Pagani. Aumento TARI, disservizi, Calce denuncia - Le Cronache Provincia
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Pagani. Aumento TARI, disservizi, Calce denuncia

Pagani. Aumento TARI, disservizi, Calce denuncia

La raccolta differenziata è l’indicatore più oggettivo della qualità amministrativa. Con la nascita dell’ASPA/SAM, durante l’amministrazione guidata da Salvatore Bottone, in appena sei mesi si passò dal 18% al 32%. Un incremento significativo ottenuto in una fase di emergenza e con una struttura appena costituita. Successivamente, con l’amministrazione di Alberico Gambino, il dato raggiunse il 42%, massimo storico cittadino, consolidando un modello pubblico che aveva dimostrato capacità organizzativa e risultati concreti. Nonostante questi numeri, il modello pubblico è stato progressivamente dismesso, con il ritorno all’affidamento esterno del servizio. Sotto l’amministrazione guidata dal sindaco Raffaele De Prisco, la percentuale è progressivamente scesa fino al 14%, mentre la TARI è aumentata e i disservizi sono divenuti tema ricorrente nel dibattito cittadino. Da circa sei mesi è stato avviato un nuovo assetto organizzativo. Tuttavia, non si registrano ancora effetti migliorativi concreti. Il sistema appare complesso, accompagnato da una comunicazione poco chiara e da difficoltà operative evidenti. Il confronto temporale è netto: in sei mesi una struttura pubblica appena nata registrava incrementi significativi; oggi, dopo sei mesi di nuovo modello, non emergono segnali di inversione di tendenza. Smantellare un modello che aveva prodotto risultati impone oggi una spiegazione politica chiara. I numeri non sono opinioni: sono il metro delle scelte amministrative. Vincenzo Calce, ex consigliere comunale: Negli ultimi cinque anni la gestione dei rifiuti a Pagani ha vissuto una fase di cambiamenti continui e scelte strutturali rilevanti. Si è passati da una gestione pubblica che aveva mostrato incrementi costanti della raccolta differenziata a un sistema esternalizzato che, ad oggi, non ha prodotto risultati migliorativi misurabili. I cittadini hanno visto aumentare la TARI, hanno registrato un calo della percentuale di differenziata e hanno dovuto confrontarsi con un sistema organizzativo percepito come complesso e poco chiaro. Il 14% non è solo una percentuale: significa minori benefici ambientali, minori entrate derivanti dai conferimenti differenziati e un maggiore peso economico per la collettività. Il confronto con i primi sei mesi della gestione pubblica resta emblematico: allora si registrava una crescita evidente; oggi, dopo un analogo periodo di riorganizzazione, non si intravedono segnali concreti di inversione. Questa non è una valutazione ideologica. È una lettura dei dati. E i dati rappresentano la memoria amministrativa della città.