La sfida del Commissario Panico: Niente promesse, fatti - Le Cronache Ultimora
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La sfida del Commissario Panico: Niente promesse, fatti

La sfida del Commissario Panico: Niente promesse, fatti

di Erika Noschese

Nessuna inerzia, ma risposte concrete e immediate per la città di Salerno. Si è presentato così, ieri a Palazzo di Città, il prefetto a riposo Vincenzo Panico, illustrando le linee guida del suo mandato alla guida dell’ente dopo l’insediamento avvenuto venerdì scorso. Il Commissario, chiamato a gestire provvisoriamente Palazzo Guerra, ha delineato un percorso fondato su legalità e trasparenza, con un richiamo forte alla responsabilità di tutta la macchina amministrativa. Panico, uomo di Stato con una lunga esperienza maturata in contesti di frontiera, ha subito messo in chiaro che non ci sarà spazio per l’inerzia o per i proclami di facciata. Il suo approccio è quello di chi conosce profondamente la macchina amministrativa e sa che la fiducia dei cittadini si conquista solo attraverso i risultati tangibili. «Ci sono i problemi, come è giusto che ci siano in una città e in un capoluogo di questa importanza, come in tutte le grandi città», ha esordito il Commissario rivolgendosi ai cronisti. «Sono problemi che vanno seguiti, vanno affrontati e per i quali vanno ricercate le soluzioni nei limiti del possibile. Salerno è una perla bellissima, una città che possiede patrimoni architettonici straordinari e che deve essere motivo di orgoglio per chi la abita, ma deve essere ovviamente curata per come merita». Il Commissario ha voluto sgombrare il campo da ogni possibile aspettativa legata a soluzioni miracolistiche o promesse elettorali, sottolineando come la buona amministrazione sia figlia dello studio e della conoscenza dei dossier. «Io, come ho già detto, non posso senza approfondire fare nessuna promessa», ha puntualizzato Panico con estrema onestà intellettuale. «L’amministrazione va valutata sul campo, giorno dopo giorno. Contano i fatti e contano i risultati. Quello che non deve mai mancare, ovviamente, è l’impegno costante da parte di tutti». Un impegno che il Commissario intende stimolare anche attraverso un rapporto dialettico con la stampa, vista non come un ostacolo, ma come un termometro sociale indispensabile. «I problemi alcuni mi sono stati indicati, altri me ne avete posti voi», ha ammesso il prefetto. La cronaca degli ultimi giorni ha consegnato al nuovo inquilino di Palazzo Guerra una serie di criticità non trascurabili: il cedimento strutturale del pattinodromo di Torrione, i danni nell’area dei giardini di Asia sul lungomare Tafuri, i disagi per i cantieri in via Calenda e le preoccupazioni per l’area dell’ex Salid. Sollecitato su questi temi e sulla percezione di insicurezza in alcune zone della città, Panico ha risposto con fermezza ma senza cedere a facili slogan: “Voi state elencando queste criticità, ed io ovviamente dovrò affrontarle”, ha dichiarato il Commissario. «Tuttavia, devo prima procedere con il necessario approfondimento, perché fare dichiarazioni senza aver studiato le carte sarebbe superficiale. Questi temi sono sul tappeto e li affronteremo nel modo migliore e più adeguato possibile. Lo faremo confidando nel supporto della struttura comunale, che deve sentire l’amministrazione al proprio fianco», ha aggiunto il commissario. In quest’ottica, Panico ha annunciato una visita operativa immediata al Comando della Polizia Municipale, riconoscendo agli agenti un ruolo fondamentale per la tenuta dell’ordine e della sicurezza urbana. Uno dei punti cardine del programma di Panico riguarda la valorizzazione delle risorse umane del Comune. Con oltre 700 dipendenti, la macchina amministrativa di Salerno è un gigante che necessita di motivazione e direzione. «Confido molto nella struttura che ho trovato», ha spiegato il Commissario. «L’impatto con il Segretario Generale è stato ottimo. Incontrerò subito i dirigenti per dare loro il messaggio di come intendo seguire questa amministrazione, ma soprattutto per lanciare un segnale di senso di appartenenza che voglio arrivi a tutti i dipendenti dell’Ente». Panico ha poi richiamato la propria storia professionale per rassicurare sulla capacità di gestire la complessità: «Lo spirito è quello di chi ha trascorso quarant’anni nell’amministrazione dell’Interno, lavorando in varie parti d’Italia, non solo nelle Prefetture ma spesso anche all’interno di amministrazioni di dimensioni simili a questa. Cercheremo di far fruttare l’esperienza maturata sul campo, specialmente quella in contesti difficili come Napoli e Caserta durante gli anni dell’emergenza rifiuti». Un passaggio vibrante è stato dedicato alle nuove generazioni e alle infrastrutture sociali della città. Per il Commissario, l’attenzione alle aree delle fornaci, al porto e agli impianti sportivi non è solo una questione di manutenzione, ma di visione sociale. «Non posso trascurare i giovani – ha affermato con convinzione – Per me il primo presidio è la formazione nella scuola, ma la seconda palestra di vita è lo sport. Le attrezzature e gli impianti devono essere, per quanto possibile, seguiti e curati. Le strutture più importanti sono negli stadi, certo, ma ci sono anche tutte le altre palestre e aree per i ragazzi. La pratica sportiva ha dato molto a me in gioventù e non solo, per questo seguiremo questo aspetto con particolare attenzione». Infine, Panico ha voluto toccare le corde del sentimento, ricordando le sue radici che lo legano indissolubilmente alla provincia di Salerno. Un legame che trasforma l’incarico burocratico in una missione di cuore. «È un Comune a cui sono legato molto per le origini, tra Agropoli, Matinella di Albanella, Napoli e tutto il salernitano – ha concluso – Siamo qui per fare il nostro meglio, con la consapevolezza che questa terra merita un’amministrazione attenta, vigile e, soprattutto, presente». Con la visita al Comando di Polizia Municipale e i primi tavoli tecnici con la dirigenza, l’era Panico entra dunque nel vivo. Salerno attende risposte, e il Commissario ha promesso che saranno i fatti, e non le parole, a scandire il tempo del suo mandato.