Ogliastro Cilento, cimitero nell'abbandono - Le Cronache Provincia

di Arturo Calabrese

Un tempo, anche o soprattutto nella tradizione, era forte il rispetto per i morti. I cimiteri erano considerati luoghi sacri e mantenerli in maniera adeguata era un modo per onorare i defunti, non soltanto in determinati momenti dell’anno. Si parla al passato, purtroppo, perché in alcuni paesi del Cilento non è così.

Il caso in oggetto riguarda Ogliastro Cilento dove lo stato in cui versa il campo santo non è propriamente dei migliori. Le foto a corredo del presente articolo non possono essere smentite o viste in maniera diversa. L’ingresso principale è chiuso a causa del crollo di una parte della copertura. Transenne, nastri e divieti. Per entrare si è costretti a utilizzare un accesso secondario, ripido, scivoloso, con una pendenza significativa. Un percorso difficile e potenzialmente pericoloso, soprattutto se si considera che il cimitero è frequentato in gran parte da persone anziane. All’interno il quadro è ancora più preoccupante: pensiline fatiscenti, coperture con ferri scoperti, distacchi di calcestruzzo, infiltrazioni diffuse, locali degradati, strutture ammalorate.

Non parliamo di un piccolo problema improvviso, ma di un degrado progressivo nel tempo, evidente segno di una manutenzione mai programmata e mai eseguita con continuità. Una situazione nota da tempo anche dalle parti di Palazzo di Città e parlare sono le carte. Già nel novembre 2024 la giunta aveva dato il via libera a un progetto esecutivo da circa 499mila euro per intervenire sulla sicurezza e ridurre il rischio idrogeologico nell’area del cimitero. A febbraio 2025 è poi stato preso atto di un verbale di somma urgenza che quantificava lavori per oltre 382mila euro.

Atti ufficiali che non lasciano spazio a dubbi: l’amministrazione guidata da Michele Apolito era pienamente consapevole dell’esistenza di un pericolo reale, ne aveva riconosciuto la gravità e ne aveva persino stimato i costi, mettendo nero su bianco le criticità. Eppure, a fronte di questa consapevolezza, non sono seguiti interventi concreti. Nessuna messa in sicurezza, neppure nelle forme più elementari, né una manutenzione ordinaria capace almeno di arginare il degrado. Si continua ad attendere risorse esterne, confidando in finanziamenti futuri, bandi o contributi straordinari. Nel frattempo, però, il cimitero resta in uno stato che non può essere ignorato.

Questo apre inevitabilmente una riflessione sulle scelte e sulle priorità. Negli ultimi anni sono state realizzate nuove edicole e cappelle, ma appare evidente come sarebbe stato più logico e responsabile garantire prima di tutto condizioni adeguate di sicurezza, accessibilità e decoro. La tutela dovrebbe partire da chi ogni giorno frequenta quel luogo per ricordare i propri cari e dalla salvaguardia di ciò che già esiste. Non è tollerabile che l’ingresso principale rimanga chiuso per mesi, che le persone anziane siano costrette a percorsi difficili e scivolosi, che le strutture continuino a deteriorarsi senza interventi tempestivi. A giustificazione viene sempre richiamata la carenza di fondi, ma la scarsità di risorse non può trasformarsi in una scusa permanente per l’inerzia.

A far sorridere amaramente, poi, è un’altra consapevolezza: Ogliastro Cilento fa parte dell’Unione dei Comuni Paestum Cilento il cui presidente Roberto Antonio Mutalipassi, sindaco di Agropoli, oltre un anno fa ha conferito le deleghe ai sindaci. I servizi cimiteriali sono toccati al primo cittadino di Torchiara Massimo Farro il quale, a quanto pare, poco si sta impegnando per rispettarla.