di Erika Noschese
Un atto formale che mira a fare chiarezza sulla reale tenuta dei conti del Comune di Salerno. Si presenta così, con un passaggio di significativa rilevanza istituzionale, la missiva di Fausto Morrone, figura nota per il suo lungo impegno sociale come già segretario generale della CGIL e per la sua esperienza tra i banchi del Consiglio Comunale, ufficialmente indirizzata al Commissario Prefettizio di Salerno, Vincenzo Panico. Il documento, trasmesso per conoscenza anche al Ministero dell’Interno, alla Prefettura, alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica, non si configura come una semplice presa di posizione politica, ma come una circostanziata istanza di verifica tecnica sulla salute economico-finanziaria dell’ente di Palazzo di Città, in un momento storico che l’autore definisce critico per il futuro della collettività. L’analisi di Morrone prende le mosse da una riflessione profonda sulla stabilità e sulla continuità della governance cittadina, osservando come il Comune di Salerno sia stato “gestito, da oltre trent’anni, dal medesimo personaggio, in modo diretto e indiretto”. In questo passaggio, la missiva solleva un interrogativo sulla salute democratica delle istituzioni locali, sostenendo che nel corso dei decenni sia stata elusa “furbescamente la normativa (art. 51 comma 2 del TUEL) che prevede l’ineleggibilità a Sindaco dopo due mandati”. Secondo il firmatario, questa prolungata concentrazione di potere avrebbe creato un sistema gestionale impermeabile ai normali processi di alternanza, favorendo una serie di dinamiche amministrative che oggi richiedono un esame rigoroso e imparziale da parte delle autorità di controllo. Entrando nel merito delle questioni contabili, la preoccupazione espressa da Morrone nella giornata di ieri riguarda la possibile divergenza tra la narrazione istituzionale e la realtà dei numeri. Egli paventa esplicitamente che il “bilancio comunale possa versare in condizioni disastrose e finora abilmente dissimulate”, citando indiscrezioni sempre più diffuse che descrivono una situazione di grave carenza di liquidità e un’esposizione debitoria che potrebbe aver superato i livelli di guardia. Tale scenario, qualora confermato dalle verifiche tecniche, metterebbe a rischio la capacità dell’ente di garantire i servizi essenziali e di far fronte agli impegni assunti con i creditori, rendendo urgente l’applicazione dei principi di trasparenza sanciti dall’articolo 97 della Costituzione. Nella sua sollecitazione al Commissario Panico, Morrone individua diversi punti critici che necessitano di una ricognizione immediata. Un’attenzione particolare viene rivolta alla gestione della cassa, con la richiesta di appurare se il ricorso alle anticipazioni di tesoreria, strumento previsto dal legislatore per far fronte a momentanee carenze di fondi, sia rimasto in un alveo di corretta amministrazione o se, al contrario, abbia assunto una “natura fisiologica ovvero strutturale”. La distinzione non è meramente terminologica, poiché un utilizzo costante e massiccio dell’anticipazione bancaria rappresenta uno dei sintomi più chiari di un dissesto finanziario latente, capace di soffocare progressivamente la gestione operativa del Comune. Parallelamente, la nota depositata ieri pone l’accento sulla gestione dei debiti commerciali e sulla necessità di verificare il rispetto dei termini di pagamento verso i fornitori, la cui puntualità è un indicatore fondamentale dell’efficienza e della stabilità di un’amministrazione pubblica. Morrone invita inoltre a fare luce sulla reale entità dei debiti fuori bilancio, sia quelli già riconosciuti che quelli ancora in fase di istruttoria, e sulla congruità degli accantonamenti obbligatori previsti dalla legge. In particolare, viene citata l’importanza del Fondo crediti di dubbia esigibilità, la cui corretta quantificazione è indispensabile per evitare che le previsioni di spesa siano basate su entrate puramente teoriche, gonfiando fittiziamente i documenti contabili e nascondendo squilibri reali. Il richiamo alle autorità di controllo, tra cui la Procura Regionale della Corte dei Conti per la Campania, appare come un atto di tutela verso la cittadinanza. Morrone sottolinea con forza come la comunità salernitana non possa essere chiamata a subire le conseguenze di una gestione opaca, vedendo aumentare il carico fiscale a fronte di una possibile dissipazione delle risorse pubbliche. L’obiettivo dichiarato della comunicazione è quello di “ottenere un chiarimento volto a rassicurare la collettività circa la regolarità e la sostenibilità della gestione finanziaria comunale”, riportando il confronto politico su un terreno di oggettività documentale che possa fugare i dubbi accumulati in oltre sei lustri di una gestione definita personalistica. Tuttavia, l’elemento di maggiore rottura contenuto nella missiva riguarda le imminenti scadenze elettorali. Con una mossa che sposta l’asse della discussione dalla tecnica alla politica, Morrone suggerisce che, in presenza di incongruenze gravi, sarebbe opportuno valutare il “differimento della data delle elezioni comunali, al fine di sanare prima le sofferenze finanziarie eventualmente emerse”. Questa proposta nasce dalla convinzione che il rinnovo delle cariche elettive debba avvenire in un contesto di piena trasparenza, evitando che la nuova amministrazione si trovi a operare in una condizione di default ereditato e non dichiarato, che renderebbe impossibile qualunque programmazione di sviluppo per la città. La giornata di ieri segna dunque l’apertura di un capitolo di verifica che potrebbe ridisegnare gli equilibri di Salerno. La richiesta di Morrone pone il Commissario Prefettizio e gli organi inquirenti di fronte alla necessità di squarciare il velo su una gestione che per troppo tempo, secondo l’autore, si è sottratta a un vaglio critico approfondito. Resta ora da attendere la risposta delle istituzioni interpellate, le quali hanno il compito di confermare o smentire i timori di un “bilancio disastroso”, garantendo ai cittadini il diritto a un’amministrazione che rispetti rigorosamente i vincoli di bilancio e i principi di legalità finanziaria stabiliti dal Testo Unico degli Enti Locali.





