzione delle deleghe alla Medicina territoriale e alla Prevenzione sanitaria a un dirigente medico in costanza di rapporto d’impiego con l’Asl di Salerno non configura soltanto una scelta di natura fiduciaria, ma risponde a una precisa logica di efficienza istituzionale, finalizzata a ottimizzare l’interfaccia tra l’ente di prossimità e l’azienda sanitaria locale. In un contesto macroeconomico e normativo profondamente mutato dall’attuazione delle missioni del PNRR dedicate alla salute, la competenza tecnica specifica cessa di essere un mero attributo personale per trasformarsi in un asset strategico indispensabile alla pianificazione dei servizi assistenziali sul territorio. Il quadro normativo vigente in materia di inconferibilità e incompatibilità degli incarichi presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti privati in controllo pubblico è rigoroso, dettagliato e non lascia spazio a interpretazioni estensive o creative. La totale regolarità formale della posizione dell’assessore Memoli, la quale coniuga la propria attività professionale di dirigente medico presso l’Azienda Sanitaria Locale di Salerno con le deleghe comunali, costituisce la base oggettiva su cui poggia la sua legittimità operativa. La legge definisce i confini dell’agire pubblico proprio per garantire che le competenze non vengano sterilizzate o allontanate dai luoghi del processo decisionale, bensì messe a disposizione della collettività all’interno di un perimetro di trasparenza assoluta. Quando la norma esclude la sussistenza di conflitti formali, certifica implicitamente che il bagaglio di esperienze accumulato nel corso di una carriera professionale può e deve diventare un patrimonio comune per l’ente locale. L’analisi dell’apporto che una figura come quella di Paky Memoli garantisce alla giunta di Salerno richiede uno sguardo sgomberato da preconcetti, focalizzato unicamente sui bisogni di un territorio complesso. La sanità locale, e in particolar modo la medicina territoriale, sta attraversando una fase di profonda ristrutturazione strutturale e concettuale. In questo scenario, il dialogo tra il Comune e l’Asl non può limitarsi a una formale corrispondenza burocratica o a incontri istituzionali di facciata. Richiede una comprensione profonda delle dinamiche interne alle aziende sanitarie, dei meccanismi di funzionamento dei distretti, delle criticità legate alla continuità assistenziale e delle reali necessità della popolazione. Un assessore che vive quotidianamente la realtà ospedaliera e ambulatoriale possiede una capacità di lettura dei fenomeni sanitari che nessun amministratore puramente politico, per quanto animato da ottime intenzioni, potrà mai sviluppare con la medesima tempestività. Questo patrimonio di conoscenze si traduce in un vantaggio concreto per la cittadinanza di Salerno. Conoscere dall’interno la macchina organizzativa della sanità territoriale significa poter interloquire con i vertici aziendali con cognizione di causa, sapendo esattamente quali istanze portare al tavolo programmatico e come declinarle per renderle immediatamente cantierabili. La prevenzione sanitaria e la tutela della salute pubblica non sono concetti astratti da declinare in mozioni d’intenti o manifesti programmatici, ma si sostanziano in atti concreti, campagne di sensibilizzazione mirate, coordinamento dei servizi sociali e sanitari e risposte rapide alle fasce più vulnerabili della popolazione. La capacità tecnica dell’assessore Memoli consente di accorciare le distanze tra l’istituzione comunale e il cittadino, trasformando le esigenze di salute della comunità in proposte amministrative solide, strutturate e prive di quelle ingenuità programmatiche che spesso rallentano l’azione dei non addetti ai lavori. Va inoltre ricordato l’impegno dell’attuale assessora nel periodo del covid: è stata, infatti, una dei primi medici a scendere in trincea a tutela dei pazienti, sottoposta a rischi continui e turni estenuanti senza mai tirarsi indietro. Un impegno non da poco. Un impegno che non tutti e non tutte avrebbero assunto. La vera responsabilità istituzionale ed etica, in una visione moderna della pubblica amministrazione, non si misura nella ritirata o nel passo di lato di fronte alla complessità, ma nella capacità di spendere la propria autorevolezza e le proprie competenze per il bene pubblico, operando sotto la lente della massima trasparenza. Chiedere a un professionista stimato di rinunciare alle proprie deleghe specifiche in nome di una presunta opacità politica equivarrebbe a sancire un principio pericoloso, secondo cui la competenza diventa una colpa e l’ignoranza della materia un titolo di preferenza per l’assegnazione dei ruoli di governo. Al contrario, il valore aggiunto di una giunta coesa e lungimirante risiede proprio nella capacità di valorizzare le singole specificità, permettendo a chi possiede gli strumenti tecnici di governare i processi complessi con rigore e precisione chirurgica. L’azione dell’assessore Memoli all’interno del Comune di Salerno rappresenta una garanzia di efficacia per l’intera compagine governativa. Il suo ruolo non si esaurisce nella gestione ordinaria delle deleghe ricevute, ma funge da stimolo continuo per l’intera macchina amministrativa, offrendo una prospettiva tecnica essenziale per l’integrazione delle politiche sociali e sanitarie. In un momento storico in cui la domanda di salute dei cittadini si fa sempre più pressante ed eterogenea, disporre di un punto di riferimento istituzionale capace di dialogare correntemente lo stesso linguaggio dei tecnici della sanità permette al Comune di Salerno di giocare un ruolo da protagonista nei tavoli di programmazione regionali e provinciali, assicurando alla città le risorse e l’attenzione che merita. La centralità della dottoressa Paky Memoli nel panorama amministrativo salernitano non è il frutto di un incastro politico, ma la logica conseguenza di un percorso professionale e umano messo interamente al servizio della comunità. La trasparenza delle sue azioni, la solidità della sua posizione giuridica e l’evidente efficacia del suo operato tecnico costituiscono la migliore difesa contro qualsiasi interpretazione riduttiva del suo ruolo. La buona politica e la buona amministrazione traggono linfa vitale dalla stabilità e dalla valorizzazione delle eccellenze. Continuare a investire sulle competenze e sulla profonda conoscenza del territorio è l’unica strada percorribile per garantire alle istituzioni comunali la credibilità necessaria e ai cittadini salernitani le risposte concrete che attendono sul fronte fondamentale della tutela della salute e del benessere sociale.

*La dottoressa Memoli dopo un turno di 12 ore in reparto covid