L'addio a Simone, lutto a Salerno - Le Cronache Ultimora
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L’addio a Simone, lutto a Salerno

L’addio a Simone, lutto a Salerno

di Erika Noschese

È atterrato ieri, poco dopo lo scoccare del mezzogiorno, sulla fredda e grigia pista dell’aeroporto militare di Roma Ciampino, il volo di Stato che ha riportato in Patria le spoglie mortali dei quattro servitori delle istituzioni strappati brutalmente alla vita nei cieli dei Balcani. Il mezzo da trasporto tattico dell’Aeronautica Militare, che ha solcato le nuvole cariche di tristezza per compiere la sua ultima e più dolorosa missione transfrontaliera, trasportava le salme del salernitano Simone Ruggia, coraggioso Sergente dell’Esercito Italiano, del suo fedele commilitone e pari grado Claudio Marchesi, nonché del Tenente Franco Adriano Zecchillo e della Sergente Laura Procacci, questi ultimi due fulgidi esempi di abnegazione appartenenti al Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana. Tutti e quattro sono le incolpevoli e sfortunate vittime del tragico schianto dell’elicottero precipitato al suolo per cause ancora al vaglio degli inquirenti nei drammatici istanti immediatamente successivi alla delicata fase di decollo nei pressi di Brncko, in territorio della Bosnia Erzegovina. In quel complesso scenario geopolitico il contingente italiano continua a operare incessantemente, giorno e notte, per garantire la stabilità, la sicurezza e la pacifica convivenza in un quadrante europeo storicamente martoriato da tensioni interetniche. Ad attendere il mesto ritorno dei feretri, avvolti nel sacro Tricolore e disposti con assoluto rigore formale sul piazzale principale dello scalo romano, vi erano le massime cariche della Repubblica Italiana, strette in un abbraccio deferente che ha idealmente affratellato l’intera nazione in un unico moto di commozione. Sulla pista, immersi in un silenzio surreale rotto soltanto dal sibilo del vento e dai comandi militari, stazionavano in prima fila il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, visibilmente provato dal grave lutto che ha colpito le Forze Armate, affiancato dalla Premier Giorgia Meloni e dal Ministro della Difesa Guido Crosetto. Assieme a loro presenziavano innumerevoli autorità civili, religiose e alti vertici militari, tutti schierati per rendere il doveroso e solenne omaggio a chi ha sacrificato la propria brillante esistenza in nome della collettività. Il picchetto interforze ha scandito con passi misurati il ritmo di un dolore che non conosce alcun confine geografico o politico, mentre le note d’ordinanza squarciavano l’aria immobile dell’Urbe durante le fasi di sbarco e benedizione delle bare. Una capitale che proprio oggi si prepara ad accogliere l’ultimo, straziante saluto terreno a questi impareggiabili professionisti in divisa. I funerali di Stato, culmine di una profonda mobilitazione emotiva che ha attraversato lo Stivale da nord a sud, verranno infatti celebrati nel corso di questa giornata di lutto nazionale all’interno della maestosa e magnifica cornice della Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri a Roma, da sempre il luogo d’elezione deputato ai riti esequiali di Stato dove l’Italia si ferma per piangere i connazionali caduti nell’adempimento del proprio altissimo dovere. Tra le antiche navate cariche di storia e spiritualità risuoneranno le parole di speranza dell’ordinario militare, ma il cuore di una specifica e vitale parte del Paese batterà con un ritmo ancora più addolorato e pesante. La città di Salerno, terra d’origine e culla formativa del giovane sottoufficiale Simone Ruggia, si sveglia oggi avvolta in una cappa di silenzio, sgomento e incredulità, sentendosi tragicamente orfana di uno dei suoi figli migliori. Ruggia era infatti un ragazzo solare e determinato che aveva scelto consapevolmente la complessa via della vita militare spinto da ideali limpidi, da una straordinaria generosità d’animo e dal desiderio incrollabile di mettersi al servizio dei più deboli nei teatri operativi internazionali. Proprio per onorare degnamente la memoria di questo valoroso concittadino, l’amministrazione comunale, guidata dal primo cittadino Vincenzo De Luca, ha fermamente voluto proclamare per l’intera