Pagani. “Abbiamo rinunciato al ricorso, per cui è il caso di precisare che proprio per la rinuncia non vi è stata alcuna statuizione della Suprema Corte di Cassazione”. Lo scrive Teresa Sorrentino l’avvocato difensore di Antonietta Luna, moglie di Vincenzo Confessore, finita in carcere a settembre scorso per essere -secondo la Dda di Salerno- partecipe alle attività dell clan Fezza/De Vivo La 44enne avverso all’ordinanza del giudice per le indagini preliminari e del Tribunale del Riesame, aveva presentato ricorso tramite il difensore Sorrentino contro la misura cautelare stabilità nei suoi confronti. Il 5 gennaio scorso è arrivata la rinuncia all’istanza per cui il ricorso è stato giudicato inammissibile dalla Corte di Cassazione. Scrive il legale. “Già il titolo appare errato e fuorviante in quanto induttivo verso la generalità dell’opinione pubblica di una errata informazione, lasciando intendere che la donna sia già stata giudicata colpevole e condannata senza sconti.
Ciò che assolutamente non risponde al vero.
Il titolo scelto (Niente sconti alla moglie del boss) è, dunque, foriero di una informazione distorta e falsa con grave pregiudizio per l’interessata”.. Tanto più-scrive Sorrentino- ove si consideri che, come a tutti noto, molto spesso ad essere letto è unicamente il titolo di un articolo di stampa. Anche per tale ragione si ritiene che il titolo scelto, così accattivante per il
messaggio, distorto ed arbitrario che intende trasmettere al solo fine di carpire l’attenzione del lettore, abbia avuto contenuto diffamatorio e lesivo della reputazione dell’indagata. “Otre ciò, è appena il caso di precisare che proprio per la rinuncia al ricorso
proposto, non vi è stata alcuna statuizione della Suprema Corte di Cassazione”.





