di Antonio Manzo
L’inchiesta sul Collegio di Garanti privacy, con indagato il presidente Pasquale Stanzione, arriva come una raffica sull’università di Salerno dove lo stesso Stanzione ha “governato” per decenni da professore universitario e “creatore” di cattedre. Intanto, il nuovo direttore generale Unisa, l’ingegnere Gianluca Basile, dà vita ad un valzer con la prima nomina di una dirigente del polo biblioteca a coordinatore delle risorse umane dell’ateneo, (docenti e personale amministrativo). Così riesplode l’università già sfregiata dall’inchiesta Stanzione ed ora sotto la lente delle prime nomine fatte dal neo direttore generale appena voluto dal rettore Virgilio D’Antonio per ricoprire un ruolo molto discusso e movimentato negli ultimi anni. Si chiama Maria Rosaria Califano. La nomina di Basile arriva da un ruolo che ha segnato anche molte fughe accademiche. Come quella del direttore generale, Flavio Moretti, di Attilio Bianchi, divenuto direttore generale dell’Asl Salerno, ed Enrico Periti, partito da Fisciano, e finito a Pisa come direttore generale. Moretti era un ex dirigente del ministero della Difesa che anticipò le sue dimissioni dopo duri scontri con i vertici. Il direttore generale Moretti, all’epoca da noi contattato non volle fornire spiegazioni. All’ingegnere Basile, capo ufficio tecnico dell’università, è legata la storia personale di quattro dirigenti che aspettavano da venti anni la dirigenza della seconda fascia ( sono Roberto Campagna, Rocco Carfagna, Nicola Galotto e Alessandro Vitale) aspettativa infruttuosa che rimase viva anche dopo l’arrivo all’Unisa di un ex tenente colonnello dei Carabinieri, Gaetano De Stefano di Roma già nell’entourage dell’ex ministro Toninelli. Gianluca Basile già capo ufficio tecnico divenuto poi direttore generale a Benevento prima di rientrare a Salerno, aveva liberato il posto per consentire il ruolo poi assegnato ad una assunzione esterna. Ma è da Roma che la raffica dell’inchiesta Stanzione rischia di colpire il consolidato meccanismo dell’amichettismo in cattedra di mariti e mogli, ex coniugi, ”baroni” e “baronessse” dell’università di Salerno. Pasquale Stanzione è indagato a Roma ed è il presidente dell’Autority Garante Privacy che ha tessuto le fila della fidelizzazione accademica salernitana e italiana insieme alla moglie, Gabriella Autorino, la figlia Maria Gabriella, e la nipote Anna Maria Parisi. La docente Gabriella Autorino già professoressa di sistemi giuridici comparati diede la cattedra alla nipote dopo un abile giro di valzer tra i dipartimenti dell’università orchestrato da Giovanni Sciancalepore, prima presidente della commissione d’esame per la cattedra alla nipote di Stanzione e, due giorni dopo quel Giovanni Sciancalepore, allievo di Gabriella Autorino, fu ricompensato come consulente giuridico del presidente dell’Autority Garante guidata da Stanzione. Qui ora indaga la Corte dei Conti ma non è escluso che la Procura di Roma voglia vederci chiaro. Salerno è l’università dove dopo venti anni di lavoro di ricercatore è stato dato il ben servito a Tommaso Indelli, assistente del docente di storia medievale, Claudio Azzara e, siccome è capitato fortunatamente per i protagonisti qui e non a Verona, non è andato in galera nessuno. All’università di Salerno intere famiglie, con mariti e mogli, fidanzate e fidanzati, amiche e amici di elevato rango affettivo, a nipoti di prima generazione. C’è di tutto. Come lo sgarbo accademico che nel settembre 2024 fu fatto ad una docente di diritto largamente riconosciuta ed apprezzata nel mondo accademico internazionale sulla internazionalizzazione del diritto privato. Il ricco curriculum a Salerno non bastava per farla divenire ordinario di diritto privato (la stessa materia ipotecata per decenni in Italia e a Salerno dalla coppia Stanzione-Autorino). A Catania e Messina le locali Procure della Repubblica hanno persino individuato i mandati e gli esecutori in tutte le storie accademiche dell’amichettismo. A Salerno e Nocera Inferiore, no. 40 docenti indagati e poi processati per i reati di associazione a delinquere, corruzione, turbativa d’asta ed altro. Le indagini dei pm accertarono l’esistenza di 27 concorsi truccati: 17 per professore ordinario, 4 per professore associato, 6 per ricercatore. Tutti innocenti fino a sentenza di condanna. A Salerno non c’è neppure il gusto di dichiararsi innocentisti. Nell’aula del Senato della Repubblica recentemente è risuonata l’accusa del senatore Andrea Cristanti.Un fiume in piena Andrea Crisanti, microbiologo, docente all’università di Padova e all’Imperial College di Londra e oggi senatore del Partito Democratico. E’ lui che lanciò accuse pesantissime all’intero sistema universitario italiano sostenendo, senza mezze parole che “In quarant’anni di carriera non era stato a conoscenza di un singolo concorso di cui non si sapesse in anticipo il vincitore”. Un concetto durissimo, urlato nell’aula del Senato senza remore e un video del suo discorso che è stato visto da quasi tre milioni di persone e rilanciato migliaia di volte. Della trasparenza dei bandi universitari Crisanti ha fatto una battaglia personale e lo ribadisce nuovamente un con post scritto di suo pugno e che punta il dito contro un sistema che, secondo il docente “umilia il talento. Riccardo Nocini a Verona è infatti stato l’unico candidato al concorso indetto dall’Università veneta e, a soli 33 anni – a distanza di due anni dal conseguimento della specializzazione è diventato professore ordinario di otorinolaringoiatria presso il Dipartimento. Dipartimento che era stato diretto proprio dal padre Pier Francesco Nocini, poi diventato anche rettore dell’ateneo”. “Questo caso – prosegue Crisanti – è l’ennesimo esempio di un sistema marcio dalle fondamenta: ormai tutti sanno che si fanno i bandi ad personam, nessuno si stupisce più. I bandi, invece, devono essere aperti: un professore non può studiare, fare ricerca, fare la specializzazione e poi diventare professore a contratto e infine ordinario sempre all’interno della medesima Università, all’estero questa cosa è rarissima”. “Senza un intervento strutturale, i nostri atenei continueranno a perdere credibilità. Poi non stupiamoci se i ragazzi se ne vanno all’estero e non tornano più”, conclude Crisanti. C’è sempre un agenzia di viaggio per prenotare una trasferta a Salerno. Ben arrivato senatore Crisanti.





