Il Castello di Castellabate diventa un Theatrum Mundi - Le Cronache Spettacolo e Cultura
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Il Castello di Castellabate diventa un Theatrum Mundi

Il Castello di Castellabate  diventa un Theatrum Mundi

Il Mondo in scena a Castellabate con l’edizione 2026 del Premio Internazionale Pio Alferano e Virginia Ippolito che trasforma il Castello dell’Abate in uno scenografico teatro dell’Arte contemporanea. Il progetto espositivo “Theatrum Mundi” con la direzione artistica di Vittorio Sgarbi ha aperto ieri sera quattro prestigiose mostre d’arte personali che hanno trasportato i visitatori in un “viaggio” tra realtà, mito e visione che rimarrà aperto al pubblico fino al 31 ottobre. Così Castellabate ed il suo castello aprono ad una lunga stagione culturale estiva e autunnale e si accende sotto il segno della grande creatività internazionale. La Fondazione Pio Alferano e Virginia Ippolito, guidata dal presidente Santino Carta, ha svelato ufficialmente la nuova programmazione espositiva destinata ad animare le storiche sale del Castello dell’Abate. L’appuntamento si configura come un articolato palcoscenico visivo intitolato collettivamente Theatrum Mundi, il mondo come scena tra sogno, meraviglia e memoria. Il progetto, ideato e coordinato dal Direttore Artistico Vittorio Sgarbi è stato inaugurato ieri sera e sarà accessibile al pubblico fino al 31 ottobre 2026. L’intera rassegna pittorica ruota attorno all’antico concetto filosofico e letterario che paragona l’esistenza umana a una recita teatrale collettiva, dove le arti visive diventano lo strumento ideale per decifrare, trasfigurare e interiorizzare la complessità del reale. Gli appassionati d’arte e i numerosi flussi turistici che scelgono Castellabate avranno l’opportunità di immergersi in un fitto calendario di presentazioni, dibattiti e conferenze impreziosite dalla partecipazione di autorevoli esponenti del panorama intellettuale odierno. Il culmine della scena si avrà sabato 19 settembre 2026, data fissata per la cerimonia ufficiale di consegna del Premio Pio Alferano. Il prestigioso titolo viene assegnato annualmente a illustri esponenti del mondo civile, scientifico, artistico e dello spettacolo che si sono distinti per l’eccellenza e il rigore del proprio operato. Negli anni, il conferimento di questo premio ha trasformato la località campana in un crocevia nevralgico per il dialogo culturale contemporaneo. Così, Castellabate con l’inaugurazione di quattro percorsi in un’unica scenografia ha idealmente concentrato all’interno del maniero, che vede i suoi ampi saloni, decorati e ridipinti, quattro interpreti capaci di declinare il tema della rappresentazione attraverso codici stilistici unici e polifonici. A dirigere le inaugurazione delle esposizioni l’instancabile Santino Carta l’anima del Premio e delle rassegne culturale che ha affiancato gli artisti nelle loro performance. La prima inaugurazione si è avuta con Antonella Cappuccio, con l’esposizione denominata “Apparizzioni”, il manifestarsi dell’immagine e dell’identità. L’antologica è stata curata da Fabio Canessa. Cappuccio forte di un autorevole passato come costumista nei settori del cinema, della televisione e del teatro, la pittrice infonde nelle proprie tele una sensibilità scenica teatrale raffinata. I soggetti emergono dai fondi delle tele con una pittura trasognata dove la materia si anime in polvere del tempo che sospende tutto in un limbo temporale che interroga l’osservatore sul mistero dell’identità umana. Le sue creazioni sono presenti in molteplici istituzioni museali, come la Sala Paolo VI in Vaticano, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma e del Knights of Columbus Museum negli Stati Uniti. Secondo Artista presentato Livio Scarpella, con l’esposizione denominata “Archetipi”, le forme originarie che abitano la memoria collettiva. Superbe e decise le sculture senza tempo dello scultore bresciano Livio Scarpella, sotto la cura critica di Alessandro Riva. Scarpella, l’artista che fonde il bronzo e lo lavora con patine d’oro, scolpisce il marmo come un multiforme ingegno di un nuovo Rinascimento artistico. Volti della quotidianità attuale vengono trasfigurati in simulacri eterni, capaci di dare corpo ai simboli primordiali che popolano l’inconscio dell’uomo. Il legame tra l’artista e la Fondazione è profondo: dal 2018 è proprio Scarpella a plasmare la scultura fisica consegnata ai vincitori del Premio Pio Alferano. Terzo Artista presentato Tommaso Ottieri, con l’esposizione denominata “Theatra, i luoghi della rappresentazione. L’architettura stessa dei teatri diventa il fulcro dell’indagine pittorica del napoletano Tommaso Ottieri, mostra curata da Alessandro Riva. Architetto di formazione, Ottieri plasma la materia pittorica attraverso un uso drammatico della luce e del chiaroscuro. Le platee deserti, i palchi dorati e i velluti rossi dei più celebri teatri mondiali affiorano dal buio come monumenti della memoria collettiva. Le sue tele trasformano gli spazi fisici della messinscena in autentiche macchine emotive sospese nel tempo che creano immaginari infiniti nello spettatore. Quarto artista presentato Felipe Cardeña in uno straordinario viaggio visivo denominato “Mirabilia”, il sentimento della meraviglia e dello stupore. L’universo cromatico dello spagnolo Felipe Cardeña occupa gli spazi del castello con la rassegna curata da Paolo Sciortino. Cardeña, figura di rilievo internazionale già presente alla Biennale di Venezia, propone un’iconografia eclettica e priva di barriere gerarchiche dell’arte. All’interno dei suoi collage floreali e ipnotici, la cultura pop si fonde con la ritrattistica sacra e la mitologia di massa. Per l’appuntamento cilentano, l’artista ha realizzato un omaggio speciale: una raffigurazione inedita di San Costabile Gentilcore, patrono di Castellabate, che unisce la devozione storica del territorio alle estetiche vibranti della contemporaneità. Così fra i saloni del castello di Castellabate si è inaugurata una fascinosa serata d’Arte fra opere di grande prestigio internazionale per l’assuefazione dei tanti appassionati d’arte ed un pubblico interessato che si è imbevuto per una sera del sogno dell’arte. Lo stesso organizzatore responsabile Santino Carta si è detto soddisfatto per aver creato anche quest’anno un’immensa scenografia di opere di grande prestigio, per una ribalta di emozioni che ha soddisfatto l’importante pubblico che ha respirato l’emozione che solo l’arte può dare. Giuseppe Ianni