di Irene Sarno
La storia è fatta di corsi e di ricorsi, di eventi che accadono una volta e continuano a farlo, in un lungo e costante circolo vizioso. Agropoli non può esimersi da ciò e i fatti lo dicono chiaramente.
Erano i giorni successivi al primo corteo pro ospedale, quello dell’8 agosto 2025. Già allora, una degli organizzatori venne subissata di offese e minacce. La stessa persona, e cioè l’attivista Gisella Botticchio, oggi dichiara di aver subito lo stesso clima di odio.
«Ho visto tanta rabbia nei miei confronti – dice – ho ascoltato audio e letto messaggi in un gruppo di WhatsApp nei quali vengo offesa, ingiuriata e anche minacciata. Capisco le differenze politiche, le diverse ideologie e gli ordini di scuderia che arrivano dall’alto e devono essere eseguiti, ma sfociare nella violenza è sempre sbagliato. Sono state dette parole che vanno oltre il contesto, oltre l’argomento ospedale – racconta la donna – e sfociano nella sfera personale, colpendomi dal punto di vista fisico.
Ovviamente, se tutto ciò in un primo momento mi fa rabbia – aggiunge Gisella Botticchio – a mente fredda sento di avere paura, perché queste minacce che ho ricevuto, e che ho documentato e archiviato, possono trasformarsi in atti concreti. Di fatti di cronaca ne sono pieni i giornali e, come donna, sono spaventata. Spiace che chi di dovere non abbia preso pubblicamente le distanze da determinate uscite e, anzi, pare che, via social, ci sia anche una certa vicinanza tra persone di spicco e in evidenza. Non faccio nomi né collegamenti, anche perché sono costretta a tutelarmi in ogni sede, come già accaduto in passato».
La responsabile del comitato 8 agosto parla di un clima d’odio ormai persistente: «Nei giorni che hanno preceduto il corteo, il giorno stesso, le ore seguenti – racconta – ho continuato a essere citata in continuazione, additata come approfittatrice, come chi stesse organizzando la marcia solo per poter avere un ritorno elettorale alle prossime elezioni. Con me, giusto dirlo, sono stati accusati dello stesso misfatto anche amministratori e gli altri organizzatori, lo stesso che è accaduto ad agosto».
Nel suo sfogo, la donna guarda al futuro: «Sperano di spaventarmi e farmi desistere dalle mie azioni – conclude – ma non sarà così. Anzi, posso annunciare che a breve incontrerò il presidente Fico per la questione ospedale. Siamo speranzosi». L’attivista Botticchio non è stata l’unica a essere raggiunta da ingiurie. Anche la stampa è stata accusata di essere di parte, di essere sul libro paga, di essere “dei cani che riportano”. Tutte frasi che ben qualificano un gruppo attivo sui social, noto per diversi elementi negativi.
Al di là di isolati soggetti ben conosciuti in città ed anche alle forze dell’ordine, la carica delle tremila persone scese in strada domenica pomeriggio per il corteo sta portando già i primi risultati. La senatrice del Movimento 5 Stelle ha raggiunto telefonicamente gli organizzatori e ha detto loro di un interessamento del presidente della Regione Campania Roberto Fico sul tema dell’ospedale e del pronto soccorso di Agropoli.





