Marco Falvella: Carlo merita rispetto - Le Cronache Salerno
Salerno

Marco Falvella: Carlo merita rispetto

Marco Falvella: Carlo merita rispetto

di Marco Falvella*

In questi giorni assisto con profonda amarezza a quanto sta accadendo a Salerno in occasione della presentazione del libro dedicato a mio fratello Carlo, “E me ne vanto”. Parlo come fratello di Carlo Falvella e come Presidente dell’Associazione Internazionale Vittime del Terrorismo, realtà che promuove nelle scuole italiane il valore della non violenza, del rispetto e del dialogo tra persone con esperienze diverse. Considero inaccettabile il clima che si è creato attorno a un’iniziativa culturale che riguarda la memoria di una vittima. Carlo appartiene alla storia della nostra Repubblica e dovrebbe essere sottratto alla polemica politica. Trovo grave la contestazione della concessione del Salone dei Marmi del Comune di Salerno per la presentazione del libro. Le istituzioni dovrebbero garantire libertà culturale e non diventare terreno di scontro su vicende che meritano solo rispetto. Ancora più delicata è la vicenda dell’affissione dei manifesti commemorativi. Circolano versioni contrastanti dei fatti. La verità è che i ragazzi di Casapound coinvolti al porticciolo di pastena, non sono stati gli aggressori ma avrebbero subito un’aggressione, richiedendo l’intervento delle forze dell’ordine. Saranno poi gli accertamenti a chiarire ogni responsabilità, ma è grave che si diffondano false ricostruzioni. prima ancora delle verifiche. Questa vicenda riporta a una stagione della nostra storia segnata da forti contrapposizioni ideologiche. In quegli anni si parlava di “cattivi maestri”: ambienti culturali e politici che contribuivano a delegittimare l’avversario e a normalizzare lo scontro come forma di confronto politico. In quel contesto si colloca anche l’esperienza di Soccorso Rosso, che contribuì a un clima di forte polarizzazione e a interpretazioni distorte di diverse vicende di quel periodo. È una dinamica che, pur in forme diverse, non è del tutto scomparsa. Quando l’avversario politico viene trasformato in nemico, il rischio è sempre lo stesso: preparare il terreno alla violenza. La lezione di quegli anni resta attuale. La violenza non nasce all’improvviso: si costruisce attraverso parole, delegittimazione e disumanizzazione dell’altro. È contro questa cultura che ho sempre portato avanti il mio impegno. Nessuna idea può giustificare la violenza, e nessuna vittima può essere utilizzata come strumento di contrapposizione. Per questo considero inaccettabile che la memoria di Carlo Falvella venga ancora oggi strumentalizzata nella polemica politica. Le istituzioni dovrebbero garantire rispetto e spazio alla memoria, non alimentare divisioni su ciò che dovrebbe unire. Il modo in cui una democrazia tratta le sue vittime dice molto della sua maturità civile. E quando la memoria diventa terreno di scontro, si finisce per indebolire proprio quei valori che si dichiarano di voler difendere.

*Fratello di Carlo, presidente Associazione Internazionale Vittime del Terrorismo e portavoce dei familiari delle vittime di matrice politica