Cercola, Campionati Regionali Campania 2026: una data che resterà più a lungo di un normale risultato, perché dentro lo stesso pomeriggio si sono incastrati due segnali forti. Il primo è individuale e porta il nome di Giorgio Matteo Puglia, atleta salernitano dell’Accademia Karate Salerno, capace di gestire la gara con una lucidità da atleta maturo, costruendo il successo passo dopo passo. Il secondo è collettivo e riguarda l’intero movimento: per la prima volta in Campania il ParaKarate entra davvero nel kata a squadre con un progetto competitivo e non simbolico, e lo fa salendo subito sul gradino più alto, con Puglia nel ruolo di capitano. Il percorso si apre con una partenza decisa. Nella prima pool Puglia supera Lorenzo Rocco, avversario di livello e già campione d’Italia 2024 nei Cadetti, nonché compagno di lavoro nel kata a squadre. Un incrocio che avrebbe potuto complicare la lettura emotiva della gara e che invece diventa il primo snodo di una giornata impostata senza esitazioni: ritmo alto, controllo, gestione della distanza e dell’intensità tipiche di chi arriva preparato non solo sul piano tecnico ma anche mentale. Il passaggio successivo è la finale per il primo e secondo posto, affrontata con una scelta che non concede margini: Enpi, kata esigente, dove il dettaglio fa la differenza e dove la qualità si vede nella capacità di essere potenti senza perdere pulizia. L’esecuzione convince la giuria e si colloca in un contesto valutativo significativo anche per la presenza dell’internazionale Davide Lallo, elemento che contribuisce a dare peso alla prestazione. La giornata, però, cambia scala quando si passa alla prova a squadre. Il kata a squadre non è la somma di tre atleti: è un esercizio di sincronizzazione, disciplina e responsabilità condivisa. Richiede tempi identici, gesti coerenti, presenza scenica comune e soprattutto un livello di allenamento che non si improvvisa. Ed è qui che Cercola 2026 assume un valore più ampio: Puglia guida Lorenzo Rocco e Domenico Marfè fino alla medaglia d’oro in un Enpi descritto per precisione, coordinamento e potenza, tre parametri che nel kata a squadre non sono formule giornalistiche ma condizioni tecniche reali. Il risultato diventa così una prova concreta: la Campania può costruire un percorso strutturato anche in un settore dove, fino a poco tempo fa, l’idea stessa di una squadra sembrava lontana. In questo quadro, la prestazione di Puglia viene letta come l’output di un lavoro più esteso: la guida del Maestro Antonio Pappalardo, il riferimento sportivo e umano nel percorso dell’atleta salernitano, e il processo avviato dalla Commissione campana di ParaKarate, presieduta dalla Maestra Alessandra Iacopino con i componenti Antonio Pappalardo e Vincenzo Paone, orientata — secondo la linea di sviluppo richiamata nell’ambiente — a far crescere la disciplina partendo dai singoli per arrivare alla costruzione di un gruppo competitivo. È la differenza tra una vittoria episodica e un progetto che si consolida: la prima entusiasma, il secondo crea continuità. Cercola, in definitiva, non consegna soltanto un doppio oro. Consegnala una prospettiva: un atleta capace di imporsi nel singolo e di guidare nel collettivo, e un movimento che comincia a misurarsi con la dimensione più difficile, quella della squadra. Quando accade, il risultato non è più solo un numero in classifica: è una direzione di marcia.





