Il vescovo ferma le rendite di posizione - Le Cronache Attualità
Attualità Salerno

Il vescovo ferma le rendite di posizione

Il vescovo ferma le rendite di posizione

Nicola Russomando

L’arcivescovo di Salerno mons. Andrea Bellandi ha pubblicato in data 9 giugno una lettera indirizzata al Clero e alle Parrocchie della diocesi, in cui preannuncia i prossimi avvicendamenti – in ogni caso per il mese di settembre- dei parroci in alcuni settori della sua giurisdizione. Nulla di strano se si considera la prassi normalmente vigente degli avvicendamenti alla guida delle parrocchie. Tuttavia, in questo caso, sorprende la formulazione in chiave giuridica della lettera, quasi a volere rimarcare il peso dell’autorità di fronte ad inevitabili opposizioni da parte dei parroci e degli stessi parrocchiani. Infatti, Bellandi si richiama esplicitamente al decreto della Conferenza episcopale italiana del 1983 che stabilisce un limite temporale di nove anni nell’esercizio del mandato parrocchiale, salvo diverso avviso del vescovo diocesano. Le disposizioni del 1983 segnarono una rivoluzione nella concezione del rapporto parroco-parrocchia, fondato su una specie di vincolo d’indissolubilità sul modello del matrimonio. Del resto, il Codice di diritto canonico, pure promulgato nel 1983, al canone 522 stabilisce come regola la stabilità del parroco mediante una nomina a tempo indeterminato, salvo che le Conferenze episcopali abbiano stabilito diversamente nel senso della nomina a tempo determinato. Appare evidente che tra le prime Conferenze episcopali ad aderire alla deroga c’è stata quella italiana, anche se la novità è stata sempre gestita con discrezionalità dai vescovi. Tornando alla lettera di Bellandi, il tono complessivo ricorda come, nella logica dell’avvicendamento, sia implicato il dovere dell’obbedienza in cui “è possibile fare esperienza di rinnovata libertà, sconosciuta invece a coloro che l’attendono solo al verificarsi di condizioni da sé prefissate”. La frase sembra alludere a contrattazioni che precedono e accompagnano gli spostamenti sulla base di acquisite rendite di posizione. Il vescovo, quindi, annuncia che una decina di comunità parrocchiali saranno interessate agli avvicendamenti del prossimo mese di settembre. Tra l’altro, sembra evidente che sarà interessata in primo luogo la forania di Giffoni Valle Piana che vive da decenni una situazione di totale immobilismo, aggravata dalla creazione di un’unità pastorale che ha appiattito ancora di più la vita parrocchiale rendendo una chiesa subordinata ad un’altra. Il risultato è stato la materiale desertificazione della frequentazione parrocchiale, concepita solo come centro di erogazione di servizi ecclesiali. Prossimamente Bellandi renderà noti i nomi dei nuovi parroci che, ufficiosamente, già circolano tra quelli che hanno frequentazione dell’ambiente ecclesiastico. L’auspicio è che questa sia anche l’occasione per superare l’unità pastorale che ormai, in tredici anni, ha mostrato il fallimento pratico della sua azione, concepita solo nel senso di una semplificazione burocratica.