Condanna definitiva per Dario Vassallo, fratello del sindaco pescatore accusato di aver diffamato il maresciallo dei carabinieri in servizio a Pollica via social: dovrà pagare 900 euro di sanzione. Lo ha deciso la Corte di Cassazione confermando il verdetto dell’Appello. Al centro della vicenda, un post scritto e pubblicato nel 2013, sul canale social del profilo facebook di Dario Vassallo e nel quale il fratello del sindaco avrebbe fatto allusione al cognome del militare, facendo riferimento ad una similitudine tra il nome del sottoufficiale dell’Arma e il titolo di un libro presentato ad un convegno sulla legalità al quale il presidente della Fondazione aveva preso parte qualche giorno prima. Post che ha portato il militare a querelare per diffamazione Dario Vassallo. “Sabato sera a Cronero (Cuneo) sono stato invitato a partecipare ad uno spettacolo teatrale dal titolo Maffia. Secondo me c’è una effe di più o è il cognome di uno che mi ha querelato? E continua a nascondersi dietro o dentro un abito? Aspetta che verrà anche il tuo momento”, avrebbe scritto- come riporta la suprema Corte- sul sito della Fondazione il fratello dell’ex primo cittadino ucciso da mano ancora ignote. Per gli ermellini “è palese l’intenzione dell’imputato di esporre allo scherno, nonché al ludibrio pubblico la stessa parte offesa, offendendo la sua reputazione, additata nel contempo di nascondersi dietro la divisa”, si legge nelle motivazioni di rigetto del ricorso. I giudici della Corte d’Appello di Salerno si erano pronunciati a seguito del ricorso presentato dal legale di Vassallo, l’avvocato Dario Barbirotti, in appello alla condanna di primo grado, a sei mesi di reclusione, per il fratello del sindaco trucidato con nove colpi di pistola la sera del 5 settembre 2010 a Pollica. Omicidio, i cui mandanti ed esecutori della morte del sindaco Angelo Vassallo, a 12 anni quasi anni di distanza dal tragico evento, restano ancora senza nome e sul quale indaga con massimo riserbo la Procura della Repubblica di Salerno. A trascinare nell’aula di giustizia Dario Vassallo, l’allora maresciallo dei carabinieri della stazione di Pollica in servizio nel 2010 nel borgo marinaro cilentano. Nel processo di primo grado i giudici di Vallo della Lucania avevano condannato Vassallo, ritenendolo colpevole del reato di diffamazione, a 6 mesi di carcere. Poi diventata multa di 900 euro e infine la condanna definitiva stabilita dalla Corte di Cassazione.
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