giornata odierna il lutto cittadino, adottando un provvedimento di fortissima valenza simbolica che testimonia tangibilmente la sincera partecipazione di ogni singolo residente alla prematura scomparsa del sergente Ruggia e dei suoi tre inseparabili compagni di missione. La specifica ordinanza sindacale, diramata tempestivamente agli uffici competenti fin dalle primissime ore successive alla conferma della tragedia, ha disposto in maniera inequivocabile l’immediata esposizione delle bandiere a mezz’asta, debitamente listate a lutto. I vessilli tricolori ed europei caleranno quindi lungo i pennoni sia presso il solenne e centrale Palazzo di Città, sede storica del municipio, che su tutti i restanti edifici pubblici dislocati sul territorio comunale, creando un’atmosfera urbana di muto e deferente rispetto che accompagnerà lo scorrere delle ore fino alla formale conclusione delle esequie romane. E proprio sotto le ampie volte della già citata Basilica di Santa Maria degli Angeli, quest’oggi non mancherà di certo il fondamentale calore istituzionale e umano dell’intera comunità d’origine della giovane vittima campana. Sarà infatti fisicamente e solennemente presente, scortato con tutti i crismi del cerimoniale ufficiale, l’antico Gonfalone del Comune di Salerno, un emblema ricamato che racchiude in sé l’essenza, la lunga storia e l’orgoglio indomito di un’intera città, giunto fino alla capitale per stringersi metaforicamente e spiritualmente attorno alla bara del suo amato cittadino in armi. A suggellare questo momento di altissima e palpabile densità istituzionale sono pervenute le dichiarazioni ufficiali e sentite del vertice dell’amministrazione locale. Il sindaco Vincenzo De Luca ha voluto esprimere con assoluta chiarezza e solennità i nobili sentimenti che albergano in queste ore buie nel profondo del cuore di ogni cittadino salernitano, affidando il proprio pensiero al testo formale dell’ordinanza che ha decretato la giornata di lutto. Nel documento ufficiale, che rimarrà inevitabilmente e tristemente agli atti amministrativi come indelebile testimonianza di una giornata di incancellabile dolore collettivo, il primo cittadino ha inteso sottolineare tale radicata vicinanza affermando testualmente: “A nome dell’Amministrazione comunale e dell’intera cittadinanza”, facendosi così supremo e autorevole interprete di un popolo che sa ricompattarsi come una grande e solidale famiglia nei momenti caratterizzati dalla sventura, “vengono espressi i sentimenti di più profondo cordoglio e la sincera vicinanza alla famiglia di Simone Ruggia, all’Esercito Italiano e a tutti coloro che sono stati colpiti da questa dolorosa tragedia”. Si tratta di un messaggio potentissimo che restituisce appieno il senso di una collettività civile che rifiuta categoricamente di lasciare indietro i propri eroi quotidiani, che ne riconosce e ne esalta il sacrificio estremo e che si affianca idealmente, con grande delicatezza, al pianto straziante delle famiglie di questi quattro coraggiosi italiani partiti per portare un messaggio di sviluppo e stabilità, per poi fare ritorno a casa avvolti nel drappo nazionale. Le Forze Armate della Repubblica e l’instancabile Corpo Militare della Croce Rossa piangono congiuntamente, nella giornata odierna, delle eccellenze umane assolute, formidabili professionisti forgiati dal continuo addestramento tecnico e animati da un’inestinguibile vocazione per il servizio a favore delle istituzioni democratiche. E mentre nel cuore di Roma i colleghi in alta uniforme e le trombe dipartimentali intoneranno l’ultimo, struggente saluto ai caduti di Brncko, tutta la cittadinanza di Salerno si fermerà lealmente per dedicare una preghiera, un pensiero laico o un minuto di silenziosa riflessione, sapendo con ferma certezza che il nome glorioso del Sergente Simone Ruggia resterà per sempre scolpito a lettere di fuoco nella viva memoria cittadina, ponendosi come fulgido ricordo imperituro di un sacrificio puro che il trascorrere del tempo, per quanto inesorabile e tiranno, non potrà mai minimamente scalfire, né confinare nell’oblio degli annali burocratici o nella mera retorica di circostanza, continuando invece a brillare come fonte d’ispirazione per le future generazioni chiamate a servire il bene comune.