Il Tar conferma Lenza al Tribunale dei minori - Le Cronache Cronaca
Cronaca Nocera Inferiore

Il Tar conferma Lenza al Tribunale dei minori

Il Tar conferma Lenza al Tribunale dei minori

Nocera Inferiore. Ancora un ricorso respinto, Roberto Lenza resta sostituto procuratore del tribunale dei Minorenni di Salerno. Nulla da fare per il collega Giovanni Paternoster che aveva chiesto al Tribunale amministrativo del Lazio di revocare il provvedimento firmato dal Csm lo scorso anno e occupare quel posto che era stato assegnato all’ex reggente del tribunale nocerino, assistito da Ippolito Matrone, presso la struttura di Largo San Tommaso d’Aquino. Nelle repliche Paternoster aveva anche evidenziato il processo penale approdato in Appello dopo l’assoluzione in primo grado per Lenza accusato di concussione. Ma per i giudici la posizione dell’imputato in Appello non è sinonimo di condanna essendo già assolto in primo grado. Il ricorso di Paternoster era per l’annullamento della delibera di settembre con la quale era stata disposta la nomina di Roberto Lenza nelle funzioni di Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Salerno. Provvedimento del Csm ritenuto penalizzante per lo stesso Paternoster ma non per i giudici del Tar che hanno respinto il ricorso. Dal canto suo, il 16 dicembre scorso, Roberto Lenza aveva lasciato la guida dell’ufficio all’ultimo piano di via Falcone a Nocera Inferiore salutando con una cerimonia tutti i collaboratori e gli avvocati del foro di Nocera Inferiore. Ma Giovanni Paternoster ha impugnato e chiesto l’annullamento della delibera del 24 settembre 2025 del Consiglio Superiore della Magistratura, con la quale era stata disposta la nomina di Roberto Lenza nelle funzioni di Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Salerno. Quindi della presupposta proposta della competente Commissione del Csm; della graduatoria finale; della graduatoria provvisoria, pubblicata a settembre; del verbale della Commissione contenente i punteggi e le valutazioni dei candidati; del provvedimento di rigetto delle osservazioni formulate da Paternoster e di ogni atto presupposto, connesso e conseguenziale.Tra le motivazione delle richieste di Paternoster (che “da oltre sette anni svolge con merito le funzioni giudicanti di secondo grado presso la Corte di Appello di Potenza), c’era la richiesta del riconoscimento del punteggio previsto per l’esercizio di funzioni di grado superiore rispetto al posto richiesto. E infine nella memoria di replica lo stesso magistrato ricorrente è tornato sull’incidenza del giudizio penale che interessa Lenza: a suo dire “circostanza di enorme rilevanza che già di per sé avrebbe dovuto indurre il Csm a valutare attentamente l’opportunità di ammettere il Lenza, il quale attualmente riveste la qualifica di “imputato” per il delitto più grave contro la Pubblica Amministrazione, cioè di concussione, a partecipare alla procedura comparativa in esame”. Ma per i giudici Lenza “risulta assolto in primo grado e che la pendenza del processo d’appello non può certo rilevare alla stregua di un’anticipata condanna”.