Progressioni verticali: “Stilare regolamento ad hoc per gli agenti” - Le Cronache
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Progressioni verticali: “Stilare regolamento ad hoc per gli agenti”

Progressioni verticali: “Stilare regolamento ad hoc per gli agenti”

di Erika Noschese
Due regolamenti per le progressioni verticali, uno per gli agenti della polizia municipale e l’altro per i dipendenti comunali. La proposta arriva da Gerardo Bracciante, sindacalista della Uil Fpl, intervenendo sulla vicenda del regolamento per le progressioni verticali in deroga: “Se si considera le diverse esigenze ed anche le diverse funzioni, credo che la prima cosa da dover fare è quella di stilare due regolamenti per le progressioni verticali, uno per la polizia municipale ed uno per i dipendenti comunali – ha detto Bracciante – Spero di riuscire a parlarne con i colleghi delle altre sigle sindacali, prima dell’incontro del 16 gennaio con Della Greca perchè credo che stilare due distinti regolamenti, possa essere davvero la soluzione migliore per non scontentare nessuna delle due categorie coinvolte in queste progressioni verticali in deroga, che sono l’ultima occasione per alcuni dipendenti non in possesso del titolo di laurea, di ottenere, dopo anni ed anni di lavoro presso il Comune, l’avanzamento di carriera”. Una proposta che potrebbe, e dovrebbe, essere sostenuta anche dalle altre organizzazioni sindacali al tavolo tecnico in programma nei prossimi giorni proprio con il dirigente Della Greca per fare il punto sulle proposte e le modifiche avanzate e provare a giungere ad una sola proposta condivisa. “Al di là di questo, spero in un incontro prima del 16 per cercare di arrivare al tavolo delle trattative con un’unica proposta che abbia il parere favorevole di tutte e quattro le sigle sindacali. Se così non dovesse essere, ovviamente noi della Uil Fpl ci presenteremo con una serie di proposte per far sì che questo regolamento rispetti la legge, sia un regolamento meritocratico, ma che tenga, comunque, conto degli anni di lavoro e di esperienza maturata. Non bisogna dimenticare che la legge impone come parametri per la valutazione per le progressioni verticali l’anzianità di servizio, i titoli ed i meriti. Ed è su questo che bisogna comunque focalizzare l’attenzione”, ha aggiunto il sindacalista della Uil Fpl che ha già presente alcune delle proposte da presentare al tavolo delle trattative: “Proprio in questi giorni, con i miei colleghi della Uil Fpl, stiamo lavorando sulla nostra idea di regolamento per le progressioni verticali. Sicuramente chiederemo che i punteggi per ogni sezioni, rispettino ciò che dice la legge, ovvero non meno del 20% del punteggio totale – ha detto – Quindi serve senza ombra di dubbio una rimodulazione del punteggio per quanto concerne i titoli di studio, oltre che a fare una distinzione precisa per quanto concerne la Laurea vecchio ordinamento e magistrale con quella triennale. Detto questo noi diciamo sì al colloquio, ma questo non deve essere considerato come un vero e proprio esame, ma bensì come un colloquio conoscitivo, dove venga valutato il curriculum e le esperienze che i vari candidati hanno acquisito nel corso degli anni”. Sul punteggio per l’anzianità di servizio Bracciante non nega che deve essere in parte rivisto: “Dovendo rispettare la legge e quindi dare non meno del 20% dei punti per ogni sezione, è ovvio che i 50 punti per l’anzianità di servizio sono troppi. Ciò non toglie che non si può non considerare l’anzianità di servizio, almeno quella presso l’Ente che sta organizzando le progressione, un elemento fondamentale. Anche in questo caso bisognerà trovare una quadra affinchè si rispetti la legge, ma si premi anche coloro che da anni lavorano presso il Comune di Salerno”.Fondamentale per Bracciante il riconoscimento anche degli incarichi formalmente conferiti: “Ho letto che qualcuno ha chiesto di togliere i punti dati agli incarichi formalmente conferiti. Noi come Uil Fpl siamo contrari, perché l’aver ricevuto, nel corso della carriera, degli incarichi superiori da parte dei dirigenti, vuol dire che è degno di fiducia, ma anche competente e pronto ad occupare una posizione superiore. Per questo non capisco perché non si voglia tenere conto di questo requisito che invece considero importante. Così come credo che sia importante inserire le schede di valutazione di ogni dipendente, che nella prima bozza non sono state proprio citate, perchè anche da queste si evince il lavoro svolto e le capacità e competenze di ogni candidato”.Sulle competenze digitali, come i consiglieri comunali e gli altri colleghi sindacalisti, anche Bracciante ritiene che: “Nessun dirigente ha le competenze ed i titoli per rilasciarle. Pertanto devono essere ritenute valide solo quelle certificate da enti riconosciute dal Miur. Per quanto concerne la conoscenza di una lingua straniera, torniamo all’inizio. E’ un requisito questo che non serve per le progressioni verticali dei dipendenti comunali, ma credo sia giusto, invece, inserirlo per quanto concerne la Polizia Municipale. Ecco perchè ho lanciato la proposta di stilare due distinti regolamenti, perchè ci sono titoli e delle certificazioni diverse tra le due categorie, ed accorpare il tutto potrebbe non solo generare confusione, ma si corre il rischio di commettere un qualcosa che invece potrebbe fare la differenza in determinati casi”.