Porticciolo di Pastena, affollata assemblea pubblica per il no - Le Cronache Ultimora
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Porticciolo di Pastena, affollata assemblea pubblica per il no

Porticciolo di Pastena, affollata assemblea pubblica per il no

di Erika Noschese

“Pastena non vuole il porto”: è il grido dei cittadini della zona orientale, dei residenti della zona porticciolo e del comitato di quartiere “Giù le mani dal porticciolo” a margine di una affollata assemblea pubblica che ha richiamato in zona centinaia di cittadini. La raccolta firme per dire no al nuovo porto turistico continua a raccogliere adesioni e nel frattempo, il comitato torna in piazza per far sentire la sua voce ad un progetto presentato già dieci anni fa e che oggi viene riproposto ed attualmente è in fase di VIA (Valutazione Impatto Ambientale) presso il Ministero dell’Ambiente. «Abbiamo organizzato questa assemblea pubblica per dire no al porto di Pastena, un progetto che riteniamo totalmente speculativo e funzionale esclusivamente a interessi privati. Un intervento che distruggerebbe ben tre spiagge libere, comprometterebbe questo borgo marinaro – vissuto e frequentato non solo dai residenti di Pastena, ma da tutta Salerno – e cancellerebbe uno dei principali luoghi di aggregazione della città», ha dichiarato Lorenzo Moscariello a nome del comitato. «Qui i salernitani continuano a incontrarsi, a trascorrere il tempo libero, a vivere il mare e ad amare la propria città anche grazie a questi spazi. Per questo vogliamo impedire la realizzazione di un progetto che devasterebbe circa un chilometro di costa, con il rischio di peggiorare ulteriormente la qualità delle acque. Inoltre, i cantieri si protrarranno per anni, con pesanti ripercussioni sull’intera area circostante: traffico, rumori, polveri e un impatto costante sulla vivibilità del quartiere. E anche una volta conclusi i lavori, a progetto ultimato, i benefici sarebbero riservati soltanto ai soggetti privati che lo hanno promosso e realizzato, senza alcun reale vantaggio per la cittadinanza e per chi questi luoghi li vive ogni giorno», ha poi aggiunto. Ad accendere i riflettori sulla carenza di spazi pubblici è Lambros Andreou: «Ci risiamo. Dopo oltre dieci anni torna il progetto del signor Ilardi e della Fintur, o comunque di chi pensa di poter cementificare questo spazio della costa. Siamo di nuovo qui, a distanza di un decennio, per difendere la zona costiera salernitana, dove ormai non c’è quasi più uno spazio libero in cui poter fare il bagno, portare i propri figli o trascorrere del tempo con le persone care in un luogo tranquillo, sicuro e realmente pubblico – ha detto – Gli spazi pubblici, purtroppo, sono sempre meno, e questo tentativo – che ripropone sostanzialmente lo stesso progetto di quindici anni fa – sembra non voler tramontare. L’errore, a suo tempo, è stato firmare una concessione molto lunga per il progetto della Fintur del signor Ilardi. Una scelta che oggi pesa e che riteniamo non più sostenibile. È necessario revocare questo tipo di concessione e fare in modo che questa parte di costa possa essere riqualificata e valorizzata, ma restando pubblica, accessibile a tutti e patrimonio dell’intera comunità». In piazza, ieri, anche i consiglieri uscenti Fabio Polverino e Claudio Russolillo così come il deputato salernitano Franco Mari. A sostegno del comitato Salerno Migliore, presente all’assemblea pubblica con una delegazione: «La mobilitazione per Pastena rappresenta una causa che supera i confini del quartiere e interpella l’intera città. Sostenere gli interessi collettivi, anche quando non coincidono con quelli individuali, è un dovere civico e un presidio di libertà. Abbiamo aderito e firmato la petizione con convinzione perché la tutela del bene pubblico, nella sua libera fruizione, non può essere snaturata né subordinata a interessi privati. È necessario orientare gli interventi verso una riqualificazione sobria, condivisa e realmente utile alla comunità, invece di opere scenografiche prive di funzione – hanno dichiarato – Come Salerno Migliore, riteniamo doveroso esprimere con chiarezza la nostra posizione: siamo contrari a qualsiasi intervento di forte cementificazione che alteri in modo irreversibile la linea di costa e crei una barriera tra il quartiere e il mare. Pastena è un luogo identitario, un borgo marinaro che conserva ancora oggi un rapporto diretto, autentico e prezioso con il suo mare. Ogni scelta urbanistica deve partire da questo valore, non cancellarlo. Le criticità di un’opera massiccia e invasiva sono evidenti: un impatto ambientale significativo, l’alterazione delle correnti, il rischio di erosione e la compromissione dell’equilibrio marino». I residenti della zona hanno parlato di «progetto scellerato» che mira a cementificare l’ennesimo spazio a disposizione della comunità: «Con questo progetto sarebbe impossibile anche vedere il mare perchè verrebbe innalzato un muro. Il progetto presentato non è chiaro, non mostra realmente come diventerà quest’area. Noi diciamo no, Pastena non ha bisogno di un porto turistico».